massimo ghini

“LA FAMA DA SEDUTTORE? MI HA CREATO PROBLEMI ALLA CARRIERA” – MASSIMO GHINI: “DA RAGAZZO AVEVO UN FISICO ALLA MAURIZIO ARENA, SEMBRAVO UN BAGNINO. VENIVO INSERITO TRA I BELLI, PER QUESTO EMARGINATO DA UNA SORTA DI FASCISMO CULTURALE - L’IPOCRISIA CULTURALE DELLA SINISTRA E LO SCONTRO CON NANNI MORETTI: “GLI CHIESI DI ENTRARE NEL CAST DI PALOMBELLA ROSSA, “SÌ, POI VEDIAMO”, LA SUA RISPOSTA. MAI PIÙ SENTITO”ZEFFIRELLI OGNI TANTO MI DEFINIVA “LA ROSA CHE NON COLSI” - IL DAVID CHE NON HA MAI VINTO E LE ACCUSE DI AVER DETTO TROPPI SI’ AI REGISTI: “HO QUATTRO FIGLI E DUE DIVORZI…”

Alessandro Ferrucci per “il Fatto quotidiano” - Estratti

 

È un giocatore di poker?

Poco e non sono un granché; le poche volte che ho vinto è solo contro Alessandro Haber.

MASSIMO GHINI

 

Invece ha la fama del seduttore.

(ride) E un po’ mi dispiace, perché mi ha creato qualche problema alla carriera.

 

Come?

Si vive di stereotipi e il ruolo da seduttore era incongruente rispetto a quello che appariva; da ragazzo, per la pallanuoto avevo un fisico alla Maurizio Arena (e apre le braccia come a dettare i confini della sue spalle): sembravo un bagnino con un’espressione del viso non sofferta; poi grazie a Giorgio Capitani e alla fiction della Rai dedicata a papa Giovanni è cambiata la percezione di me, più profonda, nonostante la sinistra non mi volesse in quel ruolo.

massimo ghini ennio doris c'e anche domani

 

Come mai?

La domanda va posta ai dirigenti di quella televisione di sinistra; (pausa) comunque insieme ad Andrea Occhipinti e Fabrizio Bentivoglio venivo inserito tra i belli, per questo emarginato da una sorta di fascismo culturale.

 

Va bene, comunque lei ha regalato emozioni...

Non lo sto rinnegando, anzi si sa solo un terzo di quello che ho combinato, pure con personaggi internazionali, ma già così mi sono danneggiato; (pausa) la sinistra non aveva un’egemonia culturale, ma un’ipocrisia culturale, senza nulla togliere al valore culturale della sinistra rispetto al nulla della destra.

john turturro massimo ghini la tregua

 

Sembra un discorso morettiano.

Ci conosciamo da una vita, lo stimo tanto, anche se anni fa abbiamo pubblicamente discusso; ho saputo quello che gli è successo (un infarto, ndr) e gli sono vicino, poi suo figlio e il mio sono amici per la pelle.

 

E...

Mi inquadro come morettiano della prima ora, ma essere morettiano è diverso dal morettismo. E inoltre non sopporto i seguaci o gli epigoni che lo sono solo per ottenere qualcosa.

 

massimo ghini con nancy brilli sul set di due fratelli di lattuada

Entrambi giocatori di pallanuoto. Vi siete mai scontrati in vasca?

Gli chiesi di entrare nel cast di Palombella rossa, “sì, sì, poi vediamo”, la sua risposta. Mai più sentito e ci sono rimasto male; (ci cacciano dal ristorante, è tardissimo. Ghini preoccupato). Non ho mica finito di raccontare; (in cassa vede sulla parete una foto con Tarantino e lo indica) lui è molto simpatico, con una voce nasale assurda (lo imita, benissimo).

 

Secondo Alessandro D’Alatri il palco è una droga potentissima.

