la zanzara giuseppe cruciani luigi manconi

“‘LA ZANZARA’ ERA TRASGRESSIVA. OGGI È SEMPRE PIÙ CONFORMISTA, REAZIONARIA E PREVEDIBILE, PROPRIO COME IL SUO CONDUTTORE CRUCIANI” – LUIGI MANCONI, EX SENATORE DEM E MARITO DI BIANCA BERLINGUER, AFFONDA IL COLPO CONTRO LA TRASMISSIONE DI CRUCIANI E PARENZO: “‘LA ZANZARA’ È MAINSTREAM RISPETTO ALL’ORIENTAMENTO ‘IDEOLOGICO’ MAGGIORITARIO TRA I SUOI ASCOLTATORI E RISPETTO AGLI UMORI E ALLE PULSIONI CHE CIRCOLANO NELLA SOCIETÀ ITALIANA E RISPETTO ALLA POLITICA DEL GOVERNO. CRUCIANI HA PERSO LA TESTA, È PRECIPITATO IN UNA VERTIGINE DI VANITÀ, VANAGLORIA E MEGALOMANIA - QUELLO CHE IN ORIGINE SEMBRAVA UN MESSAGGIO SOVVERSIVO SI TRASFORMA NEL SUO ESATTO OPPOSTO: IN UNA QUOTIDIANA APOLOGIA NON SOLO DELLA CULTURA DI DESTRA, MA ADDIRITTURA DELLE POSIZIONI PIÙ CONFORMISTICAMENTE PARTITICHE E SOTTOPARTITICHE ALL’INTERNO DI ESSA, PRIVILEGIANDO IL PEGGIOR SALVINI E IL PIÙ TRUCE VANNACCI...”

Articolo di Luigi Manconi per https://lucysullacultura.com

 

https://lucysullacultura.com/la-zanzara-era-trasgressiva-oggi-e-solo-conformista

 

 

GIUSEPPE CRUCIANI LA ZANZARA

Madamina, il catalogo è questo: feticisti, fascisti, erotomani, nazisti e neonazisti e vetero-nazisti, vegani militanti, comunisti reazionari e Marco Rizzo, misogini, xenofobi e razzisti, cacciatori a raffica, petomani, sexual slave, chiaroveggenti, alcolisti, guaritori, tossicomani, ciarlatani, venditori di fumo, psicotici, Wanna Marchi e sua figlia Stefania Nobile. 

 

Poi: individui che si cospargono di maionese il corpo nudo e altri che “mummificano” con cellophane e nastro adesivo chi vi si presta, predicatori di tutte le confessioni, di tutte le apocalissi e di tutte le catastrofi, oranti davanti alla cripta di Predappio e collezionisti di cimeli dell’Urss e del Terzo Reich, necrofili, scambisti, seguaci della acrotomofilia e della abasiofilia (cercatevi voi il significato di queste parafilie), filoputiniani di tutte le risme, nuovi templari e Luciano Moggi. 

 

luigi manconi

E ancora: antisemiti, criminali di piccolo, medio e grande calibro, esorcisti e satanisti, mistress, novax infoiati, pornografi e baciapile, bevitori di urina e camionisti truculenti, gente che parla con gli alieni, con le viscere degli abbacchi, con lo Spirito Santo, che prevede i terremoti e le pandemie, e Caio Giulio Cesare Mussolini; e persino qualche persona normale e perbene, finita lì per caso o per disgrazia o per ingenuità.

 

Forse c’è un solo posto al mondo dove tutte queste figure si raccolgono e si raccontano: ed è il programma La Zanzara condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, in onda dal lunedì al venerdì dalle 18:30 su Radio24.

 

L’elenco appena compilato di soggetti costituisce l’aggiornamento, ancora assai parziale, di una precedente classificazione di tipi umani, pubblicata oltre un anno fa in un mio articolo su «Repubblica» online, che qui amplio e approfondisco seguendone gli ulteriori sviluppi nel tempo.

 

DAVID PARENZO GIUSEPPE CRUCIANI

Sono stato, per oltre un lustro, un ascoltatore assiduo della trasmissione; e, ad amici increduli o scandalizzati (in realtà appena un po’), ero solito offrire una spiegazione esclusivamente soggettiva. Personalmente riconosco in me un certo gusto per il trash, la curiosità per il kitsch, l’attrazione verso il pruriginoso, lo sguaiato e il triviale. E il collegamento di tutto ciò con la sfera infantile dell’irriverenza e della trasgressione.

 

Una sorta di sindrome del puer aeternus con il suo corredo di incontinenza e di eccessi vocali e corporali. Chi non nutre alcun interesse per questa costellazione di effetti un po’ grotteschi e un po’ sordidi, un po’ puerili e un po’ morbosi, non ha alcun motivo per ascoltare La Zanzara; per gli altri, può essere l’occasione di un divertimento appena un po’ losco.

