“BAUDO? MI SONO OFFESA DI NON ESSERE STATA INFORMATA CHE STAVA MALE, ANZI CHE STAVA MORENDO” – KATIA RICCIARELLI COMPIE 80 ANNI E RINFOCOLA LA POLEMICA CON DINA MINNA, LA SEGRETARIA DI PIPPO: “IO NON SONO STATA POLEMICA, CHI MI HA RISPOSTO, SÌ, ANCHE SE POI DI QUELLO CHE MI HANNO DETTO NON MI FREGA NIENTE” - “IL MIO GRANDE AMORE È STATO JOSÉ CARRERAS, C'ERA ATTRAZIONE FISICA E PASSIONE. CON BAUDO NON HA FUNZIONATO MA SIAMO STATI INSIEME 18 ANNI. HO AVUTO UN FLIRT CON ALBERTO SORDI: ERO INNAMORATA DEL PERSONAGGIO" - LA FAMIGERATA LUISA MILLER DELL'89 ALLA SCALA QUANDO RIVOLSE UN PERCETTIBILISSIMO "DIO VI MALEDICA" ALL'INDIRIZZO DEL LOGGIONE CHE LA BECCAVA: “QUELLO È STATO BELLISSIMO” - “OGGI SONO FIDANZATA? SI, CON…”
Alberto Mattioli per “la Stampa” - Estratti
E così anche "la Katia" ha fatto gli 80. Ieri, per la precisione: Katiuscia Maria Stella Ricciarelli, nata a Rovigo il 18 gennaio 1946. Tempo di bilanci, ancora no, perché oggi gli ottanta sono i nuovi sessanta, specie se portati con questa leggerezza ironica e volitiva insieme; di ricordi, sì. Cominciando da dove è cominciato tutto: la voce.
Ricciarelli, il suo è il più bel timbro da soprano che si sia sentito, almeno nell'ultimo mezzo secolo.
Ne citi un altro.
«Onestamente, quello di José Carreras. Voce calda, pronuncia perfetta, ti arrivava dritto al cuore».
Scegliere gli ex fidanzati non vale, però. A proposito: gli auguri glieli ha fatti?
«Sì. Noi due, anche se no ci vediamo mai, abbiamo sempre un bellissimo rapporto».
Mi dica con chi ha avuto davvero piacere di lavorare. Direttore?
«Sicuramente, Carlos Kleiber».
Regista?
«Franco Zeffirelli».
Cantante?
«Carreras a parte? Beh, sono stata l'ultima Desdemona di Mario Del Monaco e la prima di
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Plácido Domingo.
E, a proposito di voci meravigliose: quella di Nicolai Ghiaurov le batteva tutte. Ma lui era un basso».
Chi invece non ha mai sopportato?
«Quando sei sul palcoscenico non stai a pensare: mi sta simpatico o no? Canti e basta. Solo una volta mi sono incavolata con uno perché puzzava come una capra.
Ma il nome non lo dirò nemmeno sotto tortura».
Dica almeno il registro: tenore, immagino.
«Immagina bene».
Per fare carriera conta più la fortuna o la bravura?
«Conta essere bravi. Io non sopporto quelli che mi dicono: hai avuto fortuna. La fortuna non serve, serve lo studio. Noi cantanti siamo gli unici musicisti che lo strumento non lo portiamo in una custodia, ma dentro il nostro corpo. E non basta saperlo suonare. Devi farlo vibrare insieme a te, e allora vibra anche il pubblico. Le note, da sole, non bastano».
Il più bel complimento che ha ricevuto?
«Quello di un signore che mi disse: io non capisco niente, ma ascoltandola mi è venuta la pelle d'oca. E io: invece lei ha capito tutto».
(…)
Nemmeno la famigerata Luisa Miller dell'89 alla Scala?
Quando, prima di attaccare la preghiera, si fece il segno della croce e rivolse un percettibilissimo "Dio vi maledica" all'indirizzo del loggione che la beccava?
