lerner banfi

“BANFI RAPPRESENTA IL TRASFORMISMO ITALIANO” - GAD LERNER A ‘CIRCO MASSIMO’: “IL COMICO PUGLIESE E’ UN NUOVO SIMBOLO, DI MAIO HA FATTO UNA SCELTA AZZECCATA. E NON VENITEMI A DIRE CHE DARIO FO ERA ÉLITE E BANFI È POPOLO: ANDATE A GUARDARE I CONTI IN BANCA DI ENTRAMBI E POI DITEMI CHI È ÉLITE E CHI POPOLO" - "IL LEGHISMO NON E’ DIVERSO DAL FASCISMO. TONINELLI E BONAFEDE INDOSSERANNO PRESTO LA DIVISA DEL CARROCCIO - CASTELNUOVO? UN'INFAMIA” - E SUL TWEET ANTISEMITA DEL SENATORE 5 STELLE LANNUTTI

da Circo Massimo - Radio Capital

 

lerner

I 5 Stelle di governo sempre più vicini alla Lega. Fino a diventarne parte. Parlando della gestione del governo da parte dell'immigrazione, Gad Lerner nota a Circo Massimo, su Radio Capital, che "quando dal M5S prendono posizione sembra sentire parlare un leghista. Mi sono immaginato che quando si arriverà al dunque, dopo il probabile sorpasso della Lega sui 5 stelle, e quelli dovranno decidere se rompere l'alleanza o stare insieme sotto a Salvini, magari Roberto Fico e altri parlamentari sceglieranno di rompere, ma ci sarà un'ala governativa che ci starà. Quando mai gli ricapita, a Toninelli o a Bonafede... vedrete che indosseranno anche loro la divisa leghista. Era destino che i 5 stelle facessero da battistrada al leghismo, che ormai li plasma a suo piacimento.

 

E per me dire leghismo o dire fascismo", chiarisce Lerner, "non è poi così diverso se la Lega ruba a Casapound il 'prima gli italiani' e se lo pratica con sistematicità fin dai tempi di Bossi, di Borghezio, di Calderoli. Salvini non è un inedito, e rappresenta una continuità del vittimismo italiano, la grande proletaria minacciata dai tecnocrati da una parte e dai poveri africani dall'altra".

 

banfi

Lo "smantellamento improvviso" di Castelnuovo è definito dall'ex direttore del TG1 "un'infamia": "Questo avviene per annunciare in un tweet che i migranti non possono pretendere di andare a Cortina e che i soldi torneranno agli italiani. Si fa propaganda sulla pelle dei poveracci. A Isola di Capo Rizzuto c'è il Cara di Crotone, dove ai migranti davano da mangiare la pastura per maiali, ne ospitavano più di mille, la 'ndrangheta comandava. Quello non l'hanno ancora chiuso". L'Italia, secondo Lerner, è "lacerata, divisa, spaccata. Sono sicuro che se si facesse un'inchiesta anche fra gli abitanti di Castelnuovo troveremmo una componente esasperata per la presenza dei ragazzi che vagabondano, perché di giorno a molti di loro purtroppo non si faceva fare niente, e poi c'è l'altra parte, che solidarizza, che ha potuto conoscerli, che ha potuto addirittura trarre vantaggio dalla collaborazione di molti di loro che hanno avuto la possibilità di parlare l'italiano e di darsi da fare. Ci sono forme di disobbedienza civile o di protesta assolutamente diffuse sovrastate dalla legittimazione dall'alto della cattiveria. Quando", continua, "si parla degli immigrati che soffrono in mezzo al mare, salvati in piena crisi di ipotermia, e il ministro dell'interno li definisce belli e robusti, o dice che stanno in crociera, questo scherno, questa degradazione dell'altro è come se ci autorizzasse a tirare fuori i nostri peggiori sentimenti.

 

lerner

Questo degrada il nostro paese e ci rende imbarazzanti agli occhi dei nostri vicini, che magari praticano respingimenti o politiche severe sull'immigrazione, ma che non si permetterebbero mai questo disprezzo ostentato. Parlo della Francia, o della Germania". Per Salvini, chi era abusivo prima è abusivo anche adesso; in mezzo, però, c'è stato il decreto sicurezza: "Sono moltissime, nell'ordine delle decine se non delle centinaia di migliaia, le persone entrate in Italia con visto turistico o che hanno permesso di soggiorno scaduto: non verranno espulse dall'Italia se non con provvedimenti spettacolo. Faranno dei Cesare Battisti all'incontrario: vedrete che presto, indossando non so qualche divisa, i nostri ministri andranno a Ciampino ad accompagnare i primi aerei che partono. Ma saranno gocce in mezzo al mare. È demagogia".

 

lino banfi all'unesco

Nel giorno della convention sul reddito di cittadinanza, Luigi Di Maio ha nominato Lino Banfi alla commissione italiana dell'UNESCO: "Diciamo che quando vediamo il M5S passare da Dario Fo a Lino Banfi ne segniamo anche una china", dice Lerner, "Certo, le mie sono parole di un comunista radical chic con il rolex, ma anche del compagno di scuola di Jacopo Fo che ha vissuto in casa di Dario e Franca e che ha avuto l'onore doloroso di portare in spalla le loro bare. Secondo me Dario Fo aveva preso un abbaglio sposando la causa di Grillo e Casaleggio, ma era non solo un Premio Nobel ma un portavoce raffinato della cultura popolare, della tradizione del teatro italiano, di altissimo livello, e ribelle e contropotere. È l'esatto contrario della vicenda di un simpaticissimo e rispettabilissimo Lino Banfi, che rappresenta il trasformismo italiano e che è un nuovo simbolo, molto adatto. Credo che Di Maio abbia fatto una scelta azzeccata. E non venitemi a dire che Dario Fo era élite e Lino Banfi è popolo: andate a guardare i conti in banca di entrambi e poi ditemi chi è élite e chi popolo".

salvini

 

Chiusura sul tweet antisemita del senatore 5 stelle Lannutti: "È uno scandalo al quale l'Italia si è assuefatta e abituata. Nessuno lo trova più scandaloso, e nessuno ha trovato scandaloso che da due anni questo signore continui a chiamare in causa Soros dicendo che andrebbe arrestato e che andrebbero affondate le navi delle ONG pagate da Soros. Questo è un ossesso".

BACIAMANO A SALVINI AD AFRAGOLAGAD LERNER

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO