L’ARSENALE CHIMICO DI ASSAD FINISCE ALLA MADDALENA? - MASSONI AL VOTO, STEFANO BISI VS RAFFI - IL NUOVO LIBRO DI WALTER SITI: GERONTOFILIA OMOSEX - ALI D'ORO PER SCARONI

A cura di Riccardo Bocca e Primo Di Nicola per "l'Espresso"


1. FAMIGLIA A GONFIE VELE
A dispetto delle vicissitudini giudiziarie, gli affari di famiglia procedono a gonfie vele per Nicola Cosentino, sottosegretario nell'ultimo governo Berlusconi, a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e reimpiego di capitali illeciti. Aversana Petroli, l'impresa fondata dal padre e amministrata dal fratello Giovanni, ha ottenuto dal ministero dello Sviluppo economico e dalla Regione Campania l'autorizzazione a raddoppiare lo stoccaggio di gas petrolio liquido nei serbatoi dello stabilimento produttivo in provincia di Caserta. Si passa da 4.400 a 8 mila metri cubi. La società è la punta di diamante del gruppo Cosentino, di cui fanno parte anche Aversana gas, Ip Service (distributori di benzina), Immobiliare 6C e Agripont. Fa.Ge.

2. SITI PER GERONTOFILI
V.R. - Prima di Natale, Walter Siti ha consegnato alla Rizzoli il suo nuovo romanzo. Si chiamerà "Exit strategy", uscirà in primavera e racconterà l'anno e mezzo vissuto prima della vittoria del premio Strega 2013. Il protagonista, ha detto agli amici Siti, sarà il suo consueto alter ego che, alla soglia dei settant'anni, chiude l'amore con il culturista Marcello per diventare oggetto del desiderio del quarantenne Gerardo.

«Insomma», ha aggiunto, «affronterò la gerontofilia, e il passaggio dal ruolo del desiderante a desiderato». Un tragitto coerente con il percorso dello scrittore, ma non proprio benzina commerciale. La stessa Rcs, fiera di pubblicare Siti ma anche conscia della sua complessità, sussurra che dopo le 80 mila copie vendute sulla scia dello Strega, si ipotizza di assestarsi attorno alle 60 mila.

3. MISURE ANTIPOVERTÀ, PASTICCIO CON TESSERA
M. S. - Ennesimo pasticcio del governo Letta. Questa volta nel decreto Milleproroghe, approvato in fretta e furia il 27 dicembre, spuntano 300 milioni per aiutare chi vive in miseria. «Aggiungiamo risorse sulla grande trincea della lotta alla povertà con un complesso di interventi per il 2014 di 800 milioni, 500 stanziati in precedenza e 300 milioni adesso», ha spiegato il premier. Mossa lodevole.

Dietro però al "Sostegno inclusione attiva" (Sia) rispunta la social card. Cinque anni dopo l'iniziativa dell'ex ministro Giulio Tremonti che lanciò un bancomat anonimo del valore di 40 euro mensili da spendere nei supermercati, ecco che rispunta la tessera per i meno abbienti. Una vecchia idea per contrastare il disagio di chi si arrangia con soli 500 euro al mese. Sì, perché nonostante l'avvicendamento di tre inquilini a Palazzo Chigi, non si riesce a mandare in soffitta il sistema della carità di Stato.

Eppure nell'esecutivo sono mesi che si parla di "Sia", ma quel progetto messo a punto da un team guidato dal viceministro del welfare Maria Cecilia Guerra, non è mai partito. Non è stato inserito nella legge di stabilità, nonostante i richiami dello stesso ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Meglio la più sbrigativa social card.

4. CORSA AL GRANDE ORIENTE
A. Gi. - Stefano Bisi, massone dal 1982 e amico dell'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, mira a diventare Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia. È il primo candidato della lista 3 ammessa al voto del 2 marzo. Bisi vuole sostituire Gustavo Raffi, accusato dall'opposizione interna di aver fatto parte del cosiddetto "groviglio armonioso" di poteri che avrebbe gestito finora Siena.

Alcuni sostenitori di Bisi hanno pure inviato una «lettera aperta ai Fratelli Maestri» illustrando gli obiettivi del loro candidato. Ma l'idea non è piaciuta alla loggia di Palazzo Giustiniani, che ha vietato agli iniziati l'invio di lettere aperte ed email «per promuovere future candidature, chiedendo adesioni»: gesti che «delegittimano l'attuale Gran Maestranza», spiega una circolare.

5. MISTERO CHIMICO
D. S. - L'arsenale chimico del presidente siriano Bashar al-Assad è destinato a finire nell'immenso deposito sotterraneo di Guardia del Moro, nell'isola di Santo Stefano, proprio nel cuore del Parco nazionale della Maddalena e a un tiro di schioppo dalla Costa Smeralda. La denuncia è del segretario dell'Idv Ignazio Messina.