 

la zanzara show - spettacolo a teatro - giusepppe cruciani e david parenzo

In questi anni i cultori del programma hanno seguito l’allestimento di una serie di scene accomunate dalla cifra dell’Efferatezza, dove gli ospiti in studio e gli ascoltatori al telefono realizzavano quadri come i seguenti: cialtroni conclamati e scrutatori di scie chimiche intenti a dimostrare come il vaccino anti-covid inietti un microchip metallico così che un cucchiaino accostato al braccio vi rimane appeso;

 

il sindaco di quel paesello abruzzese che si dichiara ostile ai matrimoni gay per un “motivo religioso”, in quanto Dio disse: andate e moltiplicatevi, e non: andate e prendetelo nel culo; l’individuo primitivo e brutale che si accompagna a un animale indicato come il risultato dell’incrocio tra un cane e un leopardo; 

 

GIUSEPPE CRUCIANI - MAGLIETTA IN DIFESA DI MATTEO SALVINI - LA ZANZARA

il medico urologo che illustra nel dettaglio le patologie del pene e dei testicoli suggerendo le virtù teraupetiche, e forse taumaturgiche, della manipolazione, dell’automassaggio e della masturbazione; uomini di una certa età che esaltano l’irresistibile piacere della sottomissione a una padrona altrettanto âgée e la sublime bellezza del leccare i tacchi a spillo di décolleté di vernice, del suggere alluci sudati e del farsi trafiggere lentamente i genitali;

 

commercianti, gioiellieri e tabaccai, vittime di rapine feroci e sanguinose, che motivano pacatamente la necessità di farsi giustizia da sé, di armarsi fino ai denti, di sparare al ladro in fuga e di veder riconosciuto che “la difesa è sempre legittima”;

 

giuseppe cruciani david parenzo foto di bacco (2)

terrapiattisti allucinati che argomentano la loro teoria con la prova regina che l’acqua dei fiumi “non cade di sotto”; sedicenti storici, palesemente rincoglioniti, che descrivono “le molte cose buone fatte da Mussolini”, come la bonifica delle paludi, la creazione dell’Inps e il varietà del sabato sera Canzonissima; sanfedisti, che sono pure sansepolcristi, che spiegano come in Italia l’interruzione volontaria di gravidanza abbia ucciso “sei milioni di bambini”.

 

 

Sono altrettante scene che animano e vivacizzano un racconto generale il cui tessuto narrativo è perfettamente ossequioso verso gli stereotipi dominanti, organici a una lettura reazionaria delle relazioni sociali, dei rapporti di potere, del ruolo dell’individuo nella comunità, del significato di categorie fondamentali come i diritti, le garanzie, le libertà. 

 

GIUSEPPE CRUCIANI LA ZANZARA

È il punto di arrivo di un processo di trasformazione de La Zanzara, che da libertaria si è fatta conformista, da ribelle deferente, da anarchica omologata e ubbidiente. Qui è utile una digressione. L’espressione anglosassone mainstream è tra le più abusate nel discorso dei media, ma anche nel linguaggio corrente di quella parte dell’opinione pubblica con un discreto livello di istruzione e informazione. 

 

Significa alla lettera corrente principale, e sta a indicare quello che sarebbe l’orientamento prevalente in una determinata collettività a proposito di un tema avvertito come di comune interesse. Così, via via, la formula è diventata un’etichetta per quello che già ho chiamato il conformismo della maggioranza, fino a renderla sinonimo di standardizzazione. Insomma, la progressiva normalizzazione del pensiero, del gusto e del senso morale.

 

david parenzo roberto vannacci giuseppe cruciani la zanzara show marina di pietrasanta

Va da sé che è cruciale il campo semantico e sociale preso in considerazione. Ciò che in un determinato sistema o sottosistema di relazioni risulta essere il conformismo della maggioranza, in un altro può apparire come l’eccentrica manifestazione di una eterodossia.

 

Di conseguenza, anche nel mondo “mostruoso”, dilatato e deformato fino al parossismo – quale quello abitato dai tipi umani prima elencati – tende a formarsi un “pensiero unico”, a sua volta benpensante e bacchettone, che propone una irregimentazione perfettamente speculare a quella che vorrebbe combattere. E che, oggi, finisce con il coincidere con un senso comune assai diffuso nella società e con la rete di pregiudizi e cliché che alimenta gli umori collettivi, esprimendosi infine nel pensiero prevalente dell’attuale sistema di potere.

