gianluca grignani e pierluigi diaco

GRIGNANI ROMPE IL SILENZIO CON DIACO - ''ESISTONO TRE TIPI DI UOMINI: QUELLI CHE NASCONO E SANNO STARE DA SOLI E SPESSO MUOIONO DA SOLI ED È BRUTTISSIMO; QUELLI CHE IMPARANO A STARE DA SOLI E QUELLI CHE NON IMPARERANNO MAI. NOI ITALIANI VIVIAMO SOTTO UN MATRIARCATO, SIAMO MAMMONI E IO, NONOSTANTE AVESSI UN RAPPORTO DISTACCATO CON MIA MADRE LE VOGLIO UN GRAN BENE E HO DOVUTO IMPARARE AD ESSERE UN UOMO CHE SA STARE DA SOLO'' - VIDEO: L'INTERVISTA INTEGRALE

 

GIANLUCA GRIGNANI OSPITE DI DIACO A IO E TE NOTTE

 

Gianluca Grignani canta e Pierluigi Diaco lo accompagna con la chitarra

 

 

 

INTERVISTA DI PIERLUIGI DIACO A GIANLUCA GRIGNANI  -IO E TE DI NOTTE – RAI UNO

 

 

DIACO: fatti dare un abbraccio vero… Grazie di cuore. È la prima volta che sono seriamente in imbarazzo

 

GIANLUCA GRIGNANI E PIERLUIGI DIACO

GRIGNANI: Ci siamo frequentati per tantissimo tempo, sei stato a casa mia io a casa tua…

 

DIACO: Però è qualche anno che non ci vediamo

 

 

 

GRIGNANI: Sì saranno due o tre anni

 

 

 

DIACO: Tu mi hai insegnato una cosa quando ero una testa calda e cioè che essere sinceri e leali paga sempre.

 

 

 

GRIGANI: ti guardi meglio allo specchio e poi comunque è la strada più veloce per non sbagliare. Perché a dire una balla è sempre difficile rincorrerla, quindi è sempre meglio dire le cose come stanno a se stessi e con gli altri bisogna mediare. Ma questa è l’età prima non mediavo, adesso medio.

 

 

 

DIACO: Noi ci siamo incontrati in questa azienda a Radio Rai, io avevo in braccio una chitarra venne questo ragazzo pieno di talento con un disco dal titolo “La fabbrica di plastica” e mi sono riconosciuto in lui perché per la mia generazione e per molti altri hai rappresentato la libertà autoriale, la libertà intellettuale e allora eri talmente giovane che non avevi il carattere per difendere la tua libertà

 

 

 

GIANLUCA GRIGNANI E PIERLUIGI DIACO

GRIGNANI: No ed ero solo. L’immaturità stava nel non rendersi conto di quanta forza avevo anche se ero solo. Quindi poi la forza l’ho trovata nel tempo e ho capito che la strada giusta l’avevo già presa però non ero in grado di capirlo perché gli altri tendono a non fartela vedere quando tu sei da solo e quando hai fatto qualcosa che loro non hanno ancora fatto.

 

 

 

DIACO: Non hai mai avuto tanta paura della solitudine tu…

 

GRIGNANI: Non lo so, secondo me esistono tre tipi di uomini: quelli che nascono e sanno stare da soli e spesso muoiono da soli ed è bruttissimo; quelli che imparano a stare da soli e quelli che non impareranno mai. Noi italiani viviamo sotto un matriarcato, siamo mammoni e io, nonostante avessi un rapporto distaccato con mia madre (siamo un po’ freddi l’uno con l’altra) le voglio un gran bene e ho dovuto imparare ad essere un uomo che sa stare da solo.

 

 

FOTO DI GRIGNANI DA BAMBINO

 

GRIGNANI: Sì ero piccolissimo, avrò avuto un anno o due… Non ne ho idea

 

 

 

DIACO: C’è una parte bambinesca che secondo te negli esseri umani si conserva nel tempo

 

 

 

GRIGNANI: La sincerità in primis, almeno nel mio caso, e l’integrità. Da bambino ti senti libero di pensare quello che vuoi. Crescendo il sistema tende a toglierti questo tipo di attenzione a te stesso. Io credo di conservarla, magari anche in maniera abbastanza ribelle ma credo che sia una ribellione sincera e giusta. Anche perché se uno non si ribella le cose non cambiano mai, per crescere bisogna ribellarsi altrimenti si rimane statici.

