paolo isotta luciano fontana

SILENZIO, CANTA PAOLINO ISOTTA – “NON HO RINGRAZIATO LUCIANO FONTANA NELL’ADDIO SUL CORRIERE? SI TRATTA DI UN SOGGETTO COSÌ SCADENTE SOTTO OGNI PROFILO CHE PERSINO NOMINARLO È FARGLI ONORE”

Domenico Naso per “ilfattoquotidiano.it

 

PAOLO ISOTTA LIBRO ALTRI CANTI DI MARTEPAOLO ISOTTA LIBRO ALTRI CANTI DI MARTE

Il suo recente addio al Corriere della Sera (e alla critica musicale) ha fatto molto discutere gli addetti ai lavori. Ma Paolo Isotta, spirito irregolare, impossibile da irreggimentare o incasellare, non si scompone più di tanto, abituato com’è a dire e scrivere sempre quello che pensa. Nell’ultimo articolo scritto per il quotidiano di via Solferino, molti hanno notato una non casuale dimenticanza: tra i direttori ringraziati, manca quello attuale, Luciano Fontana.

 

E proprio sul successore di Ferruccio De Bortoli, Isotta non lascia spazio a interpretazioni e fraintendimenti: “Si tratta di un soggetto così scadente sotto ogni profilo che persino il non nominarlo è fargli onore”. Ma la chiacchierata con il colto e brillante giornalista napoletano è anche l’occasione per fare il punto sul mondo della musica classica e sui progetti futuri di un uomo che, a 65 anni e dopo aver trascorso quattro decadi nei panni prestigiosi del critico musicale, oggi ha deciso di ricominciare come scrittore.

paolo isottapaolo isotta

 

Dopo oltre quarant’anni, ha deciso di lasciare la critica musicale. Che mondo della musica classica ha incontrato agli inizi e come è diventato oggi?

 

Quando ho incominciato a lavorare erano vivi, fra i direttori d’orchestra, Herbert von Karajan, Gunther Wand, Sergiu Celibidache, Giuseppe Patanè, Oliviero de Fabritiis, Franco Mannino, Lamberto Gardelli, Heinrich Hollreiser, Leonard Bernstein, Georg Solti. James Levine era appena apparso quale fenomeno: ora la malattia gli ha ridotto assai l’attività, sebbene eroicamente resista. Fra i cantanti, Mario Del Monaco, Montserrat Caballé – che per fortuna è sempre con noi, ma si è ritirata – , Joan Sutherland.

 

In piena attività era il mio amico Bonaldo Giaiotti, il più grande basso dal dopoguerra a oggi, superiore persino a Mammasantissima come Boris Christoff e Nicolai Ghiaurov. Fra i pianisti erano in carriera Claudio Arrau e Franco Mannino, i due più grandi del Novecento; e poi Emil Gilels, Sviatoslav Richter, Alexis Weissenberg, Van Cliburn, György Cziffra, Alicia de Larrocha, Arturo Benedetti Michelangeli.

 

paolo isotta giuliano ferrarapaolo isotta giuliano ferrara

Era vivo – morì tragicamente, trentatreenne, ad aprile 1974 – Dino Ciani, un angelo benedetto da Dio che sarebbe stato un secondo Mannino.

 

Adesso i direttori d’orchestra sono soggetti che t’ispirano sentimento di riso insieme e pietà: Gustavo Dudamel, Diego Matheuz, Andrea Battistoni, Gianandrea Noseda. E pensi che in tutti i miei ultimi anni ho dovuto assistere alle invereconde marchette che a costoro fanno le pagine degli Spettacoli dei quotidiani…

 

Non salva nessuno?

 

Vi sono bravi ragazzi, certo, ma non bastano a riempire il vuoto. Impavido è Riccardo Muti. Tuttavia negli ultimi anni il grande napoletano si è fossilizzato nel repertorio e, nella scelta degl’interpreti che invita a Chicago – è il direttore della più grande orchestra del mondo – s’ispira a criteri che, a voler essere benevoli, sono difficili da comprendere.

Nel canto, Dio liberi. Quanto al pianoforte, posso dire che vi sono alcuni giganti, da Arcadij Volodos a Grigorij Sokolov a Krystian Zimerman. Ma se vengono presi sul serio casi scandalosi come un certo Allevi… E c’è un gran vuoto.

 

Dico però una cosa. Come spiego nel mio ultimo libro, nel pianoforte esiste un quintetto italiano che, per valore, è paragonabile persino ai tre che adesso cito. Si tratta, in ordine decrescente di età, di Francesco Nicolosi, Vittorio Bresciani, Francesco Caramiello, Francesco Libetta, Nazzareno Carusi. I primi tre sono miei condiscepoli, proveniendo dalla scuola napoletana di Vincenzo Vitale, ben vegeto quando ho incominciato a scrivere.

luciano fontanaluciano fontana

 

Dalla medesima scuola proviene anche Riccardo Muti, che infatti è un formidabile pianista – oggi molti direttori d’orchestra, incapaci di suonare il pianoforte, studiano ascoltando il cd. Ma non risulta che Muti a Chicago, condiscepoli e no, li abbia mai invitati. In conclusione, è giusto che abbia smesso: da alcuni anni ero come il ragazzo olandese che voleva turare col dito la falla della diga.

 

Nel breve commiato in fondo all’ultimo articolo scritto per il Corriere della Sera ha ringraziato i direttori di via Solferino con i quali ha collaborato. Ma si è fermato a De Bortoli. Come mai nessun ringraziamento a Fontana?

 

paolo isotta (2)paolo isotta (2)

Si tratta di un soggetto così scadente sotto ogni profilo che persino il non nominarlo è fargli onore.

 

Il suo ultimo libro (“Altri canti di Marte”) è una sapiente miscela di storia della musica e ricordi di vita. Anche nel suo precedente libro aveva fatto questa scelta: quanto sono state importanti le sue esperienze nella formazione dell’uomo e del critico musicale?

 

Grazie per aver nominato il mio ultimo libro. In realtà in esso riprendo quasi per intero i panni di storico della musica; l’altro è un libro di letteratura nel quale si parla anche di musica. A sessantacinque anni le esperienza umane e musicali mi sono state magistrae.

 

Recentemente si è espresso in maniera netta sul tema delle unioni omosessuali e, più in generale, sui “gay” (mi perdoni il termine, che so non gradisce)…

 

riccardo muti cornariccardo muti corna

Il libro del mio amico Eduardo Savarese, appena uscito, Lettera di un omosessuale alla Chiesa di Roma, mi ha indotto a riflettere facendomi mutare d’avviso sulle unioni. Personalmente, la cosa non m’interessa; e continuo a credere che “gay” sia un eufemismo piccolo-borghese.

 

Il suo libro La virtù dell’elefante, come ha raccontato in una lettera a Pietrangelo Buttafuoco sul Fatto Quotidiano, è stato rifiutato da sei case editrici, tra cui Mondadori e Rizzoli…

 

Ringrazio la mia protettrice letteraria, la Madonna del Carmine, di aver trovato la Marsilio. L’esser stato rifiutato fu per me una fortuna.

Gustavo DudamelGustavo Dudamel

 

Mi permetta un’ultima domanda. Ora che ha smesso di fare il critico musicale, cosa vuole fare Paolo Isotta da grande?

 

Ho capito solo ora di essere un vero scrittore. Buono o cattivo, non sta a me dirlo: ma vero. Il Signore mi ha dato doni che ho il dovere d’impiegare per non essere un servo inetto. Scrivere mi dà gioia; e farò libri.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”