linus salvini 3

“L'APPELLO ANTI-SALVINI SU ROLLING STONE? SONO VITTIMA DI UNA CAMPAGNA PARACULA” – LINUS SPARA ALZO ZERO: NON VOTEREI MAI IL LEADER LEGHISTA, MA ALLO STESSO MODO NON AVREI MAI ACCETTATO, SAPENDOLO, DI ENTRARE IN QUESTO GIOCHINO DA CUI MI DISSOCIO. NON CREDO CHE QUESTO GOVERNO FA O FARÀ SOLO COSE STUPIDE.. LA SINISTRA È RIDICOLA, PONTIFICA DALL' ALTO SENZA RISPETTARE LA PANCIA DEL PAESE CHE HA PRESO UN' ALTRA DIREZIONE”

Paola Pellai per Libero Quotidiano

 

linus rolling stone

Abbandona la poltrona e mi viene incontro sorridendo. Prepara due sedie e ci mettiamo uno di fronte all' altra. Nonostante precisi che ha le turbolenze proprie dello Scorpione, in verità Linus (all' anagrafe Pasquale di Molfetta) non mette fretta al tempo e lo condivide in una lunga "seduta" (come ironicamente l' ha definita). Siamo al quinto piano di Radio Deejay, la sua seconda casa: come conduttore "abita" qui dal 1984 e dal 1995 ne è anche direttore artistico.

 

È figlio di emigranti: da Canosa di Puglia a Paderno Dugnano.

SALVINI GIOCA A FLIPPER

«Due genitori umili e con una vita molto faticosa. Papà Michele era un piccolo artigiano, faceva cornici, mentre mamma Maria era casalinga, indaffarata a far quadrare i conti con 3 bimbi dall' età ravvicinata. Era bellissima e molto ironica. Papà invece mi ha regalato la passione per la musica, lui suonava la tromba».

 

Che bambino è stato?

«Ero il figlio di mezzo, il più buono e tranquillo. Sono stato un po' il secondo marito di mamma, lei faceva affidamento su di me per il mio senso dell' organizzazione e della responsabilità. Ero curioso e un lettore onnivoro. A colazione se avevo davanti una scatola di biscotti, leggevo ogni descrizione, gli ingredienti, le calorie... Avevo una casa piena di giornaletti e mi rifornivo di libri alla biblioteca di Paderno. Ho adorato e consumato Peter Pan, poi L' isola del tesoro».

 

linus

Per due anni ha fatto l' operaio «Scoprii la radio pochi mesi prima della maturità da perito elettronico e la conseguenza fu che non venni ammesso all' esame. Ci impiegai 3 anni per diplomarmi con un onorevole 46. Mia mamma fu chiara: di giorno operaio, di sera a scuola e dopo la scuola la radio.

 

Nell' estate 1978 arrivò il diploma e l' addio della fidanzata. Per ripicca nei suoi confronti o per gratificarmi, decisi di fare la radio di mestiere. Guadagnavo due lire ma ero felice».

SALVINI SULL ACQUASCOOTER DELLA POLIZIA

Ci ha impiegato un po' prima di vincere il complesso del terrone a Milano «Se ripenso a certi momenti mi faccio una tenerezza da solo. Avevo 12-13 anni, andavo all' ufficio anagrafe del Comune e stentavo a dire il mio nome, mi sentivo gli occhi di tutti addosso. Imbarazzo e vergogna. Sprofondavo al nome Pasquale. Ora ho fatto pace anche con questo. Vivevo un pregiudizio che era solo nella mia testa».

 

Perché Linus?

linus e la moglie carlotta

«Tutti i Pasquale in Puglia sono ribattezzati Lino, storpiato da un mio insegnante alle medie in Linus. Mi era piaciuto, disegnavo tantissimo e quella diventò la mia firma».

 

Avere un fratello minore dj come lei è stata una responsabilità o uno stimolo?

«Adesso è più una responsabilità, sono il suo capo: devo fare prima l' interesse dell0azienda e poi il suo. Albertino è la persona con la quale devo usare più accortezza nel dirgli le cose. Nei miei inizi lui è stato l' unico giudice a cui facevo riferimento».

È stato Claudio Cecchetto a portarla a Radio Deejay nel 1984.

LINUS 1

«Avevo 26 anni, ero partito per le vacanze estive dicendomi che al ritorno avrei cercato un lavoro vero e invece mi arrivò la sua telefonata "sbrogliavita". Un mese dopo ero in onda a Radio Deejay e quello successivo presentavo Deejay Television su Italia1. La vita è una sorprendente serie di opportunità e porte scorrevoli. Non puoi prevederle, ma creare le basi per farti trovare pronto».

