luisella costamagna

“SANTORO? GLI DEVO MOLTO, MA MI HA DELUSO MOLTO: DOPO LA PUNTATA DI 'SERVIZIO PUBBLICO' DEL 2013 CON BERLUSCONI, CAPII CHE AVEVAMO DUE CONCEZIONI DIVERSE…” - LUISELLA COSTAMAGNA SI TOGLIE QUALCHE SASSOLINO DAI TACCHI: "PER LUI IL 33% DI SHARE, GIUSTIFICAVA QUALUNQUE COSA, PER ME NO. COSTANZO? MARIA DE FILIPPI CERCAVA DI METTERLO A DIETA E LUI ORDINAVA IN DIRETTA LA FRITTURA DI PESCE” – "LA CHIUSURA DI 'TANGO' SU RAI2? DICONO DI AVERLO SOPPRESSO PER TAGLI AL BUDGET…PER ALTRI I COSTI SONO LIEVITATI. SONO STATA L’UNICA A ESSERE EPURATA, ALLA FINE...” 

Estratto dell’articolo di Francesca Angeleri per il “Corriere della Sera”

 

Luisella Costamagna, da quando le hanno chiuso Tango, il programma che presentava su Rai2, non ha più una conduzione. Fa però spesso l’opinionista. Si trova bene?

luisella costamagna

«Io colgo le occasioni dove sono libera di fare il mio mestiere, non ho mai avuto un posto garantito. Andavo fiera di Tango , che avevo scritto interamente io. Facemmo anche lo scoop con Rita Dalla Chiesa (disse che il padre era stato ucciso non solo a causa della mafia, alludendo anche a un favore politico, Costamagna domandò esplicitamente se c’entrasse Andreotti, ndr ). Era un programma unico e costava pochissimo. Dicono di averlo soppresso per tagli al budget… per altri i costi sono lievitati. Sono stata l’unica a essere epurata, alla fine».

 

[…] La sua figura, per molti, è legata ai programmi di Michele Santoro.

«È stato il primo a credere in me. Arrivavo da un tg regionale, gli mandai un curriculum. Il giornalismo vero è cominciato con lui. Gli devo e gli dovrò sempre tantissimo. Ma, nel tempo, mi ha deluso molto».

luisella costamagna e silvio berlusconi nella puntata di 'servizio pubblico' condotto da michele santoro

 

Cosa è accaduto?

«Non entro nel merito preciso. Dopo l’epocale puntata di Servizio Pubblico del 2013 con Berlusconi, capii che avevamo due concezioni diverse. Per lui il 33% di share giustificava qualunque cosa. Per me no. Gli riconosco tutto: la formazione, la televisione, la sintesi, la capacità di evento. Una televisione così manca, ma non si potrebbe fare più».

 

Costanzo.

«È stato l’opposto. Santoro è la poltrona che scotta. Con Costanzo era la poltrona fintamente accomodante. L’ospite si sentiva a suo agio, lui la prendeva alla larga, pacioso, tranquillo, e otteneva moltissimo. Mi manca Maurizio, gli ho voluto bene. Ho riso molto con lui».

 

Per cosa?

luisella costamagna maurizio costanzo

«Maria cercava di metterlo a dieta. Lui ordinava in diretta la frittura di pesce… Adorava le tartarughe, me ne aveva regalate anche. E amava i Bassotti, si riconosceva in loro: diceva che non hanno percezione delle proprie dimensioni, attaccano anche il cane più grande, coraggiosi e testardi.» […]

 

Il «caratterino» da dove viene?

«Una volta che nell’infanzia sei riuscita a reggere quell’autoritarismo e quel potere, poi, nella vita professionale, ti diventa abbastanza indifferente».

 

Suo papà?

«Una volta arrivai con cinque minuti di ritardo e lo trovai con la chiave nella toppa che mi chiudeva fuori. Abitavamo a San Gillio, fuori Torino. I miei fratelli uscivano, io no».

 

luisella costamagna

È stata una ribelle?

«Ero figlia di Ogino-Knaus, quindi non voluta, femmina, con mio padre che, per dire, ci portava a sciare ma le lezioni le pagava solo a mio fratello. Il destino che mi prospettava era: vieni a fare la segretaria d’azienda da me. L’ho deluso».

 

Come?

«Al liceo diventai di sinistra, lui era di centro-destra. In casa c’erano discussioni feroci. Io feci l’occupazione della Pantera nel 1990. Per lui era fumo negli occhi».

 

[…] Torniamo al 1990 e alla Pantera: lì incontra il suo compagno della vita, lo scrittore Dario Buzzolan.

«Me lo presentò il mio ex fidanzato, erano amici. La prima sera litigammo per la politica. Faceva Filosofia, come me. Ci baciammo la prima volta una notte che ci fermammo a dormire all’Università. Da quel momento non ci siamo più lasciati. Non ricordo neanche la data precisa, lui sì. Una coincidenza ci unì tanto: suo padre, Ugo Buzzolan (giornalista de La Stampa , ndr), è morto di tumore un mese prima del mio, che mancò improvvisamente per un aneurisma».

 

Oltre tre decenni che state insieme, e lei non lo vuole sposare. Perché?

luisella costamagna

«Viviamo nel peccato da 36 anni. Me l’ha chiesto due volte, anche di recente: anelli, partecipazioni, tutto. Io ho sempre detto di sì, ma poi non organizziamo mai. Lo faremo, per una questione più che altro burocratica, per nostro figlio e per la pensione. La nostra unione è nei fatti. E poi io odio le feste, l’idea del matrimonio con tante persone mi mette ansia. Credo moltissimo nella coppia: sono professionalmente anarchica, ma affettivamente monogama».

 

 […] La sua professione l’ha resa assente?

«In alcuni periodi sicuramente. Quando conducevo Agorà mi svegliavo alle quattro, tornavo a casa, riunione, pisolino e poi scrivevo per il giorno dopo. Sono stati anni complicati, a scuola Davide è stato seguito di più dal padre: era lui nella chat delle mamme. Confido però di avergli dato un buon esempio. Quando un programma chiude, gli dico: “Tranquillo, è andata così. Ce la faremo comunque”. È questo l’importante. E la casa piena di libri, i valori, l’idea di libertà, l’autonomia, la responsabilità. Ha fatto il Classico e oggi studia Fisica. È una strada difficile, ma sua. E io sono contenta così».

 

Era felice di vederla a Ballando con le stelle?

«Nessuno di loro due era d’accordo, all’inizio. Poi sono diventati i miei fan più sfegatati».

LUISELLA COSTAMAGNA

 

Cosa ha rappresentato per lei?

«Un’esperienza bellissima e anche un rischio enorme che mi sono presa, sia professionale che fisico. Mi sono portata gli acciacchi dietro per un anno. Avevo già rifiutato qualche tempo prima, quello era il momento giusto».

 

[…] La sua caratteristica principale?

«Come mi ha detto un avvocato: la mia libertà è il mio orgoglio e la mia maledizione. Pago prezzi alti».

LUISELLA COSTAMAGNAluisella costamagna foto di bacco (1)LUISELLA COSTAMAGNA - IN ONDA costamagna agoràluisella costamagna foto di bacco (2)luisella costamagnaLUISELLA COSTAMAGNA LUISELLA COSTAMAGNA

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...