judi dench

“STO DIVENTANDO CIECA MA NON SMETTO DI LAVORARE” - LE CONFESSIONI DELL’82ENNE JUDI DENCH: “PRENDO IL MIO LAVORO SERIAMENTE MA NON ALTRETTANTO SERIAMENTE ME STESSA - NON HO SMESSO DI DIPINGERE: NON IMPORTA QUELLO CHE METTO SULLA TELA, NON SARÀ MAI APPESA A UN MURO E NESSUNO LA VEDRÀ. È SOLO UN PIACERE MIO, CHE SENSO AVREBBE RINUNCIARCI?”

chelsea flower show judi dench

Silvia Bizio per “la Repubblica”

 

A 82 anni Dame Judi Dench è un tesoro nazionale del cinema, della Tv, del teatro e della cultura inglese, come attesta il titolo insignito dalla Regina Elisabetta. L'età non la ferma. Dal ruolo di "M" negli ultimi James Bond, a Marigold Hotel fino al suo ritratto della Regina Vittoria nel nuovo Victoria and Abdul (un film di Stephen Frears sulla relazione della regina Vittoria col suo servitore indiano Abdul Karim), Judi Dench è sempre fashionable, di moda, e piace anche ai giovani.

judi dench

 

Il suo segreto?

«La calma. Non ho mai avuto fretta. Non ho mai corso, e ora che non lo posso fare non si nota la differenza », dice ridendo. Il sense of humor non le è mai mancato.

 

Un problema grosso però ce l' ha questa grande artista: a causa di una malattia della retina non ci vede quasi più, eppure riesce a riderci su: «Ci vedo malissimo; al ristorante la gente mi saluta e io niente: quando la luce è fioca percepisco solo ombre. Se poi la cena è a lume di candela sono praticamente cieca. Fortuna che le cene romantiche non capitano tutti i giorni».

 

judi dench

Nonostante questo, Dame Judi è instancabile: un mese fa era al festival di Toronto per la première di Victoria e Abdul e subito dopo a Los Angeles con il regista e il suo copratognista, Ali Kazal: professionista di ferro fino all' ultimo. Non si sottrae alle interviste, ai tour promozionali, e ha appena finito le riprese del remake dell' Assassinio sull' Orient Express dove interpreta la Principessa Dragomiroff. Siccome si diverte a recitare - spiega - non si affatica: «Per me è un gioco. Prendo il mio lavoro seriamente ma non altrettanto seriamente me stessa. L'aver avuto tanti altri interessi mi ha aiutata a essere un' attrice migliore: non mi complico la vita sul set».

Judi Dench ha interpretato M in sette film

 

Quali interessi? «Ho studiato per diventare scenografa di teatro - ricorda - mi ha folgorata un disegno per il Re Lear nella Stratford degli anni 50: c' era solo un enorme palcoscenico aperto con una roccia nel centro. Era trono, caverna, tutto. Era fatto in modo tale che non c' era bisogno di nulla, niente interrompeva l' azione dell' opera, e io ricordo di aver pensato: questo è esattamente il tipo di scenografa che vorrei fare.

 

Spesso penso a quanto sarebbe meraviglioso se all' improvviso potessi disegnare il set per uno spettacolo teatrale. Recentemente ho visto un' opera molto scura, con attori vestiti di nero contro un fondo altrettanto scuro. Non vedevo niente ma comunque ricordo che ero lì seduta, sentivo la musica e pensavo: questo set avrei potuto disegnarlo io. È stata una bella sensazione».

JUDI DENCH

 

Il campo visivo sempre più ristretto ha reso difficile anche uno dei suoi passatempi preferiti, scrivere lettere: «Ne ho scritte per tutta la vita e ora che non lo posso più fare, è una grande perdita. A volte, guardando fra le cose di famiglia si trovano certe missive che leggi e rileggi... pensi di metterle in un album e conservarle ma poi che significato potrebbero avere per gli altri? Tanto varrebbe bruciarle! Se leggi una lettera e rimane dentro di te, non c' è più bisogno di averla su carta».

 

skyfall judi dench

Uno dei grandi rimpianti di Judi Dench è non poter più guidare la sua macchina, una spider Bmw. L'addolora moltissimo ma si consola dipingendo: «Mio padre, mio zio e i miei fratelli dipingevano. Ed è quello che volevo fare anch' io: disegnare le scene, i costumi. Ho continuato a farlo finché ci sono riuscita. Un caro amico mi ha detto: perché smettere adesso?, non c' è motivo, pensa a tutti i pittori che sono diventati ciechi. Che cosa intelligente, mi ha spinta a riprendere in mano i pennelli. Ora dipingo ogni martedì. Non importa quello che metto sulla tela, non sarà mai appesa a un muro e nessuno la vedrà. È solo un piacere mio, che senso avrebbe rinunciarci?».

 

JUDI DENCH

Un' altra grande gioia per l'attrice inglese è passare del tempo con gli amici e la famiglia: «Ho sempre amato più di tutto - confessa - stare insieme, giocare a carte o cercare di imparare nuove parole. Non mi è mai piaciuto stare da sola». Due anni fa, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, era in giro a fare shopping con la figlia e ha accettato d'istinto l' invito a farsi un tatuaggio: due parole, Carpe Diem, all' interno del polso destro. «L' ho fatto per leggerlo solo io».

 

Ha anche un motto: una parola nuova al giorno. Anche oggi? «Certo - risponde subito - non è freschissima, è di questa estate, ma l' adoro: anatidaephobia. Sa che vuol dire? È la paura irrazionale che un' anatra ti fissi (ride). Valeva la pena impararla, no?».

 

 

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