AFFACCETE ANNUNZIATA: ‘’CHE BRUTTA PERSONA, REPELLENTE A TUTTI I LIVELLI’’

1 - LUZZATTO FEGIZ: L'ANNUNZIATA? ZOPPICA SULLA SINTASSI E HA IL CARISMA DI UNA VERZA
Da "il Giornale"

Pubblichiamo il ritratto di Lucia Annunziata che Mario Luzzatto Fegiz, storico critico musica¬le del Corriere della Sera ha pubblicato sul fo¬rum del quotidiano di via Solferino. Un ritratto al curaro che in poche righe demolisce la direttri¬ce dell' Huffington Post Italia

Di Mario Luzzatto Fegiz

Non ho mai amato Lucia An¬nunziata, un equivoco sto¬rico come giornalista. Quando dirigeva il TG 3 andava in bagno scalza, perché lasciava le scarpe sotto la scrivania. Una vera signora. Con i giornalisti maschi usava un linguaggio da caserma. Ma il suo vero limite è sempre stata la sintassi, la scarsa conoscenza dell'italiano. E il carisma televisivo di una verza.

Quando Berlusconi la mandò a quel paese per la sua arroganza for¬male, fu una delle rare occasioni in cui tifai per il Cavaliere. La sua pole¬mica sull'ipocrisia dei funerali a Dalla (premiato secondo lei per¬ché non aveva mai fatto outing) e il tirar fuori la storia della sua omo¬sessualità è una cosa vergognosa. Chiunque ha diritto, finché non vio¬la la legge, di fare quello che vuole.

La gente deve fare outing? Solo gli omosessuali o anche chi si ma¬sturba? Ma per favore! Che brutta persona la Annunziata, repellente a tutti i livelli. Bene ha fatto Bernar¬do Boschi, il confessore di Dalla a dichiarare: «La Chiesa condanna il peccato, non il peccatore quando questi fa un certo cammino. Questi soloni che imperversano, dicendo che la Chiesa è ipocrita non sanno niente della Chiesa».

2 - QUELLA MALEDUCATA DELL'ANNUNZIATA
Lettera al "Fatto quotidiano"

Caro Colombo, leggo che Lucia Annunziata ha ricevuto il "cartellino giallo" dalla Rai per avere detto in diretta, ad Angelino Alfano, segretario Pdl, "siete impresentabili" (Corriere della Sera, 19 marzo). Ma allora alla Rai non è cambiato niente. Questo Gubitosi, chiunque sia, si permette di sgridare libere e legittime opinioni di giornalisti, come i suoi predecessori di stretta osservanza berlusconiana.
Enzo

Risposta di Furio Colombo
Certo, la censura da parte di un direttore generale che è stato scelto, ci dicono, fuori dalla politica (e anche fuori da ogni esperienza giornalistica) è difficile da spiegare, prima di tutto perché è priva di senso. Non c'è un codice di condotta radiotelevisivo su ciò che va in onda, altrimenti non si potrebbe dire "cazzo" ogni due parole, o che "i magistrati sono il cancro della politica" o che "il grande Nord è atteso in Europa" (inno alla secessione, non prevista dalla Costituzione).

Lucia Annunziata ha usato l'espressione sobria "impresentabile" per un gruppo politico che ha appena ceduto alle carceri italiane tre dei suoi componenti di punta (il quarto era ex Pd, e spero che Annunziata non riceva il cartellino giallo dovesse capitarle di dirlo in trasmissione).

Ma vediamo di metterci dalla parte di Gubitosi, che forse, preso dal suo lavoro in Rai, guarda poco le notizie. E offriamogli alcuni esempi del perché una giornalista attenta e precisa come Lucia Annunziata ha dichiarato "impresentabili" gli eroi del Pdl. Innanzitutto, sono gli stessi che avrebbero voluto l'avv. Previti (vedi condanne a carico) come ministro della Difesa (ovvero comandante dei Carabinieri) della Repubblica.

In secondo luogo, sono gli stessi che hanno comprato, sulla base di apprezzabili somme, deputati e senatori, come sappiamo senza dubbi o segreti violati, da almeno uno di loro. Poi, sono gli stessi che rispondono con fedeltà e disciplina a un personaggio imputato di prostituzione minorile che, invece dovremmo trattare come un gentiluomo.

Si domandi Gubitosi: perché allora tormentare la Chiesa sui preti pedofili, se non possiamo dire alla tv di Stato che Berlusconi è impresentabile perché imputato di "organizzazione della prostituzione minorile"? Infine, sono gli stessi che si preparano a "una rivolta in piazza" se uno di loro (indovinate chi è e pensate alla mancanza di pudore) non andrà al Quirinale.

Da spettatore direi che Lucia Annunziata è stata esageratamente cauta. E Alfano non si permetta di dire che "sono stati offesi milioni di elettori". Nessuno intende arrestare tutti i siciliani che sono stati ben zitti sui loro capi-bastone, mentre altri siciliani morivano. Però è così ed è giusto dirlo. Perciò, il gesto di Gubitosi, non la frase dell'Annunziata, merita il cartellino giallo.

3 - AFFACCETE ANNUNZIATA...
Oliviero Beha per Olivierobeha.it

Questioni di stampa. Contemporanee. In Inghilterra, patria del giornalismo moderno, si discute di una Royal Charter regale, un documento fondativo di una nuova Authority indipendente (meglio se non all'italiana...) di autoregolamentazione della stampa. Pare che in fatto di violazione di diritti e di privacy Murdoch, sodali e concorrenti ne abbiano combinate davvero troppe. Il freno non sarà comunque politico ma deontologico e affidato agli "operatori del settore".