 

 

 

gianluca grignani a io e te di notte 6

DIACO: Secondo te ci si può ribellare rimanendo innocenti?

 

GRIGNANI: Sì basta non vincere, basta fare una rivoluzione che non funziona mai.

 

 

 

 

 

FOTO DI GRIGNANI DA RAGAZZO

 

DIACO: Con il senno del poi cosa diresti al ragazzino che sei stato?

 

GRIGNANI: Direi che siamo diversi, non c’è niente da fare. Tu ci credevi troppo e io ci credo ancora di più.

Siccome sono sempre in conflitto con quello che ho fatto e quello che farò non mi sento mai arrivato quindi non riesco a darmi un giudizio. È un divenire per me, non riesco a vedere un punto fermo nella mia vita. Mi vedo sempre in movimento, mi auguro in crescita e migliorato. Se riesco, a migliorarmi nel bene, perché si può migliorare anche nel male, basta scegliere. Io mi sono barcamenato tra i due fronti e credo di potergli dire (a quel ragazzino ndr)‘vai avanti così però vai’, ‘non ti fermare’, ‘credici’.

 

 

 

DIACO ASCOLTA INSIEME A GRIGNANI “LA MIA STORIA TRA LE DITA”

 

 

 

DIACO: Ti posso chiedere come nasce e dove il testo di questa canzone?

 

 

 

GRIGNANI: Questo testo è nato nella cucina della casa di mia madre. Dovevo scrivere una canzone che funzionasse subito ed ero combattuto come sempre tra lo scrivere appunto una canzone che funzionasse subito e dire le cose che mi sentivo dentro. Non avevo ancora capito come funzionasse il mondo dello spettacolo e della musica, cosa volesse dire varcare quella soglia del successo, e ovviamente non sapevo neanche che l’avrei mai avuto. La gran parte dell’attenzione era dedicata a fare una canzone che funziona. Quindi per non farmi del male ho pensato bene di fare la musica in maniera tale che fosse molto precisa, che convincesse: mi sono ispirato ad “Acqua azzurra acqua chiara”di Battisti.

 

gianluca grignani a io e te di notte 4

 

 

GRIGNANI ACCENNA IL BRANO ALLLA CHITARRA E CANTA IL RITORNELLO

 

 

 

DIACO: In questo ultimo disco a cui hai lavorato sei passato in termini di stesura del disco dal tuo primo strumento che è la chitarra al piano

 

 

 

GRIGNANI: Sì io il piano lo suonavo male, lo suono ancora male, rimarrò sempre un neofita di qualsiasi strumento che non sia la chitarra che coltivo e studio. Però ho capito che sono bravo a  creare armonie, come compositore al piano, perché il piano è un’orchestra: ha tutte le possibilità che vuoi. La chitarra è limitata dal punto di vista armonico, mentre il piano ti permette di fare soluzioni armoniche diverse. Io amo molto come scrive Elton John e quando ho cominciato a suonarlo - lui è molto particolare, alcuni accordi vengono addirittura dalla guerra di secessione - ho scoperto che mi funzionavano, mi venivano bene. Allora mi sono detto “vai avanti” e ho cominciato a scrivere in maniera diversa…

 

 

 

DIACO: Che cosa provi quando riascolti le tue canzoni?

 

GRIGNANI: Devo stare attento quando passano le cose in radio perché se è appena uscito il singolo mi preoccupa, perché devo sentire come suona in radio. Sono tecnico, divento matto. Infatti nell’ultimo lavoro che ho fatto, siccome l’ho fatto nel mio studio, sono stato talmente attento a tutti gli ascolti possibili che so che suona bene e infatti la prima volta che l’ho sentito, ho detto: “cavolo funziona” (“tu che ne sai di me” il nuovo singolo ndr)

 

DIACO: Mi hanno detto che sei diventato un po’ nerd

 

 

gianluca grignani a io e te di notte 1

 

GRIGNANI: Ho perso due diottrie dall’occhio destro, Pierluigi

 

DIACO: Hai passato due anni davanti ad un computer, sei passato dal pro tools ad altre forme di programmi. Tu a differenza di molti tuoi colleghi hai cercato un suono contemporaneo avvalendoti della collaborazione di ragazzi ventenni

 

GRIGNANI: Sì ho lavorato con questi ragazzi che sono giovanissimi, Michele Zocca, Enrico Magnanini, Andrea Fagiuoli che adesso lavora con me a stretto contatto

 

 

 

DIACO: Sono testardi come lo eri tu a vent’anni?

