“IL MESSAGGERO” SUONA LA FANFARA ALL’ITALIA DELL’ARMATA CALTA-MELONI – "IL FATTO": “CON L’AVVENTO DI ROBERTO NAPOLETANO ALLA DIREZIONE DEL QUOTIDIANO DEL FINANZIER-BANCHIER-PALAZZINARO CALTAGIRONE NON SMETTIAMO DI RALLEGRARCI DELLA SORTE BENIGNA CHE CI HA FATTO ABITARE NEL BEL PAESE. I DAZI CI FANNO UN BAFFO, IL POTERE D’ACQUISTO DELLE FAMIGLIE CRESCE DI 20 MILIARDI IN UN ANNO, I SALARI? PIÙ SOLDI IN BUSTA PAGA”. È O NON È LA MIGLIORE DELLE CALTA-ITALIE POSSIBILI? E D’ALTRONDE NON LO SAREBBE ANCHE PER VOI SE GIORGIA V’AVESSE MESSO IN MANO UN BEL PEZZO DEL SISTEMA BANCARIO E GRAN PARTE DEL RISPARMIO ASSICURATIVO?”
Marco Palombi per "il Fatto Quotidiano" - Estratti
Fedeli lettori del Messaggero come siamo da sempre, avevamo già da tempo – almeno dacché Giorgia Meloni siede a Palazzo Chigi – l’impressione di vivere nel migliore dei Calta-mondi possibili, ma con l’avvento di Roberto Napoletano alla direzione del quotidiano del finanzier-banchier-palazzinaro Caltagirone non smettiamo di rallegrarci della sorte benigna che ci ha fatto abitare nel bel paese dove il sì suona proprio adesso. (…)
francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni
l’aperturona della prima di giovedì: “Il potere d’acquisto delle famiglie cresce di 20 miliardi in un anno” che poi sono addirittura 40 dal 2022. Lo dice l’Istat, per carità, e se avete l’impressione che quei soldi siano un po’ come i polli di Trilussa (che voi non ne avete visto nessuno e un antro se ne magna due) si vede che non leggete Il Messaggero. Il Paese, anzi la Nazione, non potrebbe andar meglio: i dazi ci fanno un baffo (“Niente effetto super-dazi.
Italia virtuosa, soffre Berlino”, 7 gennaio) e nel caso Mègghi li fa togliere (“Trump salva la pasta italiana”, “Meloni chiama Donald, poi l’annuncio”, 2 gennaio); il Giubileo è un trionfo (“Il traino sul turismo 2026 e la spinta all'occupazione”, 6 gennaio) e il governo risolve crisi industriali a rotta di collo (“Salvaguardati oltre 14mila posti”, sempre martedì).
La crescita? “Corre il ‘Freccia-Pil’ Milano-Roma-Napoli” (30 dicembre). I salari? “Manovra, più soldi in busta paga” (24 dicembre). La Pubblica amministrazione? “La rivoluzione silenziosa: l’algoritmo batte i burocrati” (3 gennaio); “Lavoro, lo Stato torna attrattivo” (27 dicembre). Sarà per questo che “La City promuove l’Italia: ora non è più periferia” (28 dicembre) o forse perché “Pnrr, già spesi 101 miliardi” (23 dicembre), che sarebbero metà del totale a sei mesi dalla scadenza, ma vabbè. È o non è la migliore delle Calta-Italie possibili? E d’altronde non lo sarebbe anche per voi se Giorgia-Mègghi v’avesse messo in mano un bel pezzo del sistema bancario e gran parte del risparmio assicurativo?
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE GIORGIA MELONI
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