Per me il teatro è come una spa: lo spettacolo è un esercizio psicofisico incredibile, per tensione, memoria, movimento, il set non è così; il palco è come una partita di calcio, il set è guardare la partita.

 

(...9

 

E non scherzava.

massmo ghini e cesare bocci a teatro con il vizietto

Sono nato e cresciuto a Trastevere, quella vera, non Trastevere di oggi, e tante ne ho date, altrettante ne ho ricevute; (serio) ad Alessandro alla fine ho detto: “Secondo me sei un talento, anche se mi hai offeso. Accetto”.

“Te devo chiede’ scusa?”. “No, basta che me fai dei primi piani belli”. E ci siamo ritrovati come amici e un paio di anni dopo sono pure tornato sul set per lui in Senza pelle, uno dei più bei film della mia carriera.

 

Film premiato.

(il suo sguardo verso chi scrive recita un lieve “stronzo”) Candidato a qualunque statuetta, solo io sono passato liscio.

 

La cerimonia dei David un anno l’ha presentata.

(ora lo sguardo è oltre lo “stronzo” di prima) E lì ho pronunciato una battuta che quasi nessuno ha capito, perché chi sta lì o è nervoso per la candidatura o è nervoso perché non è candidato.

 

Che battuta?

La scenografia prevedeva una serie di David appesi, quindi ho cominciato la serata con la frase: “Buonasera a tutti, e scusate se ogni tanto alzerò la testa: sapete, non ho mai ricevuto una statuetta, non vorrei che questa sera mi finisse in testa”.

 

Ci è proprio rimasto male.

ed asner e massimo ghini papa giovanni

Una volta sì, oggi no.

 

Più volte lo avrebbe meritato, magari con Virzì.

E perché, in Compagni di scuola? A me bastava la nomination.

 

Quel ruolo in Compagni di scuola l’ha segnata per anni.

Carlo Verdone lo ringrazio ancora oggi, mi ha dato la prima grossa notorietà, ma quella parte mi è costata: andavo in giro, entravo nei bar, e c’era sempre qualcuno che mi manifestava il suo fastidio, “lo sa che mi stava veramente sul cazzo?”.

E ogni volta ripetevo: “Non sono io! È il personaggio!”.

 

Nei panni dell’onorevole-violentatore era perfetto.

Mi riconosco il coraggio; per compensarlo poi ho interpretato papa Giovanni; (ci pensa) l’attore deve rischiare, i cinque colonnelli del cinema italiano ce l’hanno insegnato.

 

Dei cinque fenomeni, a chi si sente più vicino?

massimo ghini franco schipani sabrina ferilli a new york

Sulla scrivania della vecchia casa avevo la foto di tutti loro (Tognazzi, Manfredi, Mastroianni, Gassman e Sordi), ai quali ho aggiunto Volonté: a ognuno di loro ho cercato di rubare qualcosa.

 

Manfredi viene descritto come difficile.

Era tostissimo, con lui ti dovevi presentare sul set sempre perfettamente preparato altrimenti erano guai.

 

Lei secchione.

A volte mi sono trovato in situazioni complicate, magari giravo contemporaneamente su due set.

 

Cioè?

Ero impegnato in Un tè con Mussolini (di Zeffirelli) e in Una notte per decidere con Sean Penn: un giorno dopo il ciak ho mischiato le battute, avevo completamente perso la cognizione del contesto.

 

Secondo Verdone la carriera si costruisce sui “no”. Lei è stato accusato di aver detto troppo “sì”.

In effetti è vero. Ma accetto sempre la sfida, non calcolo e alcune volte avrei dovuto rifiutare.

massimo ghini christian de sica vacanze ai caraibi

 

I soldi quanto hanno inciso sulle scelte?

Piuttosto, quanto hanno inciso i figli; (cambia tono) sono contornato da persone ricche di famiglia, alle quali ogni tanto arriva qualche soldo da un’eredità. Io ho quattro figli e due divorzi, e sono felice di quei quattro meravigliosi delinquenti che mi sono costati molto.