Da 34 anni fedele alla stessa radio: una bandiera come Totti, Maldini, Bergomi

linus fiorello

«Da 34 anni gioco con la stessa maglia ed entro pure dallo stesso portone. Le radio assomigliano molto alle squadre di calcio di un tempo. Esiste un' identificazione tra lo speaker e la radio dove lavora. Quelle poche volte che uno speaker di successo si sposta in un' altra, difficilmente replica gli ascolti. Sono un panda perché il 90% di chi ha iniziato con me a metà anni '70 ha smesso».

 

Ha mai pensato di aprire una sua radio?

«Sì, tante volte. Radio DeeJay è la mia radio ma tecnicamente non mi appartiene. Se la radio fosse mia a volte potrei fare anche scelte impopolari, tanto non devo rendere conto a nessuno. Ma ho avuto sempre una tale libertà di gestione da ritenermi un ragazzo fortunato».

Qualche peccatuccio...

«Niente di travolgente. A parte le bocciature a scuola e un matrimonio finito in maniera brusca. Ci siamo completamente persi di vista, ma magari un giorno... Però sono passato dalla padella alla brace: single solo sei mesi».

linus

Già, arrivò Carlotta.

«Ci eravamo incontrati all' Acquafan di Riccione nel 1987. Io ero là per una telepromozione, servivano ragazzini per fare il pubblico.

Tra loro c' era anche lei, la bellissima Carlotta.

Aveva 17 anni, io 29. Le parlai senza malizia e capitò altre volte negli anni. Quando il mio matrimonio finì, la rividi casualmente nel 1992: uscimmo una sera e quello che prima era bello ma impossibile, si materializzò».

Su Instagram siete una coppia perfetta.

«Il mondo social t' impone di venderla come se lo fosse, ma la perfezione non esiste. In questi anni ci sono stati momenti complicati.

Siamo stati in crisi un paio d' anni ma ne siamo usciti venendoci incontro. Io ho 1000 difetti, non sono un compagno facilissimo. Sono preciso, riesco a fare 100 cose in contemporanea, mi ricordo tutto. Lei invece è stordita a livelli meravigliosi, ma io la invidio perché vive molto meglio di me. Inoltre spesso il mio affetto resta in trappola».

linus cecchetto

Mai con i suoi figli, però.

«Loro sono al di sopra di tutto, stiamo crescendo insieme. Filippo ha 22 anni e frequenta scienze politiche, Miki ha concluso la terza media con un tema che ci ha commosso. Insieme pratichiamo sport, andiamo al mare e Carlotta ci vizia ai fornelli».

 

Non aver insistito con la tv lo considera un errore?

«Probabilmente se avessi insistito, ora sarei lì con i miei amici Scotti, Bonolis, Fiorello, Fazio, Amadeus... Quando avrei dovuto dedicarmici sul serio diventai direttore di Radio Deejay, del gruppo Espresso: un grande impegno ma anche un ostacolo "politico" per me figlio di Italia 1. Ogni volta che venivo proposto per un programma importante, il mio nome era stoppato all' ultimo perché "nemico".

Una stronzata».

 

Baglioni riconfermato alla direzione di Sanremo. Cosa ha più di lei?

«Lui è nazionalpopolare. È il mio lavoro e la mia vita, il Festival saprei presentarlo al meglio e, forse, meglio. Ma lui ha il carisma che io non ho su quel palco e dentro quella scatola che si chiama Rai1».

 

Il 30 ottobre compirà 61 anni. La vecchiaia le fa paura?

linus

«Sì, tantissimo. Frequento un mondo che ha mediamente 20 anni meno di me, ragiono e mi sento come uno di loro. Invidio i miei coetanei che sono invecchiati piano piano e sono allineati all' età che hanno. Devo prendere coscienza dei miei anni».

 

Lei ha aderito a #iononstoconSalvini del mensile Rolling Stone.

«Rolling Stone mi chiese due righe su Salvini che conosco. È un ragazzo sveglio e ha capito come funziona la comunicazione ai tempi nostri. Scrivo che i migranti sono un problema, che fa bene a farsi sentire visto che abbiamo a che fare con una Ue scorretta ed egoista, ma che non mi piace il modo e il tono con cui lo fa. Agli italiani piace sempre l' uomo forte e decisionista ma non va bene gestire l' immigrazione in maniera strumentale come quando si è in campagna elettorale da segretario della Lega.

 

linus

Ora è un ministro. Ma a mia insaputa vengo messo in un calderone per lanciare una campagna paracula contro di lui. Non lo voterei mai, ma allo stesso modo non avrei mai accettato, sapendolo, di entrare in questo giochino da cui mi dissocio. Non credo che questo governo fa o farà solo cose stupide, cose stupide le ha fatte anche chi li ha preceduti. La sinistra è ridicola, pontifica dall' alto senza rispettare la pancia del Paese che ha preso un' altra direzione».

fiorello linus savinolinuslinus-cruciani

 

linus nicola savinoLINUSLINUSlinuslinus e carlotta di molfettalinus bicilinus e nicola savinolinus Linuslinus

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...