JACKO, RIESUMATO - DALLA CASSA DA MORTO A FARE CASSA: ARRIVA IL DISCO DI MICHAEL JACKSON, “XSCAPE” - MA A PARTE LA VOCE, TUTTO IL RESTO È STATO “MODERNIZZATO” DA UNA DOZZINA DI PRODUCER

Antonio Lodetti per "il Giornale"

Il rock è, da sempre, un concentrato di commercio e creatività; inutile negare che vive (e vegeta) partecipando al mondo degli affari. Tutto il rock di oggi- ma anche già al festival di Monterey nel '67, dove volavano alti i falchi delle case discografiche per catturare gli artisti più interessanti- è dominato dal business. E la parte del leone la fa l'industria del caro estinto.

Si prendono i musicisti scomparsi, possibilmente le star più eclatanti, e si ribaltano cassetti, archivi, casseforti per tirare fuori i loro ultimi vagiti musicali, quelli che sono sempre i definitivi canti del cigno... O perlomeno incisioni imperdibili. Accade da sempre con Jimi Hendrix, la cui famiglia ogni tre per due pubblica un concerto inedito (a volte di estremo valore, a volte delle truffaldine sovraincisioni sopra alcuni suoi vecchi assolo), è accaduto in questi giorni con Johnny Cash (peraltro il bellissimo Out Among the Stars riscoperto in una cassaforte dopo trent'anni) ed Elvis (due suoi concerti del '74 in versione stereo e mono).

Da trent'anni si parla dei mitici duetti di Michael Jackson con Freddie Mercury che dovrebbero uscire quest'estate e ora viene annunciato (uscita il 13 maggio e preordini a partire da oggi su iTunes.com/MichaelJackson ) il primo album postumo di Michael Jackson.

Tripudio dei fan e sfregamento di mani della Sony, che vede in arrivo una montagna di dollaroni annunciando in burocratese, attraverso il suo presidente Kazuo Hirai: «Da tempo Michael fa parte della grande famiglia Sony. A partire da Off the Wall del 1979 Sony Music Entertainment ha pubblicato tutti i suoi album. Siamo onorati di collaborare come One Sony per festeggiare questo nuovo dono di Michael e non vediamo l'ora di regalare ai fan un'esperienza esclusiva attraverso le prossime iniziative legate ai nostri prodotti e servizi».

Il che vuol dire abbiamo trovato otto canzoni scritte da Michael e le abbiamo messe in mano ai migliori produttori sul mercato per cavarne otto brani di assoluto livello artistico. Intanto il disco si intitola Xscape e, qualunque sia la qualità, farà certamente un superbotto. Xscape sarà, ne siamo sicuri, un lavoro patinato e ricco di energia, otto brani a tutto ritmo per celebrare la sensualità animalesca di Jacko.

Ma cosa ci sarà realmente di Jacko in questo disco? Poco o nulla se è vero che il produttore esecutivo L.A. Reid (uno che ha contribuito a lanciare Mariah Carey, Justin Bieber, Rihanna) ha radunato un conclave di produttori e hitmaker come Rodney Jerkins (che aveva lavorato ai brani originali con Jackson), Timbaland, Stargate, Jerome «Jroc» Harmon, John McClain. Il che, sempre tradotto in parole povere, vuol dire, abbiamo completamente riarrangiato e ricostruito le canzoni, sono farina del nostro sacco, non di quello di Michael.

Peraltro i produttori non fanno mistero di questa manipolazione, perché L.A.Reid annuncia che l'album «è stato modernizzato dal produttore che l'aveva originariamente inciso in studio con Michael », e poi aggiunge che al disco è stato conferito un sound moderno grazie ad un processo di «contemporaneizzazione», il che sarà anche bello ma ha poco a che vedere con il vero Michael Jackson e con la direzione che la sua musica stava prendendo nei giorni maledetti che hanno preceduto la sua morte, alla soglia del suo trionfale ritorno con i concerti londinesi.

Gli esecutori testamentari della Estate di Michael Jackson, che ha autorizzato l'uscita dell'album, hanno detto in proposito: «Michael era sempre un passo avanti a tutti, cercava sempre di lavorare con nuovi produttori e creare nuove sonorità Per molti aspetti questi brani riescono a cogliere quello spirito».

L'obiettivo esplicito è quello di fare cassa, dato che ci si rivolge non solo agli appassionati jacksoniani ma anche «ad attrarre una nuova generazione di appassionati che scoprono Michael Jackson per la prima volta».Allora perché non farli partire con Thriller piuttosto che con un Jackson a metà?

Per quanto riguarda i duetti con Freddie Mercury, poi riarrangiati da Brian May, si tratta di tre brani incisi nel 1983, tra cui State of Shock , che Jackson interpretò con Mick Jagger nel «disco » Victory dei Jacksons e che poi jagger reinterpretò dal vivo con Tina Turner.
Anche qui, il tris di duetti è rimasto incatenato dai divieti dei management fino al 2011. Ora che i pezzi sono nelle mani di May e del produttore William Orbit ( Madonna, i Blur) vedremo se è valsa la pena aspettare...

 

MICHAEL JACKSON FREDDY MERCURYMICHAEL JACKSON FREDDY MERCURYURI GELLER CON MICHAEL JACKSON michael jackson xscape l album postumo michael jackson xscape l album postumo

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO

francesco milleri gaetano caltagrino christine lagarde alberto nagel mediobanca

TRA FRANCO E FRANCO(FORTE), C'E' DI MEZZO MPS - SECONDO "LA STAMPA", SULLE AMBIZIONI DI CALTAGIRONE E MILLERI DI CONTROLLARE BANCHE E ASSICURAZIONI PESA L’INCOGNITA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA - CERTO, PUR AVENDO IL 30% DI MEDIOBANCA, I DUE IMPRENDITORI NON POSSONO DECIDERE LA GOVERNANCE PERCHÉ NON HANNO REQUISITI DETTATI DALLA BCE (UNO FA OCCHIALI, L'ALTRO CEMENTO) - "LA STAMPA"  DIMENTICA, AHINOI!, LA PRESENZA DELLA BANCA SENESE, CHE I REQUISITI BCE LI HA TUTTI (E IL CEO DI MPS, LOVAGLIO, E' NELLE MANI DELLA COMPAGNIA CALTA-MELONI) - COSA SUCCEDERÀ IN CASO DI CONQUISTA DI MEDIOBANCA E DI GENERALI? LOR SIGNORI INDICHERANNO A LOVAGLIO DI NOMINARE SUBITO IL SOSTITUTO DI NAGEL (FABRIZIO PALERMO?), MENTRE TERRANNO DONNET FINO ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI...