IL COMPUTER, LA TUA VOCE - LA BATTAGLIA DI APPLE, GOOGLE E SAMSUNG SI GIOCA TUTTA SULLA "VOCE INTELLIGENTE" CHE DETTA I TESTI AL DISPOSITIVO. PREPARATEVI A DIRE ADDIO A MOUSE E TASTIERE

Federico Cella per “Il Corriere della Sera

 

APPLE VS GOOGLEAPPLE VS GOOGLE

Non conta tanto che sia grossa, né sexy, come accade nel film «Lei»: l’importante è che sia «intelligente». La battaglia della voce è uno dei fronti su cui si stanno fronteggiando i big della tecnologia. Ed è un fronte importante, perché trasversale all’ecosistema digitale che Apple, Google e Samsung, per citare quelli in prima linea, ci stanno ritagliando addosso.

 

La definizione tecnica è «Natural user interface», quella comprensibile descrive l’uso delle parole per comunicare con i gadget smart , quei 13 miliardi di oggetti (nel 2020 secondo Cisco arriveranno a 50) che vanno a comporre l’universo della «Internet of Things».

 

APPLE VS SAMSUNGAPPLE VS SAMSUNG

Dagli smartphone ai frigoriferi, siamo e saremo sempre più circondati da un mondo online e «senziente» con il quale dialogare. Pian piano diremo addio agli strumenti di input che creano una barriera, perché necessitano di un apprendimento per essere usati: tastiere e mouse sono dunque al tramonto dopo rispettivamente 70 e 50 anni di carriera.
 

La tecnologia del futuro è un qualcosa di così scontato come la nostra voce. Ma insegnare ai computer a parlare, e soprattutto a capirci, non è così semplice. Maestri in questo campo sono i ricercatori di Nuance, azienda americana famosa per il software «Dragon Dictation» che per primo ha iniziato il pensionamento della tastiera: per scrivere sul pc è sufficiente dettare al microfono il testo.

 

APPLE VS SAMSUNG jpegAPPLE VS SAMSUNG jpeg

E proprio sulla tecnologia, e sui server, di Nuance si basa Siri, l’assistente vocale di Apple per iPhone e iPad. Notizia di questi giorni è che a Cupertino, dopo acquisizioni di compagnie e manager (alcuni della stessa azienda di Burlington) che lavorano sul riconoscimento vocale, un team starebbe sviluppando un nuovo Siri interamente fatto in casa.

 

L’indiscrezione raccolta da Wired conferma l’importanza che la «voce» avrà nel nuovo iOS8, il sistema operativo mobile di casa, in arrivo in autunno con l’attivazione vocale (al comando «Hey Siri») e nuove caratteristiche pronte a farlo sbarcare sulle auto, sull’iPhone 6 e lo smartwatch attesi per l’autunno, e nelle future applicazioni di HomeKit, la domotica secondo Cupertino. Come ci confermano da Apple, in un «futuro prossimo» basterà augurare allo smartphone la buonanotte. La casa connessa «spegnerà le luci, chiuderà la porta e il garage, e imposterà la temperatura di conseguenza».
 

samsung galaxy s4samsung galaxy s4

Le voci sul «super-Siri» in realtà vanno anche a confermare quanto scritto dal Wall Street Journal sulla volontà da parte di Samsung di acquisire Nuance. Un duro colpo che Apple vuole assorbire con la scelta autarchica, e che per i coreani significherebbe un importante passo avanti nello sviluppo di «S-Voice», l’assistente vocale dei device con marchio Galaxy. Come detto, si tratta di una battaglia, e ogni colpo è permesso.
 

Se con gli occhiali apriremo la conversazione con un «Ok Glass», su tutti i device Android il comando è «Ok Google». E proprio l’azienda di Mountain View, durante la conferenza degli sviluppatori I/O che si è conclusa la scorsa settimana, ha mostrato la piena evoluzione del dialogo naturale con gli oggetti.

 

Gli smartphone sono solo l’inizio: il sistema operativo del robottino verde entrerà man mano in una grande varietà di «cose», da quelle indossabili (per esempio l’atteso orologio Moto360) con Android Wear alle automobili e alle tv, con le versioni dedicate del software.

 

Grandi assenti all’appuntamento californiano sono stati invece gli elettrodomestici, quelli con marchio Big G attesi fin dall’acquisizione da parte di Google dei termostati intelligenti di Nest lo scorso gennaio (e quella recente delle telecamere di Dropcam). Ma già Panasonic, per esempio, ha mostrato le potenzialità di una cucina parlante.
 

SkypeSkype

Lo sviluppo successivo è quello di dare a questi «personal assistant» digitali, e intelligenti grazie ad algoritmi sempre più complessi, una forma umana. Che dovrebbe rendere più facile la comunicazione. In questo senso Apple ha lavorato per ritagliare gli spigoli di Siri, in grado — grazie a una sagace programmazione — di rispondere anche con ironia alle nostre richieste più assurde. Come quella di matrimonio («Devo confessarti che non sei l’unico che me l’ha chiesto»).

 

Così Microsoft, che ha sperimentato il voice recognition su Kinect per Xbox e l’ha perfezionato con il rivoluzionario Skype Translator, traduttore di videochiamate in tempo reale, ha fatto esordire i suoi WindowsPhone Cortana. Per il momento solo una voce, appunto, ma il nome preso dal seducente ologramma del videogioco «Halo» lascia presagire sviluppi antropomorfi per l’assistente di Redmond.

 

Così come per Jarvis, il nome da maggiordomo dato da Intel alle cuffie intelligenti svelate la scorsa settimana, primo device del genere che sarebbe in grado di lavorare anche in assenza di connessione. Salutata la tastiera, dunque, se non finiremo per innamorarci della loro voce, con i nostri gadget sicuramente ci dialogheremo.

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