LET’S JOBS & ROLL! - CON GLI ANNI ‘80 SI CHIUDE IL CICLO DEL ROCK LASCIANDO IL POSTO ALLA TECNOLOGIA - JOBS NE È STATO IL FULCRO E LE SUE IDEE RIESCONO A TRASMETTERE IL BRIVIDO E L’ECCITAZIONE DELLA GIOVENTÙ. IL CONCETTO DI RETE VIRTUALE PERMANENTE CHE HA RIDEFINITO IL SENSO E LA GEOGRAFIA DELLA COMUNITÀ - IL NOSTRO STILE DI VITA AFFONDA LE RADICI LÌ, NON CERTO PIÙ NELLE EUFORIE ANNI ’60…

Stefano Pistolini per "il Foglio"

La tecnologia è stato l'ultimo rock'n' roll. Qualcosa che trasmetteva il brivido e l'eccitazione della gioventù. La morte di Steve Jobs, dopo lunga e invincibile malattia, diventa un passo decisivo nella sbrigativa storicizzazione del fine Novecento, perché il distacco, il divario s'allarga, eppure il nostro stile di vita del presente affonda le radici e le origini principalmente lì, non certo più nelle euforie anni Sessanta. Lì la nostra esistenza e la nostra figura sociale hanno acquisito la nervatura (tecnologica) che oggi ne organizza l'indispensabile connessione sociale.

Lì il concetto di rete virtuale permanente ha ridefinito il senso e la geografia della comunità, soppiantando le questioni di censo e rendendo la vita un'esperienza d'infinito contatto. Steve Jobs risiede al centro di questo disegno civile e per questo va fatto santo subito e del resto il procedimento s'è avviato per proliferazione spontanea, per unanime acclamazione popolare. Però è anche vero che il commiato dal grande fondatore contiene una cifra d'insopprimibile malinconia con la quale tanti faranno i conti, nel retrobottega delle proprie occupazioni abituali.

Fa paura il vuoto lasciato dalla convergenza tra l'intelligenza visionaria di Jobs e la sua capacità di concretizzare le intuizioni, trasformandole da aura di mistico progresso in fantastici gadget, dotati di un rigenerativo, misterioso potere spirituale. E viene a mancare il suo modello, quel suo vivere dentro la tecnologia senza la pretesa d'essere il miglior tecnico del mondo (nei giorni eroici era stato un fenomeno anche in quello), immergendosi nella digitalizzazione come in un'esperienza religiosa, dove l'invenzione diventa la miracolosa manifestazione del futuro, il progresso che si fa cosa, al termine di un percorso di volontà ed eccellenza.

Jobs ormai si era elevato al di sopra dell'essere il genio della telematica, verso un ruolo profetico, di potere e rilievo superiore a quello dei capi assoluti della politica e delle confessioni del pianeta, confermando il superamento dell'età della politica e della contrapposizione dei pensieri a favore di un'epoca di comunione verso una possibile felicità, il cui combustibile è rappresentato proprio dalla chance tecnologica. La molto annunciata era dell'Acquario in sostanza, di cui due nerd come Jobs e Gates sono stati i messaggeri.

Con la controindicazione che ora questi filosofi del nuovo stanno invecchiando, le rughe li divorano e uno di loro prematuramente se n'è andato. Per milioni di fan che ci hanno creduto è un momento nero, perché la sostituibilità non è data, come quando John Lennon venne ammazzato. Il ritorno dei Beatles, e quindi la possibilità di riafferrare la giovinezza per la coda, decadeva senza appello. Altrettanto, l'addio di Jobs ingoia la possibilità di mantenersi in presa diretta con quel movimento verso il domani che è stato l'ultimo modo per dare brivido rock, sexy e velocissimo, alla nostra vita - oltre che al mito dell'innovazione americana.

Mica è un caso che l'ultima presentazione delle novità Apple, la prima condotta dal nuovo ceo Tim Cook che ha rilevato un Jobs troppo malato per andare avanti, sia stata una delusione. Niente annuncio dell'iPhone 5, con cui milioni di fedeli già pregustavano di giocare a Natale, e solo rivisitazioni di vecchi modelli ed esoteriche novità nei sistemi operativi. Niente show. Steve era agli sgoccioli e non era il caso di sovrapporre il lancio di una meraviglia alla notizia del suo addio.

Adesso, per qualche giorno, il giz mondo del quale era lui il dio, s'ammanterà di un lutto che appare incongruo quanto opportuno. Poi la gente comincerà a chiamare "Stevejobs" i propri gatti e anche questa diventerà materia per la cultura popolare. Che in fondo ci fa capire che, per quanto ci siamo sentiti figli del futuro, ogni cosa si smorza in qualcosa che somiglia, tristissimamente, alla visita al museo delle cere di Madame Tussauds - se mai c'è stato un posto che ci conforta la sensazione che tutti si morirà a stento.

 

STEVE JOBS ROCKSTARSteve Jobs STEVE JOBSSTEVE JOBS E BILL GATES STEVE JOBSTim Cook e Steve JobsJOHN LENNON

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…