john elkann leonardo maria del vecchio

CHI SI PAPPA IL GRUPPO GEDI? – LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SPARIGLIA LE CARTE: HA OFFERTO A JOHN ELKANN 140 MILIONI, GLI STESSI PROPOSTI DAL GRUPPO GRECO “ANTENNA” DELL’ARMATORE KYRIAKOU (CHE PERÒ RESTA IN POLE POSITION) – DEL VECCHIO JR, SOSTENUTO DALL’AMICO LAPO, VORREBBE L’INTERO GRUPPO EDITORIALE MENTRE I GRECI NON VOGLIONO “LA STAMPA” GRAVATA DA 30 MILIONI DI EURO DI DEBITI – “DOMANI”: “QUALCHE ESPERTO SUGGERISCE CHE EXOR, PUNTANDO SU KYRIAKOU E IL SUO SOCIO SAUDITA BIN SALMAN (CHE CONTROLLA, ATTRAVERSO IL FONDO SOVRANO PIF, IL 30 PER CENTO DI ANTENNA), POTREBBE TROVARE UN OSTACOLO NELL’ESERCIZIO DEL GOLDEN POWER DA PARTE DEL GOVERNO. LA QUESTIONE RIGUARDA LE FREQUENZE RADIOFONICHE" - GEDI: "NON APRIAMO ALTRE STRADE. E' IN CORSO LA TRATTATIVA CON L'ARMATORE GRECO KYRIAKOU"

GEDI: FONTI, INTERESSE DEL VECCHIO? NON APRIAMO ALTRE STRADE IN CORSO LA TRATTATIVA CON L'ARMATORE GRECO KYRIAKOU

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 07 dic - GEDI resta impegnata nella trattativa in corso con il gruppo Antenna interessato a La Repubblica e alle altre testate del gruppo editoriale mentre al momento "non ci sono le condizioni per aprire nuove strade". E' quanto riferiscono fonti vicine al gruppo editoriale romano dopo le ricostruzioni di stampa secondo cui Leonardo Maria Del Vecchio, attraverso Lmdv Capital, ha presentato nei giorni scorsi una offerta formale ai consigli di amministrazione di GEDI e della controllante Exor. "Considerati i rapporti in essere, non ci sono le condizioni per aprire nuove strade" riferiscono le fonti. E' in corso infatti il negoziato con l'armatore greco Theo Kyriakou che, secondo la ricostruzione de Il Domani, avrebbe offerto 140 milioni, cifra pareggiata da Del Vecchio che punterebbe non solo a La Repubblica e alle radio di Gedi, ma anche alle altre testate compresa La Stampa.

 

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

leonardo maria del vecchio - acqua fiuggi

La trattativa per la vendita di Gedi al gruppo Antenna, controllato / dall’armatore greco Theo Kyriakou, non è ancora chiusa. Il negoziato è entrato nelle fasi cruciali: la cifra proposta, circa 140 milioni di euro, ha infatti soddisfatto le richieste di John Elkann. Ma nell’operazione potrebbe esserci un colpo di scena in extremis, l’inserimento – come anticipato due settimane fa da Domani – di un altro attore, questa volta tutto italiano. Martedì scorso, infatti, LMDV Capital, il family office di Leonardo Maria Del Vecchio, ha presentato ai cda di Gedi e di Exor (che la controlla) un’offerta ufficiale di 140 milioni di euro tondi tondi, pareggiando la proposta formulata dal veicolo di Kyriakou.

 

john elkann e lavinia borromeo foto mezzelani gmt 102

Del Vecchio, uno degli eredi del fondatore di Luxottica, avrebbe così messo sul tavolo una cifra consistente, in linea con le richieste di Elkann (che in realtà considera l’asset non inferiore a 150 milioni di euro, ma sono inezie), e spera di convincere il giovane Agnelli a dare a lui il gruppo editoriale. Nell’iniziativa non c’è alcun coinvolgimento del resto della famiglia Del Vecchio, né tantomeno della Delfin […]

 

leonardo maria del vecchio

L’offerta di Del Vecchio, a differenza di quanto scritto da alcuni retroscena, prevederebbe l’acquisizione in blocco di tutto il gruppo: non solo Repubblica ed emittenti radiofoniche (la “corona della regina” Radio Deejay, M2O e Radio Capital), ma anche La Stampa, Huffington Post, i periodici Limes e National Geographic. Nel caso in cui l’acquisizione dovesse andare in porto, l’intenzione di Del Vecchio – a differenza di quella di Kiriakou – sarebbe quella di conservare la proprietà di tutte le testate.

 

john elkann

Il greco, a ora, non crede che la Stampa (che avrebbe debiti di circa 30 milioni, secondo chi ha analizzato i conti scorporati delle varie testate) possa far parte in futuro del perimetro del nuovo colosso editoriale, e così potrebbe essere riallacciata – una volta comprata Gedi – la trattativa che Exor a iniziato con il gruppo editorale Nem guidato da Enrico Marchi, oggi congelata.

 

Idem per l’HuffPost, a cui sono interessati certamente due aziende di peso. Dopo l’offerta finale arrivata a fine novembre, la trattativa tra Gedi e Antenna non è chiusa […] Ed è entrata nella fase warranty, cioè della trattativa sulle garanzie assegnate al compratore, che è titolare del diritto di acquistare Gedi al prezzo prestabilito entro una data di scadenza fissata, che è ancora ignota. Ci vorrà almeno un mese e mezzo per mettersi d’accordo. […] In questo pertugio temporale, Del Vecchio jr. spera di tentare Elkann a “cambiare cavallo”.

 

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

Non sarà affatto facile, visto che la partita con i greci sembra alle battute finali, ma il giovane imprenditore punta sulla nazionalità sua e della sua azienda e, nel caso la sua offerta venga bocciata dai cda (che hanno comunque l’obbligo di discuterla), farne un’altra rilanciando sul prezzo. Qualche esperto, poi, suggerisce che Exor – puntando su Kyriakou e il suo socio saudita Bin Salman (Domani ha scoperto che il principe che ha dato ordine di uccidere il giornalista Jamal Khashoggi controlla, attraverso il fondo sovrano Pif, il 30 per cento di Antenna) – potrebbe trovare un ostacolo nell’esercizio del golden power da parte del governo.

 

Theodore Kyriakou

La questione non riguarda ovviamente i giornali, bensì l’uso delle frequenze radiofoniche, che potrebbero essere considerate asset strategico nazionale nell’ambito comunicazioni. Golden power che invece non riguarderebbe Del Vecchio, essendo il rampollo italianissimo. Cosa pensa Palazzo Chigi della doppia ipotesi è difficile dirlo. È un fatto che Elkann abbia settimane fa avvertito Giorgia Meloni della trattativa con Kyriakou. […] La premier ha preso atto […] […] la vicenda […] viene seguita con attenzione e preoccupazione soprattutto dalla sinistra e dal Pd, che ha nel gruppo editoriale – e in particolare in Repubblica – uno dei suoi storici punti di riferimento editoriali.

 

Theodore Kyriakou

A prescindere dall’esito dell’operazione di cessione di Gedi (anche se alla fine, con ulteriore colpo di scena, Elkann dovesse decidere di non vendere) le redazioni di Repubblica e Stampa andranno comunque verso una riduzione del numero dei giornalisti. Ma gli esuberi ipotizzati […] sono legati solo a prepensionamenti, […] la proprietà (nuova o vecchia che sia) secondo i calcoli di Gedi potrebbe mettere mano al prepensionamento di circa 100 giornalisti a Repubblica nei prossimi 24 mesi e di altri 40 alla Stampa.  […]

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