In Italia invece l'ultima querelle su "informazione & politica" si deve all'eccesso di aggressività lessicale rimproverato a Lucia Annunziata, rea di aver definito "impresentabili" Alfano e il Pdl nel suo programma tv, per di più su una rete Rai, alias di servizio pubblico almeno auspicato. Il dibattito, appena cominciato e già finito come in una canzone di Endrigo, non si è affacciato oltre la finestra di Lucia concentrandosi sulla "protervia ineducata e recidiva" della prestigiosa collega ma lasciando naturalmente in superficie la questione che forse ci riguarda tutti e sempre di più.

Ci si lamenta dell'Annunziata perché è l'Annunziata, cioè una figura schierata contro il Pdl così etichettato. Se fosse successo il contrario, ossia un collega di centrodestra che avesse puntato Bersani e Co, si sarebbero semplicemente invertite le parti. Ci accontentiamo di un maggioritario dell'informazione ormai sedimentato dopo un ventennio che ha sprofondato il Paese, o di qua o di là, se sei dei nostri devi attaccare gli altri.

E devi essere dei nostri "solo" in un certo modo, in una sorta di tifo acritico o di investimento borsistico, scommettendo sulle "buone azioni" per vantaggi di carriera o di protezione di qualunque tipo. La domanda potrebbe essere dunque: è possibile oggi fare questo mestiere in modo indipendente, dicendo e scrivendo di tutti ciò che si pensa e naturalmente documentando ciò che si dice e si scrive? E dove?

E' possibile evitare di dividere la torta dell'informazione in due, pro o contro Berlusconi, e quindi far sì che la definizione di "impresentabile" rivolta a qualcuno non venga attribuita a una scelta di campo ma ad una valutazione nelle cose? Questo non significa o non significherebbe affatto non avere un punto di vista, non votare per qualcuno, non preferire qualcuno a qualcun altro: bensì usare la deontologia e l'autonomia critica professionale nei confronti di tutti, come un medico con pazienti cui non chiede l'appartenenza politica.

La metafora clinica non è poi così campata in aria, in un Paese malatissimo anche da questo punto di vista. In tale contesto, al netto di osservazioni e critiche su altri piani, l'avvento di Grillo e del Movimento 5 Stelle ha due aspetti comunque molto positivi: una così significativa presenza parlamentare mette in discussione o almeno scombussola e allenta la cinghia di trasmissione tra politica e stampa.

Molti colleghi dubitano oggi almeno un poco su come proseguire le loro autostrade professionali a caselli arrischiati. E poi c'è la Rete, il mezzo per antonomasia di Grillo, che si incarica di verificare fino allo sputtanamento i tanti furbetti del (tele)giornalino. Non sarebbe poco, per ricominciare....

4- SENATORE AUGUSTO MINZOLINI: "ANNUNZIATA DEVE CHIEDERE SCUSA A BERLUSCONI, ALTRIMENTI GIUSTA LA DENUNCIA" - "STO ASPETTANDO SCUSE DELLA ANNUNZIATA SULLA CARTA DI CREDITO"
"La Zanzara" - Radio 24

"Al Senato c'è una cosa collettiva e credo che la denuncia sia una iniziativa giusta. La Annunziata deve chiedere scusa a Berlusconi, è il minimo. Capisco chi si sente offeso. Una parola di troppo in un'intervista può scappare, ma poi chiedi scusa". Lo dice Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 e senatore del Pdl, a La Zanzara su Radio 24.

"Io nei miei editoriali al Tg1 - dice Minzolini - non ho mai dato dell'impresentabile a nessuno, quello è un giudizio netto. Una cosa eccessiva, non intervisti una persona e gli dai dell'imbecille. Se l'avessi fatto io mi avrebbero rincorso per strada". "Nella vicenda della carta di credito - ricorda Minzolini - Lucia Annunziata disse in un'intervista che io dovevo chiedere scusa agli italiani, però da tempo aspetto le sue di scuse. Io querelerò tutti quelli che hanno detto infamie sulla storia della carta di credito".

"Il Pd - spiega Minzolini - è sottoposto a pressioni dei grillini quindi l'apparato culturale che ruota attorno al partito va un po' più in là. Così abbiamo la grillina che non dà la mano alla Bindi e l'Annunziata che dà dell'impresentabile ad Alfano. Io non ho mai concordato nulla con Berlusconi quando ero al telegiornale. Lei ha un orientamento ben definito che rispetto, ma il rispetto deve essere reciproco. Se Alfano non è presentabile allora non lo intervisti nemmeno. C'è moralismo e fragilità culturale".

"Dalla direzione del Tg1 mi hanno tolto dicendo che ero ladro, io su questo non tratto: mi devono rimettere lì, in quel posto. A New York non ci vado". Lo dice Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 e senatore del Pdl, a La Zanzara su Radio 24. "Loro (la Rai, ndr) hanno usato una legge per allontanarmi - dice Minzolini - e la stessa legge dice che mi devono rimettere in quel posto perché sono stato assolto. Io voglio tornare a fare quel mestiere, non voglio soldi".

 

Lucia Annunziata Angelino Alfano 1 luzzatto fegiz lapAUGUSTO MINZOLINIFurio Colombo OLIVIERO BEHA

Ultimi Dagoreport

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO -  TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE....

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...