Gli oltre 10 chilometri di gallerie, scavate nei primi anni Ottanta con fondi Nato, dovevano ospitare le testate nucleari per i sommergibili d'attacco Usa della classe Los Angeles, che a Santo Stefano avevano una base considerata di altissimo valore strategico durante la guerra fredda. Il deposito sotterraneo è ancora oggi una sorta di buco nero, un mistero irrisolto. La Difesa lo considera non dismissibile per ragioni strategiche, ma proprio qui il generale Carlo Jean un decennio fa voleva creare il sito unico nazionale per le scorie nucleari.

6. NON TOCCATE QUEI BARONI
Finora i ministri della Pubblica istruzione erano stati attaccati dagli studenti, ma nei confronti di Maria Chiara Carrozza, ex rettore della Scuola Sant'Anna di Pisa, i detrattori sono i baroni over 60 dell'università. Pare infatti non abbiano apprezzato le sue parole sui docenti che a 70 anni dovrebbero andare in pensione e lasciare la cattedra ai giovani. «Su Twitter mi stanno scrivendo di tutto», ha confidato con amarezza la ministra. «E perché mai dovremmo andare in pensione a 70 anni», si irritano invece diversi baroni sui social network, «quando la nostra aspettativa era di andarci a 75?». M. La.

7. ALI D'ORO PER SCARONI
Un nuovo aereo per l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni è stato appena ritirato: si tratta di un gioiello da 55 milioni di euro. Il colosso energetico ha per regola che al diciottesimo anno di vita scatta la sostituzione dell'aeromobile. Così a fine 2013 è stato rottamato il Dassault Falcon 2000 e la scelta è caduta su un Gulfstream G550. «Garantisce alti standard di sicurezza e maggiore autonomia di volo», spiegano dal quartier generale di San Donato Milanese.

«Questo ci consentirà di raggiungere senza scalo le nuove frontiere della nostra attività come Vietnam, Indonesia e Myanmar». L'uso di un aereo di proprietà è consuetudine nelle grandi società petrolifere mondiali, e Scaroni non è da meno con un jet per 19 passeggeri, velocità massima 940 chilometri all'ora e doccia in cabina. M. S.

8. DIVIETO DI PENNA IN CELLA
P. Fa. - No ai reportage dietro le sbarre. Il Dap, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ha diffuso una circolare che aggiorna il sistema delle visite in carcere senza autorizzazione concesso agli onorevoli, specificando che i loro accompagnatori devono (sottolineato nel testo) «dichiarare per iscritto di non svolgere nell'occasione attività giornalistica».

Il motivo? «Episodi che hanno mostrato esitazioni a fronte del comportamento di parlamentari visitatori». Fra i casi più noti spicca quello del deputato Pdl Luigi Vitali, che nella sua visita ad Alfonso Papa, detenuto a Poggioreale, portò con sé una cronista che poi ne ricavò un servizio. Ma è accaduto che siano entrate sotto mentite spoglie anche persone prive di quel «rapporto professionale stabile» ora richiesto: Renato Farina andò a trovare Lele Mora con un amico spacciandolo per portaborse, mentre Gianni Vattimo ha visitato un militante No Tav con due attivisti del movimento fatti passare per suoi consulenti.

9. BARRICATE ANTI GIGALINER
Si chiamano Gigaliner, i nuovi mostri dell'asfalto: camion lunghi oltre 25 metri, pesanti sino a 60 tonnellate. Per ora circolano solo in Scandinavia, ma la loro onda d'urto potrebbe presto arrivare più a sud. Germania, Danimarca e Olanda stanno già testando il loro impatto sulle proprie autostrade mentre l'Arge Alp, la comunità dei Paesi dell'arco alpino, ha approvato una mozione per dire di no ai nuovi bestioni.

Il commissario ai Trasporti Siim Kallas propone di consentirne la circolazione transfrontaliera, laddove due Stati confinanti siano d'accordo. Le pressioni delle lobby del trasporto su gomma sono fortissime, ma per il sistema infrastrutturale sarebbe un disastro. Tutto da rifare, dai caselli alle rotonde che portano agli svincoli, dalle aree di servizio ai guardrail. Svizzera e Austria minacciano le barricate. E l'Italia? «Nulla ancora di ufficiale», rispondono dal ministero. Ma la proposta di direttiva potrebbe andare al voto già in febbraio. P. Ca.

10. BURQA ALLA SBARRA
Uno show provocatorio al Palazzo di giustizia di Torino. Il deputato leghista ed ex sindaco di Varallo Sesia Gianluca Buonanno l'aveva promesso: sarebbe andato in tribunale con un burqa e lo ha fatto. Voleva vedere l'effetto che fa il burqa in un luogo istituzionale e ha scelto, come occasione, la prima udienza della causa civile intentata contro di lui dall'Associazione studi giuridici sull'immigrazione.