 

GRIGNANI: Sì, uno soprattutto, non dico chi e mi ci sono scontrato. Ora sono distribuito da una major e ho mantenuto i contatti i più amichevoli possibili, è un interesse mio, però ora sono libero. Sono libero come lo sono stato prima di firmare un contratto. Ho fatto un’etichetta che è la “Falco a metà” e il primo pezzo che è uscito è prodotto dalla mia etichetta, dal mio studio. Quindi ho dovuto studiare quello che non avevo fatto in analogico, quello che ho imparato in America, Abbey Road, con la quale sto lavorando.

gianluca grignani a io e te di notte 3

 

 

 

DIACO: Ho avuto la sensazione che è come se si chiudesse un cerchio, che la fabbrica di plastica sia stata l’anticamera di quello che sarebbe accaduto molti anni più tardi attraverso questa etichetta

 

 

 

GRIGNANI: La fabbrica di plastica secondo me è diventata realtà. Tu devi considerare una cosa: io ho una visione di me stesso distaccata rispetto a quando ero ragazzo però comincio ad avere 47 anni.

 

DIACO: Come ti guardi?

 

 

 

GRIGNANI: Cerco di guardarmi dall’esterno. È un po’ come fare una dieta: tu dici “mangi un po’ di meno, poi un po’ di meno e a furia di mangiare un po’ di meno riesci a dimagrire qualche chilo”, la stessa cosa quando hai un sogno, ti avvicini un passo dopo l’altro e se molli sei fregato. Come leggere un libro, una pagina dopo l’altra. Una volta tu mi dicesti una frase bellissima a proposito dei libri, che ancora oggi uso io: “Gianluca io li ho lisi i libri”.

gianluca grignani a io e te di notte 2

 

 

 

DIACO E GRIGNANI ASCOLTANO “FALCO A METÀ”

 

 

 

DIACO: Bella questa cosa che “falco a metà” e “la fabbrica di plastica” sono diventati i leitmotiv della tua nuova sfida professionale. Ma lo studio, questi spazi sono nella tua casa?

 

 

 

GRIGNANI: Questo singolo è il primo di 60 brani che ho scritto, dovrà uscire una trilogia che si chiamerà verde smeraldo. Quindi ci sarà verde smeraldo uno, verde smeraldo due e verde smeraldo tre. Prima dello studio c’era soltanto un letto, una chitarra e un rods e adesso al posto di quel letto, chitarra e rods c’è uno studio.

 

 

gianluca grignani a io e te di notte

 

GRIGNANI CANTA “LA FABBRICA DI PLASTICA” E DIACO SUONA CHITARRA

 

 

 

DIACO: In questo nuovo lavoro, che è un modo un po’ inusuale di uscire con un disco perché uscirà un secondo singolo poi un terzo singolo, poi uscirà l’album ed è la prima tappa della trilogia… Possiamo dire che è la rivoluzione che pensavi quando eri ragazzo? Che cosa si intende per rivoluzione?

 

gianluca grignani

GRIGNANI: Penso che la rivoluzione è un modo di essere capaci di seguire quello che succede ed adattarsi, però non fare quello che ti dicono ma fare quello che tu ritieni sia la tua personalità, nel mio caso specifico è la musica. Parto da un concetto, ascoltare quello che mi succede intorno e cercare di trasformare la musica che faccio nel momento che vivo

 

 

 

DIACO: Quando senti usare la parola “cambiamento” che pensi? ti convince?

