“IL GOVERNO NON AIUTA GLI ARTISTI E CREA LENZUOLATE DI PROBLEMI” - LEO GULLOTTA COMPIE 80 ANNI E VA ALL’ATTACCO DI GIORGIA MELONI: “NON MI PIACE, È ANCORA LEGATA A COSE DEL PASSATO. E POI QUESTO GRIDARE... MA PERCHÉ?” – GLI INIZI NEI FILM SEXY, IL COMING OUT ARRIVATO “PER CASO” 30 ANNI FA (“DISCRIMINAZIONE? C'È TANTO DA FARE. LA CENSURA, VELATA E NON, ESISTE. IL NOSTRO PAESE È IPOCRITA") – IL BAGAGLINO E I POLITICI (“TRISTI, NON SAPEVANO FAR RIDERE, TRANNE DUE; IL MINISTRO MAMMÌ E ANDREOTTI. SE MI AVESSERO CHIESTO: 'NEL 2026 TI MANCHERÀ ANDREOTTI?', AVREI RISPOSTO: 'SIETE PAZZI'. INVECE...”) – "RIVALUTARE BERLUSCONI? MAI. TRUMP? MI FA PAURA. MORIREMO DEMOCRISTIANI? SIAMO VIGLIACCHI, CI ACCONTENTIAMO DEL PRIMO BIGLIETTO OMAGGIO…”
1 - GULLOTTA "SONO FELICE PERCHÉ HO AMATO E SONO RIMASTO LIBERO"
Silvia Fumarola per “la Repubblica” - Estratti
«Non ho rimpianti, sono grato di quello che ho avuto». Dal teatro al cinema d'autore, con Nanni Loy e Giuseppe Tornatore, alla tv ultra pop targata Pingitore con il Bagaglino e la signora Leonida, Leo Gullotta il 9 gennaio arriva al traguardo degli 80 anni con il sorriso.
Tempo di bilanci?
«Inevitabilmente. Ottanta è un numero importante, segna anche gli 80 anni della nascita della Repubblica, difesa in modo perfetto dal nostro presidente Sergio Mattarella. Poi ci sono i bilanci personali. Sono fortunato, ultimo di sei figli, papà faceva l'operaio pasticciere, mamma era casalinga. Ci hanno mandato a scuola tutti. Per chi nasce in un quartiere popolare, le difficoltà della vita si presentano prima».
(...)
Il momento più felice?
«Per avere la felicità devi metterti in gioco. L'importante è se hai dato. Io ho dato e ricevuto, nessuno sottolinea la parola riconoscenza. Ho 65 anni di carriera, ringrazio Randone, Turi Ferro, Glauco Mauri, Franco Enriquez e il siparista dello stabile di Catania».
La svolta?
«Quando Ave Ninchi, per incentivarmi a venire a Roma, mi ospitò sei mesi a casa sua. Allora c'erano le grandi compagnie, oggi è doloroso vedere che tutto questo è scomparso. Il governo non aiuta gli artisti e crea lenzuolate di problemi. Persino un premio come il David di Donatello, che riceve una somma dallo Stato, chiede soldi. Tutti i vincitori, che nel tempo diventano giurati, devono pagare 90 euro. Uno schiaffo».
valeria marini leo gullotta pamela prati
Lei e suo marito Fabio Grossi state insieme da una vita, cosa ha imparato?
«Che in coppia vale il rispetto per l'altro, non esiste la proprietà. Stiamo insieme da 46 anni, ci siamo uniti civilmente nel 2019. Sul lavoro ci confrontiamo, fa il regista. C'è un dialogo aperto, profondo».
Sono passati 30 anni da quando dichiarò di essere omosessuale, c'è ancora discriminazione?
«C'è tanto da fare. La censura, velata e non, esiste. Il nostro Paese è ipocrita».
Le è mancato un figlio?