Il processo prende spunto dai cartelli che Buonanno ha fatto installare all'ingresso del paese in provincia di Vercelli, ritenuti discriminatori perché vietano l'uso del burqa e l'ingresso dei cosiddetti "vu' cumprà". Così Buonanno è arrivato nell'atrio del palazzo con un velo nero che gli copriva il volto, è andato verso il gabbiotto degli uscieri e ha chiesto a un'impiegata basita: «Scusi, si può entrare?» . Quindi ha rivolto la stessa domanda a un carabiniere, il quale serafico gli ha raccontato il precedente di una signora che si era fatta identificare. «Poi è passata?», ha chiesto il deputato. Risposta subito affermativa. A. Gia.

11. BOLDRINI STILE OBAMA
A. Be. - Laura Boldrini come Barack Obama o, più modestamente, come il collega Roberto Giachetti? Pare di sì, visto che il presidente della Camera da qualche settimana affida alla Rete i suoi "discorsi alla nazione". Si tratta di filmati sulla web-tv del sito della Camera in cui commentano i fatti politici e non della settimana dallo studiolo attiguo all'aula di Montecitorio. Proprio come da anni è solito fare alla radio il presidente in carica degli Stati Uniti. E come da parecchio tempo fa pure il vicepresidente della Camera italiana Giachetti, inserendo video sulla sua pagina Facebook.

12. INCIDENTE SULLA SCALA
L. Eu. - Per il concerto di Natale alla Scala, dove era in cartellone l'oratorio di Felix Mendelssohn sul profeta Elias, la Rai ha rischiato di fare testacoda nel pieno del rinnovo del contratto di servizio pubblico. Il problema era la durata dell'opera, oltre le due ore. Raiuno ha deciso da principio di programmarne solo i primi 60 minuti. "Unomattina" prima, e Antonella Clerici poi, erano gli intoccabili.

A nulla sono valsi i tentativi di far cambiare idea al responsabile del palinsesto Roberta Enni e al capostruttura Raffaella Santilli. Senonché, divulgata ufficialmente la programmazione, sono arrivate le prime critiche da parte della stampa. Per cui il direttore generale della Rai in persona, Luigi Gubitosi, ha fatto innestare la marcia indietro. Morale? Il concerto è andato in onda integrale e addirittura senza interruzioni pubblicitarie: caso unico per una tarda mattinata di Raiuno. Del resto, è in fase di decollo il delicato iter per il rinnovo della convenzione statale e i vertici di viale Mazzini sono quantomai sensibili all'opinione pubblica.

13. NEW TOWN IMBARAZZANTE
Che fine ha fatto la teca di cristallo con dentro il paesino di Cavallerizzo di Cerzeto, prima new town costruita dalla Protezione Civile nell'era di Guido Bertolaso? Era all'ingresso del palazzo romano di via Vitorchiano, nel cuore del dipartimento più amato dagli italiani. Ora è sparita. Per la cronaca, Cavallerizzo di Cerzeto (Cosenza), fu colpito da una frana nel 2005. La Protezione civile lo delocalizzò e ricostruì con una spesa stimata, a oggi, in più di 70 milioni di euro. Ma per il Consiglio di Stato la new town è abusiva: per quel sito, infatti, non è mai mai stata rilasciata la Valutazione di impatto ambientale. E stando alle associazioni sul territorio, soltanto il 30 per cento degli appartamenti è abitato. P.M.

14. MALINTESO BESTIALE
Si susseguono le polemiche sui centri di accoglienza, a partire da quello di Lampedusa per arrivare fino a quello capitolino di Ponte Galeria. Nel frattempo, l'onorevole di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla non è rimasta con le mani in mano sul fronte degli animali. In particolare, la sua attenzione è caduta sui cani randagi attorno al centro per i richiedenti asilo di Mineo, in provincia di Catania. Dodici adulti e 21 cuccioli che, secondo l'Enpa, sarebbero stati oggetto di maltrattamenti.

Da qui l'interrogazione con cui Brambilla ha chiesto l'intervento del governo e paventato
il rischio che tale situazione potesse compromettere l'immagine dell'Italia all'estero. La Prefettura catanese si è così attivata, ha costituito una task force, ha trovato una soluzione per i randagi e ha rassicurato l'onorevole per bocca del sottosegretario alla Salute Paolo Fadda: la Polizia ha infatti appurato che l'uccisione di due cani non è stata opera dell'uomo, ma di un «grosso cane fulvo maschio». Una faida, insomma, a quattro zampe.

 

 

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