«Ma quello è stato bellissimo! Ho trovato il momento giusto, alla fine dell'introduzione orchestrale, tempismo per-fet-to! Ogni volta che mi contestavano, credevano di avermi fatto del male, invece mi hanno temprata».
Dopo l'opera c'è stato il cinema. Con Pupi Avati fu bravissima. Perché non fa più film?
«Perché non me lo chiedono. E poi perché avrei bisogno di ruoli adatti, scritti per me. Io un'idea ce l'avrei».
Dica
«Mi piacerebbe una parte tipo quella di Gloria Swanson in Viale del tramonto».
In compenso è sempre in televisione.
«Trova? Ma no, ultimamente non è ci vado tanto».
Ma se è ospite fissa a Verissimo.
«Perché mi piace molto come lo conduce quella ragazza simpatica, che fa domande pertinenti ed è educatissima . Sarò lì anche oggi insieme a Iva Zanicchi.
Verrà fuori di tutto».
C'è più adrenalina su un palcoscenico o in uno studio televisivo?
«Sul palco. Però in tivù sono a mio agio come se fossi a casa. Avrò imparato da mio marito».
Capitolo Baudo. Chi ci crede dice che il grande amore della vita è uno. Quindi: José o Pippo?
«Il grande amore è stato Carreras perché eravamo giovani, entrambi 23 anni quando è cominciata, e c'era attrazione fisica e passione. Poi cresci, maturi e cerchi un uomo più maturo di te con il quale vorresti invecchiare, trovare la quiete dopo la tempesta. Con Baudo non ha funzionato, ma siamo comunque stati insieme per diciotto anni».
Quando è morto, lei ha fatto polemica.
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«Io non sono stata polemica; chi mi ha risposto, sì, anche se poi di quello che mi hanno detto non mi frega niente. Non ci torno sopra volentieri. Ho semplicemente detto che mi sono offesa di non essere stata informata che stava male, anzi che stava morendo. Ho scoperto quel che era successo quando tutti hanno iniziato a telefonarmi per farmi le condoglianze. Provate a mettervi nei miei panni e pensate se una cosa del genere non possa dare fastidio».
Ma è vero che ha avuto anche un flirt con Alberto Sordi?
«Verissimo. Io ero innamorata del personaggio. Lui era simpaticissimo. Quando veniva a prendermi per portarmi a cena, magari c'era qualche fotografo che scattava.
Io cercavo di nascondermi e lui invece rideva: sorridi, mi diceva. Alle volte pensavo che lo facesse apposta».
Adesso è fidanzata?
«Sì, con Ciuffi. Il mio cane».
Il solito barboncino da diva?
«No, un maltese. Molto autoritario. In casa comanda lui, non c'è niente da fare».
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Il gioco continua a piacerle tanto?
«Non gioco più. Ma non ho mai avuto il vizio. Giocavo perché non sapevo dove andare: alla fine dello spettacolo, la gente torna a casa, tu invece sei dall'altra parte del mondo, da sola. A battere non andavo, andavo a giocare. Ma non sono mai stata ludopatica. Nei casinò, giocavo con le macchinette. Mi piaceva il rumore delle slot».
Si racconta che Carreras e lei vi giocavate i cachet negli intervalli delle opere.
«All'inizio mi seccava che lo facesse e andavo a portarlo via. Poi magari mi fermavo anch'io».
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Come festeggerà il fausto anniversario?
«Una grande cena da un amico che ha ristorante a Verona».
Canterà?
«Certo. Io canto sempre, perché mi diverto ancora. Poi il 24 sarò a Venezia, a festeggiare i 150 anni del Conservatorio "Benedetto Marcello" dove ho studiato. Sono contentissima, già mi vedo con la bandiera in mano».
(...)
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KATIA RICCIARELLI E TIZIANA BAUDO - CAMERA ARDENTE DI PIPPO BAUDO
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