marlene dietrich e la figlia maria riva

MARLENE DIETRICH, MIA MADRE – ‘’SEBBENE SOSTENESSE DI AVERE SACRIFICATO LE SUE PERFETTE MAMMELLE D'ALABASTRO ALLA MIA INGORDIGIA DI NEONATA, AVEVO SCOPERTO DI NON ESSERE STATA IO LA RESPONSABILE DI UN SIMILE REATO. SIA DA GIOVANE SIA DA VECCHIA, LA DIETRICH EBBE SEMPRE SENI ORRIBILI... PENDULI E FLACCIDI. COMPRAVA OGNI TIPO E OGNI MODELLO DI REGGISENO. MA NON POTÉ INVENTARE NULLA PER I MOMENTI IN CUI GLI AMANTI ATTENDEVANO CON IMPAZIENZA LA RIVELAZIONE DI TANTA PERFEZIONE. AVEVA MESSO A PUNTO UN'ABILE MOSSA PER LIBERARSI DELLA VESTAGLIA E INFILARSI SOTTO LE LENZUOLA CON LA RAPIDITÀ DI UN FULMINE. FACEVA SEMPRE L'AMORE NEL BUIO TOTALE…”

Marlene Dietrich la figlia Maria Riva

Estratto del libro “Marlene Dietrich. Mia madre” di Maria Riva

 

Era evidente che il sentimentalismo opprimente della Mercedes de Acosta cominciava a perdere attrattiva. Come accadeva sempre con mia madre, era venuto il momento in cui anche la persona più gradita diventava sgradita. Bastava aspettare. Era inevitabile.

 

A un certo momento, chissà come, l'amante, l'amico, l'essere un tempo corteggiato, adorato e indispensabile, varcava certi limiti, commetteva l'errore fatale, qualunque fosse e... improvvisamente la porta della Dietrich si chiudeva. Prima o poi, era un destino che toccava a tutti. 

 

Adesso era arrivato il momento della de Acosta. Mia madre ne aveva ormai abbastanza di «Greta» (Garbo), mentre l'altra sentiva la necessità di parlargliene. E scrive in una lettera:

 

04 nickolas muray marlene dietrich...actress 1935 ca

‘’Mia Aurea, cercare di spiegare i miei veri sentimenti per Greta sarebbe impossibile, dato che neppure io capisco me stessa. So di avere creato una persona che non esiste. La mia mente vede la persona vera... una serva svedese con una faccia toccata da Dio... interessata soltanto al denaro, alla sua salute, al sesso, al cibo e al sonno. Eppure il suo viso inganna la mia mente e il mio spirito la trasforma in qualcosa che lotta con il mio cervello. L'amo, ma amo soltanto la persona che ho creato, non la persona vera... 

 

Fino a diciassette anni ero una fanatica religiosa. Poi ho conosciuto la Duse e fino a quando non ho incontrato Greta le ho dedicato lo stesso fanatismo, per poi trasferirlo su Greta. Ma ciò non mi ha impedito di innamorarmi di altre persone, il che sembra rispecchiare un altro aspetto della mia natura. È stato così anche con te. Ero appassionatamente innamorata di te. Potrei esserlo ancora, se lo permettessi a me stessa”.

mercedes de acosta e greta garbo

 

 

Mia madre alzò gli occhi e disse a mio padre: «Aspetta di avere letto questo! Ha intenzione di 'permettere' a se stessa di amarmi! La de Acosta è di una vanità davvero indescrivibile». 

 

…………………………………………………….

Mia madre lasciò perdere la de Acosta. Aveva cose molto più importanti cui pensare. Lo studio aveva avanzato un'altra richiesta: le aveva annunciato che doveva posare per la statua nuda che aveva un ruolo importantissimo nel Cantico dei Cantici. Ma mia madre era ormai convinta di essersi «prostituita» abbastanza per quel film: era una delle sue espressioni preferite quando motivi finanziari la costringevano a fare qualcosa che, lo sapeva in anticipo, sarebbe risultato mediocre. 

 

 

Marlene Dietrich, mia madre - Maria Riva

Quindi rifiutò, comunicò allo studio che potevano servirsi del corpo di un'altra, metterci sopra la testa della Dietrich e diffondere la notizia che lei aveva posato nuda per la statua del film: al resto avrebbero pensato i giornali popolari e scandalistici! «I fan credono a tutto ciò che leggono, comunque», fu il suo commento finale. Ma c'era un'altra ragione, molto più importante, alla base del rifiuto di posare nuda. Il suo seno. 

 

Sebbene sostenesse di avere sacrificato le sue perfette mammelle d'alabastro alla mia ingordigia di neonata, avevo scoperto di non essere stata io la responsabile di un simile reato. Sia da giovane sia da vecchia, la Dietrich ebbe sempre seni orribili... penduli e flaccidi. I reggiseni e poi i suoi «modellatori» segreti furono sempre i capi di vestiario più importanti e pretendeva che quanti facevano parte della sua cerchia più intima soffrissero con lei per questa disgrazia.

 

mercedes de acosta

 

Comprava ogni tipo e ogni modello di reggiseno. Se riteneva di avere trovato quello perfetto, ne ordinava subito a dozzine, per poi buttarli nelle scatole quando scopriva che non andavano bene. La prima cosa che facevamo quando arrivavamo in una città nuova o in una nuova nazione era andare in cerca dei negozi di lingerie, con la speranza di trovare il modello magico in grado di trasformare i suoi seni «orribili» - come diceva lei - in quelli giovani e sodi che desiderava. 