«Ho avuto tanti nipoti, un numero industriale, e mi sono dedicato ad alcuni di loro da vicino. Mi trovo bene con i giovani, mi vogliono bene. Oggi sono stati lasciati soli, combattono nelle università».
pippo franco leo gullotta lorenza mario oreste lionello
Ha lavorato con grandi maestri: cosa le hanno lasciato?
«Lo stupore dell'incontro. Se penso a Tornatore, a Loy, a Nino Manfredi, ognuno mi ha regalato qualcosa, e a ognuno ho rubacchiato. Da piccolo non volevo fare l'attore. La curiosità è scattata quando ho frequentato il Cut, il Centro universitario teatrale.
Mi avevano preso come uditore.
Alla fine volevo recitare. Al saggio finale, quello che sarebbe diventato il direttore dello Stabile di Catania, Mario Giusti, mi affidò il ruolo del tenentino in Questa sera si recita a soggetto. Ringrazio ancora il siparista: di giorno faceva lo spazzino, ma la sua passione era il teatro. Da lui ho imparato i tempi».
oreste lionello nei panni di andreotti e leo gullotta in quelli della signora leonida
È sereno ricordando le difficoltà?
«I tempi un po' duretti a Roma, ci sono stati. Dopo la meravigliosa carezza di umanità della mia grande amica Ave Ninchi, andai nella pensioncina in via Panisperna.
Ma non ricordo con negatività neanche il periodo in cui andavo avanti con cappuccino e biscotti».
Cosa ha significato il successo popolare? Negli anni del Bagaglino i politici applaudivano in prima fila.
«Lo spettacolo faceva ascolti incredibili, si rideva dei politici e questo piaceva agli spettatori. In chiusura, i politici dovevano far ridere noi. Tutto l'arco costituzionale ha fatto cose da pazzi. Tristi, non sapevano far ridere, tranne due; il ministro Mammì e Andreotti. Se mi avessero chiesto: "Nel 2026 ti mancherà Andreotti?", avrei risposto: "Siete pazzi". Invece...».
michela giraud leo gullotta ferro 273
Moriremo democristiani?
«Siamo vigliacchi, ci accontentiamo del primo biglietto omaggio».
Quando Berlusconi veniva al Bagaglino e portava doni, lei spariva. Oggi l'ha rivalutato?
«Mai. Per un fatto di coerenza, sempre con civiltà e educazione. Io grazie a uomini come Giuseppe Fava ho imparato a rispettare la libertà, anche quella degli altri».
Se avesse il potere cosa farebbe?
«Combatterei per i diritti: lo ius soli, il fine vita. I politici non si vogliono accostare a questi temi, hanno paura. Un po' come quando si parlava del divorzio: la famiglia è la famiglia. Avevano le amanti sotto il letto. Vigliacchi».
È un uomo libero?
«Ho sempre pagato le tasse, sono un buon cittadino, cerco di non parlare male del prossimo. Questo parlare male di continuo è deprimente».
Come festeggerà?
«Non è tempo di festeggiamenti.
Guardi che succede nel mondo: io ho paura di Trump, è un affarista non un uomo di Stato, dice cose imbarazzanti, mi terrorizza cosa sta facendo contro gli immigrati».
(…)
2 - 80 GULLOTTA
Maria Volpe per il “Corriere della Sera” - Estratti
Uno stakanovista senza respiro. Parola d’ordine, ancora oggi: «Lavorare, lavorare, lavorare». E non per soldi o successo: per spirito etico. Un «curriculum» lunghissimo, quello di Leo Gullotta: Vanzina, Pirandello, Christian De Sica, Dostoevskij, Molière, Lino Banfi, Shakespeare e molto, molto altro.
Venerdì 9 gennaio festeggia 80 anni.
«80 anni bellissimi: non mi rimprovero nulla, mi ritengo fortunato per tutto. Una carriera lunga 65 anni».
Un bilancio tra vita privata e lavoro?
«Bisogna lavorare e basta se vuoi essere seguito: è la base di sé. La nostra professione è meravigliosa — “Ci si veste da carnevale e ci pagano pure”, diceva Mastroianni — e dobbiamo sempre donare personaggi nuovi».