 

GRIGNANI: È una domanda ostica. Penso che ci sia un disincanto totale per quel che riguarda la politica, ogni atteggiamento di un cittadino, di un italiano in questo momento specifico è un atteggiamento di chi non sa cosa succederà. Perché la politica tende ad essere masochista, è fagocitata da se stessa: non è possibile che io apro un giornale di gossip e vedo in prima pagina il presidente del consiglio di oggi, pensano che la gente non se ne accorge. Siamo abituati a farci i selfie ormai. È diventato ridicolo

 

GIANLUCA GRIGNANI

DIACO: Io sono avverso all’era digitale

 

GRIGNANI: Il problema è quando viene usata dalla politica in maniera così poco ortodossa.

 

 

 

DIACO: Ho visto che tu usi in maniera molto parsimoniosa i social…

 

GRIGNANI: Sai chi è stato il primo a farsi un selfie? Il Parmigianino che si fece un autoritratto allo specchio. I pittori però dipingevano la propria anima, noi ci facciamo un selfie e guardiamo alla nostra apparenza.

 

 

 

GIANLUCA GRIGNANI

DIACO: Ma è un surrogato della felicità per tentare un riscatto dalla vita reale?

 

GRIGNANI: Ma è bruttissimo se fosse così. Nessuno dovrebbe considerare il fatto di vivere una vita in maniera meno appagante rispetto a chi vive sotto i riflettori. Io faccio questo lavoro perché sono un musicista e sono costretto a farlo…

 

 

 

DIACO: Ma tu guardi la tv?

 

 

 

GRIGNANI: Guardo le serie. La tv la guardo di meno, dipende dai programmi… Tu mi piaci se no non sarei qui. Non credo nel monopolio.

 

 

 

ASCOLTANO INSIEME IL BRANO “CAMPI DI POP CORN”

 

DIACO: Dove hai registrato quel disco?

 

GRIGNANI: Quel disco l’ho fatto dove John Lennon ha registrato “double fantasy” a NY. L’abbiamo sentito insieme diverse volte, Pierluigi. Siamo amici noi…giravamo ore in macchina a Milano cercando sushi…

 

GIANLUCA GRIGNANI

DIACO: Hai imparato a cucinare? Ti piace mangiare?

 

 

 

GRIGNANI: Sono sempre a dieta ultimamente

 

 

 

DIACO: Hai visto che in tv spadellano tutti?

 

GRIGNANI: Sembra che gli chef siano diventati dei religiosi ormai

 

DIACO FA SCOLTARE LA VOCE DI LUCIO DALLA CHE ESPRIME IL SUO CONCETTO DI LIBERTA’  “LA LIBERTA’ E’ FATICA”

 

GRIGNANI: Quello che ha detto è emozionante. Sentire il suono della sua voce ferma… lui osservava gli altri vedendo in loro quello che essi stessi non vedevano. Così fece con me. Un’estate mi chiamò per fare una cosa su un suo disco e io dissi: “devo venire a cantare?” e lui disse: “no devi venire a suonare”. Andai da lui suonai e mi disse non sanno ancora che grande chitarrista sei, questo prima del grande riconoscimento della fabbrica di plastica. Era un visionario, devo molto a lui: mi ricordo che una volta stavamo registrando un programma con lui, dissi una cosa fuori dalle righe e per questo tutti mi attaccarono. Lui disse “no va bene così, solo lui fa così”.

GIANLUCA GRIGNANI

 

Lui ha parlato di libertà, è difficile difendere la libertà  bisogna avere la dignità e la dignità è difficile da sostenere perché devi scegliere

 

DIACO: Si può avere libertà senza temperamento? senza carattere?

 

GRIGNANI: Si può seguire la libertà. Ecco perché è servo colui che segue chi prende le decisioni  per te, ecco perché esistono le bandiere, ecco perché esiste la politica ecco perché ti frega la politica

 

 

 

DIACO INVITA GRIGNANI A LANCIARE IL VIDEOCLIP DEL SUO ULTIMO SINGOLO “TU CHE NE SAI DI ME”

 

DIACO FA VEDERE UNA CLIP IN CUI MOGOL ELOGIA GRIGNANI DICHIARANDO  CHE AVREBBE VOLUTO SCRIVERE LUI “LA MIA STORIA TRA LE DITA”

 

 

 

DIACO: Te lo ricordavi questo passaggio?

 

 

 

GRIGNANI: mi ricordo perfettamente quello che ha detto e mi è rimasto impresso nella memoria e non me lo dimenticherò mai. Così come il modo in cui l’ha detto… che dice tutto.

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