DONNE PRESE ALL’AMIS – ‘LO STUPRO È UNA DIFFUSA FANTASIA SESSUALE FEMMINILE’: E MARTIN AMIS FINISCE NEL MIRINO DI PSICOLOGI E ASSOCIAZIONI FEMMINISTE: ‘OFFENSIVO E DEPRIMENTE, SEI UN SESSISTA CHE GLORIFICA LA VIOLENZA SULLE DONNE’

Enrico Franceschini per ‘La Repubblica'

Nei romanzi dell'Ottocento, le eroine potevano fare sesso solo se un uomo le prendeva con la forza. E quei libri piacciono alle donne di oggi, perché soddisfano una diffusa fantasia sessuale femminile: essere "violentate". Parole di Martin Amis, che stanno suscitando un polverone di polemiche a Londra, con condanne e proteste di psicologi e associazioni femministe.

Lo scrittore inglese non è nuovo a posizioni provocatorie su Islam, terrorismo o monarchia. Ma forse non si era mai messo così tanto nei guai. Le sue dichiarazioni su donne e stupri fanno parte di un documentario da lui girato per la Bbc sull'Inghilterra di oggi, in cui sostiene che le differenze di classe contano meno perché hanno importanza solo i soldi, argomento affrontato anche nell'ultimo romanzo, Lionel Asbo, stato dell'Inghilterra.

E rivela pure che suo padre, lo scrittore Kingsley Amis, aveva "fantasie erotiche" sulla regina Elisabetta. Ma sono i commenti su donne e sesso, anticipati dal settimanale
Radio Times, a scandalizzare. Nei classici inglesi dell'Ottocento, dice Amis, «l'unico modo in cui l'eroina poteva fare sesso era essere costretta a farlo, e ciò si collega alle fantasie femminili di venire violentate. Ne ho parlato con delle donne e mi hanno detto che è una bella fantasia, specialmente quando sei giovane, perché se ti piace (sottinteso: fantasticare su una violenza sessuale,ndr), non ti senti in colpa».

Commenta sul Daily Mail la psicologa Linda Papadopoulos: «Dichiarazioni distruttive, il tipo di idee che si trovano nella pornografia, con le donne dipinte come oggetti sessuali e gli uomini che non accettano rifiuti. Amis con le sue parole fa apparire la violenza sessuale come un fatto normale, perfino desiderabile. Un messaggio orribile». Una portavoce di Rape Crisis, movimento per la difesa delle donne, definisce l'intervista «offensiva e deprimente per tutte le vittime di violenze sessuali». I media lo accusano di "glorificare lo stupro". Nessuna reazione, per il momento, da parte sua.

 

MARTIN AMISMartin AmisMartin Amis e famiglia jpeg

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