Ha cominciato al cinema con «La soldatessa alla visita militare».
«Non rinnego nulla».
Lino Banfi è un suo grande amico.
«Sì, abbiamo girato insieme L’onorevole con l’amante sotto il letto . Ora sono stati rivalutati tutti questi film perche l’ha detto Quentin Tarantino, altrimenti erano ancora guardati con la puzza sotto il naso».
Vent’anni di Bagaglino di Pingitore.
«Un forte legame con lui. Si provava 10 ore al giorno. Era una macchina da guerra quel programma, con 14 milioni di ascolto. Eravamo un bella famiglia».
Nostalgia?
«No, quando ho finito con quel trionfante varietà, è stato un capitolo chiuso».
Valeria Marini e Pamela Prati, le due prime donne del Bagaglino, la chiamano?
«Sì, ci sentiamo ancora. Sono due donne squisitissime che sanno fare bene il loro mestiere».
Tra le sue parodie c’era quella di Maria De Filippi.
leo gullotta stefano disegni david zed foto di bacco
«Maria era estremamente timida. Maurizio le consigliò di mettersi in bocca la famosa caramellina che l’avrebbe aiutata ad allentare la tensione.
Lei però era davvero chiusa e la sua chiusura era scambiata per brutto carattere. Invece era dolcissima. Una persona mai invadente, mai disturbante sotto nessun aspetto».
A De Filippi piaceva quella parodia?
«Direi di sì. Mi invitò come primo ospite a “C’è posta per te” nei panni di sua sorella».
Artisti e politici presi in giro: qualcuno si è mai arrabbiato davvero?
«Mai, nessuno di tutto l’arco costituzionale, anzi tutti volevano essere imitati. E quando li invitavamo sul palco a dire qualche battuta, era una catastrofe. Tutti tristi».
Andreotti fu molto ironico. Oggi c’è un altro Andreotti?
«C’è un’altra domanda?».
Lei ha sempre con molto rispetto sottolineato negli anni la sua non condivisione delle idee di Berlusconi. Tra i suoi detrattori, qualcuno lo rimpiange.
leo gullotta foto di bacco (7)
«Beh, Berlusconi ha avuto tanti meriti, però non ho cambiato idea».
E il governo di oggi?
«Non mi piace, no. Riconosco che Giorgia Meloni sia una donna intelligente e furba, ma è ancora legata a cose del passato. E poi questo gridare... ma perché? Lei è il capo del governo di tutti gli italiani, non di una parte».
(...)
Come sta il cinema?
«Io sono felicissimo per l’incasso di Checco Zalone, ma questo non vuol dire che il cinema stia bene. È stato messo il lenzuolo nero su certi argomenti. E quanti tagli al cinema».
Lei da più di 40 anni è legato al regista Fabio Grossi, diventato suo marito nel 2019. Nel 1995 fece coming out.
«No, non ho fatto coming out. Alla fine del film Uomini uomini uomini, che parlava di quattro omosessuali borghesi, un giornalista chiese: “Ma lei è omosessuale?”. “Sì, perché, mi dica?” risposi io. Questo è tutto».
Lei però perse l’opportunità di recitare nella fiction su Padre Puglisi perché un dirigente non gradiva la sua omosessualità.
«Vero, ma la libertà ha un prezzo».
C’è ancora molta strada da fare sui diritti civili?
«Si è fatto molto, ma molto c’è da fare».
(…)
leo gullotta foto di bacco
pier francesco pingitore leo gullotta pamela prati
leo gullotta pamela prati gole ruggenti 2
leo gullotta monica scattini selvaggi
leo gullotta annuncia da diaco di essersi sposato
leo gullotta pamela prati gole ruggenti
leo gullotta annuncia da diaco di essersi sposato 3
leo gullotta annuncia da diaco di essersi sposato 2
leo gullotta a forum
leo gullotta
leo gullotta
leo gullotta
leo gullotta foto di bacco (4)




