ATTACCO DI GUBITOSI - IL DG MUOVE LE SUE PEDINE PER SCARICARE FLUSSI E PROMUOVERE IL SUO FEDELISSIMO ADALBERTO PELLEGRINO

DAGOREPORT

La favoletta della meritocrazie e dell'esame attento dei curriculum e delle candidature, raccontata a più riprese da Gubitosi, sta per subire un altro duro colpo, a pochi giorni dalla discussa nomina del nuovo capo della Tgr Vincenzo Morgante in quota Schifani-Opus Dei.

Il direttore generale della Rai ha alcune nuove pressanti esigenze: liberarsi del capo del personale Luciano Flussi, dare una scossa a Risorse tv (il settore che gestisce i contratti delle star) dopo il pasticcio-Crozza con l'accordo saltato tra le polemiche in "zona Cesarini", nominare il suo fedelissimo Adalberto Pellegrino, giovane rampante ex Wind, in Rai da poco più di un anno, a capo del suo staff in sostituzione di Andrea Sassano.

Per questo Giggino e' disposto a tutto: anche a smentire se stesso creando ex novo, in Rai pubblicità, una poltrona per due da direttore generale. Raddoppiano i costi ma si da' così' il via ad un nuovo valzer di nomine. All'attuale Dg dell'ex Sipra Fabrizio Piscopo se ne aggiungerebbe un secondo da parcheggiare in concessionaria . Chi sarebbe, in questo caso, il prescelto? Un professionista che abbia maturato precedenti esperienze in analoghe strutture?

Qualcuno che vanti nel curriculum una specifica professionalità nel settore? Macchè, il coniglio estratto dal cilindro di Giggino e' il direttore Risorse umane di viale Mazzini Luciano Flussi, quello che ha gestito la politica del personale Rai negli ultimi anni, definita a più riprese "scellerata" dallo stesso Gubitosi.

Come già avvenuto per quasi tutte le scelte del dg Rai, Flussi non ha nessuna delle caratteristiche richieste per quel ruolo: nè competenze editoriali, ne' pubblicitarie, nè commerciali.

Ma la sua nomina lascerebbe libera una casella decisiva per il gioco dell'oca di Gubitosi: al suo posto e' destinato Valerio Fiorespino, attuale direttore di Risorse tv, che verrebbe sostituito, a sua volta, da Andrea Sassano, nel mirino di Giggino ma pur sempre forte di alcuni sponsor nel Pd e soprattutto di un fratello, Antonio, esperto di telecomunicazioni di area renziana, in corsa per sostituire il dimissionario Maurizio Decina come commissario in Agcom.

E pensare che, solo pochi giorni fa, parlando ad un convegno di Art.21, Gubitosi aveva rilanciato ancora una volta il suo tormentone: la Rai - aveva detto con toni profetici - deve recuperare la sua credibilità, minata da "un eccesso di prossimità con la politica". Di li' a poco il suo sponsor Mario Monti si sarebbe dimesso anche da Scelta Civica, passando così di fatto dai banchi del governo a quelli dell'opposizione.

 

Intervento di Luigi Gubitosi Gubitosi con il libro su Arbore VALERIO FIORESPINOLorenza Lei - foto Ansa Fabrizio Piscopo

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