 

MARIO MERDOLA A LA ZANZARA

Un esempio: il «Corriere della Sera», «La Repubblica» e «La Stampa» vengono correntemente definiti giornali mainstream in particolare da quei quotidiani come «Il Giornale», «Libero», «La Verità» e «Il Tempo» e dai rispettivi lettori. Ma questi ultimi quotidiani e questi ultimi lettori sono perfettamente mainstream rispetto alla mentalità e alla rappresentanza politica di quella parte dell’opinione pubblica, peraltro assai rilevante, orientata a destra.

 

Ne discende che oggi più che mai La Zanzara è mainstream rispetto all’orientamento “ideologico” maggioritario tra i suoi ascoltatori e rispetto agli umori e alle pulsioni che circolano nella società italiana e rispetto alla politica dell’attuale governo.

 

maurizio gasparri giuseppe cruciani la zanzara

È proprio questo che ha fatto di un fenomeno di contestazione linguistica e culturale, come per anni è stato La Zanzara, uno strumento di ordine e di disciplinamento. Tutto ciò accentuato da due fattori.

 

Il primo è l’incondizionata adesione del conduttore Cruciani all’azione della maggioranza e alla sua componente estrema, se pure rivendicando una residua autonomia su alcune questioni che effettivamente conservano un certo sapore libertario: la depenalizzazione dei derivati della cannabis, la legalizzazione della prostituzione, il consenso verso l’eutanasia.

 

NICO TAURUS A LA ZANZARA

Ma l’impianto generale del discorso e le diverse sue articolazioni corrispondono puntualmente a quel conformismo della maggioranza di cui dicevo: della maggioranza politica espressa dalla destra al governo e della maggioranza per come si manifesta negli orientamenti popolari a proposito di sicurezza, immigrazione, ordine pubblico.

 

Inoltre, negli ultimi tempi, Cruciani è precipitato in una vertigine di vanità, vanagloria e megalomania che, per dirne una, lo induce a ritenersi artefice del fallimento dell’intesa tra Elly Schlein e Giorgia Meloni in merito alla normativa sul consenso libero e attuale (in tema di violenza sessuale);

 

VITTORIO FELTRI A LA ZANZARA

e, via via eccitandosi, a rivendicare alcune posizioni particolarmente intolleranti presenti nei partiti di maggioranza e ai loro margini, fino a proporre provvedimenti in materia di sicurezza (“chiunque tocchi un poliziotto sia condannato a dieci anni senza benefici”, “se un ladro entra in casa è sempre legittimo sparargli”, “ci vogliono i carriarmati nelle stazioni ferroviarie”…); e fino all’esaltazione compulsiva dell’uso delle armi da parte dei privati, in una parodia stracciacula del secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e in una caricatura smandrappata dell’anarco-capitalismo.

 

Per ripiegare, infine, nella più modesta autopromozione come ispiratore del programma politico del generale Roberto Vannacci. Palesemente, Cruciani ha perso la testa.

 

giuseppe cruciani avvolto da una bandiera israeliana 8

A ciò si aggiunga un tratto caratteriale che si esprime in una qualche tonalità francamente sadica: un incontinente compiacimento nel racconto di alcune manifestazioni di crudeltà pubblica (la riapertura voluta da Donald Trump dell’“Alligator Alcatraz”, la reazione armata da parte di alcune vittime di rapine, l’uso della forza a opera di agenti di polizia nel corso di mobilitazioni di piazza).

 

Accade così che quello che in origine sembrava un messaggio sovversivo si trasformi nel suo esatto opposto: in una quotidiana apologia non solo della cultura di destra, ma addirittura delle posizioni più conformisticamente partitiche e sottopartitiche all’interno di essa, privilegiando il peggior Salvini e il più truce Vannacci.

 

luigi manconi bianca berlinguer

Dunque, la macchina culturale de La Zanzara contribuisce a produrre un sentimento regressivo e oscurantista che, a sua volta, incontra quanto prima risultava occultato e rimosso e che oggi si mostra impudicamente e, per certi versi, fieramente: gli umori più oscuri presenti nel ventre del paese, insieme alla banalizzazione/rivalutazione del fascismo e delle dittature, al sesso in tutte le sue espressioni e all’aggressività lutulenta del linguaggio.

 

È conferma di tutto ciò il fatto che, quando Cruciani incorre in una figuraccia di palta, ma proprio di palta (l’affermazione preventiva dell’innocenza del poliziotto Cinturrino, poi indagato per omicidio volontario), e mostra tutta la sua insicurezza e la sua fragilità non riconoscendo l’errore, ma incaponendosi e avvitandosi in esso, il “suo popolo” gli si rivolta contro.

 

A riprova inequivocabile della natura inguaribilmente nevrastenica della folla. Che domani, va da sé, tornerà ad applaudire il suo leader un po’ sgualcito e ammaccato, ridotto a malinconico trombettiere di regime.

Ginevra Bompiani a La zanzara - Radio24

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