 

Ogni prova era un tormento. Ogni camicetta, ogni abito e ogni maglioncino aveva il suo modello di reggiseno: non erano intercambiabili e li portavamo sempre con noi in buste con la dicitura: «Per le prove». Per certi abiti scollati, quando nessun modello poteva creare l'effetto voluto, larghe strisce di cerotto adesivo tiravano e modellavano i seni fino a dare loro la forma e la compattezza voluta. 

 

Marlene Dietrich Las Vegas 1953

Solo in seguito, quando vennero ideati i suoi «modellatori» - il segreto meglio custodito della Leggenda Dietrich - lei poté rilassarsi e apparire perfetta e «nuda» ogni volta che lo desiderava. Ma non poté inventare nulla per i momenti in cui gli amanti attendevano con impazienza la rivelazione di tanta perfezione.

 

Faceva collezione di splendide vestaglie di seta e aveva messo a punto un'abile mossa per liberarsi della vestaglia e infilarsi sotto le lenzuola con la rapidità di un fulmine. Ed era altrettanto esperta nel compiere la stessa manovra al contrario. 

 

Faceva sempre l'amore nel buio totale. Le relazioni più lunghe, o quelle particolarmente romantiche, le descriveva così: «Sai, quando non devi farlo subito, quando si può dormire insieme, comodi e tranquilli... senza darsi da fare!» Per questi uomini privilegiati, sceglieva camicie da notte di chiffon, con i reggiseni color carne incorporati e quasi invisibili.

 

Marlene Dietrich

Per quei tempi erano cose inaudite. «Nella vita»: queste parole hanno da sempre accompagnato la mia esistenza. Tutto ciò che è reale è «nella vita», in contrapposizione a tutto ciò che è associato al lavoro da «diva del cinema», e quindi irreale. 

 

Per coloro che vivono in un mondo di finzione, è importante mantenere questa distinzione. Perciò, «nella vita», quando era sola, la Dietrich portava semplici giacche di pigiama e lasciava i seni liberi, senza sostegni. Ogni amante aveva un ruolo nel romanticismo di mia madre, e di solito non si rendeva neppure conto di essere stato scelto per una parte. Anche se vivevano con lei, non entravano mai «nella sua vita».

 

Marlene Dietrich e la figlia Maria

Lei inventava le sceneggiature, che gli amanti interpretavano inconsapevolmente, convinti di essere gli unici a conoscerla perché l'amavano. Tuttavia nessuno di loro la conosceva davvero. Nella vita della Dietrich la realtà e il romanticismo non potevano sovrapporsi. Era anche convinta di avere piedi e mani poco attraenti e perciò non amava mostrarli.

 

 

Un'altra frase che le sentii ripetere spesso fu: «Dopo la Rivoluzione russa». Negli anni Trenta una teoria molto comune e accettata sosteneva che le orde dei bolscevichi - quando fossero arrivate - avrebbero identificato e ucciso tutti gli aristocratici e li avrebbero riconosciuti dalle mani bianche e delicate.

 

Perciò mia madre mi ripeteva di continuo che non dovevo avere paura dei cosacchi. Nel vedere le sue mani, ogni buon russo avrebbe creduto subito che fosse una contadina: era una delle poche volte in cui si associava a quello che considerava «un ceppo inferiore». 

 

Marlene Dietrich

Nelle fotografie, le mani erano sempre la prima cosa che ritoccava. Le dita venivano allungate, assottigliate e rese più levigate. «Nella vita» le muoveva in modo espressivo, atteggiate per fumare, oppure infilate nelle tasche dei pantaloni o fasciate da guanti molto sottili. Non era un caso se le scarpe della Dietrich erano superbe, sempre confezionate a mano; le prove richiedevano molto tempo ma i risultati finali erano degni della perfezione delle gambe. 

 

Nelle occasioni odiate in cui doveva mostrare i piedi, li nascondeva con scarpe trasparenti, gioielli, terriccio o trucco, come in Scandalo internazionale, Passione di zingara, oppure con vernice d'oro e monili come in Kismet. Per la verità, non pensava semplicemente che i suoi piedi fossero sgraziati: era convinta che il piede umano fosse brutto. 

Marlene Dietrich Greta Garbo

 

E non le piacevano neppure i nasi! Per la precisione la Dietrich riteneva che gli esseri umani, nel complesso, fossero tutt'altro che attraenti. Restava sempre sbalordita quando osservava la gente normale in posti affollati come gli aeroporti o le hall degli alberghi. «Guarda quante persone orribili ci sono al mondo! Non mi meraviglia che ci paghino tanto!»

marlene dietrich

mercedes de acosta

Marlene Dietrich Jean GabinMarlene Dietrich e la figlia Maria

marlene dietrichmarlene dietrichMarlene con lo scrittore Erich Maria Remarque marlene dietrichjohn wayne e marlene dietrichMarlene Dietrich era bisessuale marlene dietrichmarlene dietrich Marlene Dietrich Edith PiafMarlene Dietrich Greta GarboMarlene Dietrich Anna Way Wong (Shangai Express)Marlene Dietrich Marlene Dietrichmarlene dietrich 8Marlene Dietrich Anna Way Wong Leni Riefenstahl

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO, POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…