 

Per Amici miei – Come tutto ebbe inizio è stato lapidato.

Da subito, anzi da prima che uscisse. (sorride) Anche da Marco Travaglio, però lui indirettamente mi ha rivolto un grande complimento: mi ha detto che sono stato doppiato in fiorentino, invece ero realmente io, perché per metà sono proprio fiorentino.

 

nancy brilli massimo ghini

Bene, ma il film?

Il cast non doveva essere quello e con altri finanziamenti sarebbe andata in maniera differente.

Torniamo ai colonnelli: ha recitato con Gassman.

Con lui mi sono divertito tanto, e in privato usciva dal solito personaggio austero; magari al ristorante chiedeva sei crème caramel, li piazzava davanti a sé, si alzava, mani dietro i fianchi e con un bel risucchio li mangiava al volo. Finito lo show riprendeva a parlare di teatro.

 

Il suo primo set.

La neve nel bicchiere. Il regista Florestano Vancini mi aveva visto a teatro impegnato nella Maria Stuarda di Zeffirelli; (sorride) a Roma, per la prima, c’erano tutte le autorità, da Sandro Pertini a Giovanni Spadolini, ma alla fine del secondo atto Valentina Cortese sviene, noi la tiriamo su, così guarda la platea e con tono sofferente biascica poche parole: “Ragazzi, questa sera forse il fisico non mi sostiene. Devo ritirarmi”. E viene portata via nel delirio dei presenti, mentre in coro urlano “guarisci Valentina, guarisci”.

massimo ghini fausto brizzi foto di bacco

 

Vi siete fermati?

(stupito) No, siamo andati avanti con un certo ritardo, e il certo ritardo mi ha causato qualche problema con il primo film.

 

Spieghi.

Le due produzioni, quella cinematografica e quella teatrale, avevano trovato un accordo: finivo lo spettacolo a mezzanotte, correvo alla stazione, prendevo il treno, dormivo qualche ora, arrivavo a Bologna; lì trovavo un autista che mi portava fuori dalla città. Doccia in albergo e subito in provincia di Ferrara. Mi truccavano, andavo in scena, recitavo fino alle quattro del pomeriggio, poi di nuovo a Bologna, aereo, atterravo a Roma e tornavo a teatro con la costumista che mi aspettava fuori dal teatro.

 

Per quanto tempo?

Quasi tre settimane.

 

ricky tognazzi massimo ghini gianmarco tognazzi foto di bacco

Si è mai arreso?

In una replica teatrale con Gassman i tecnici spostarono una scala: presi una batosta terribile sulla fronte, ma riuscii lo stesso a entrare in scena. Al momento delle mie battute riuscii solo a farfugliare, come fossi un ubriaco. Sono finito in ospedale vestito da Cassio.

 

Quasi cinquant’anni di carriera: cosa dicono di lei i colleghi?

Non mi posso lamentare, ho solo qualche problema con l’ultima generazione.

 

I 30-40enni?

Non ho mai avvertito una forma di rispetto.

 

MASSIMO GHINI 1

Tre istantanee della sua carriera.

Tre sono poche.

 

Proviamo.

Quando ho debuttato all’Odeon di Parigi; quando mio figlio Leonardo è entrato all’Accademia...

 

Una rivincita.

Sono andato sotto la sede, l’ho guardato e poi non mi sono trattenuto: “Scusa, ma papà deve fare una cosa”. Ho regalato il mio miglior gesto dell’ombrello: “Un Ghini qua ce sta”.

 

Terza.

Quando sono andato a casa di Zeffirelli per il provino di Maria Stuarda. Suono. Aspetto qualche minuto. Poi vedo salire un uomo con zoccoli e bermuda: era Gregory Peck. Dentro ho trovato altri personaggi particolari come Nureev o le Kessler e tutti hanno pensato “questo è il nuovo fidanzato di Franco”.

 

massimo ghini

Si è mai trovato in situazioni dubbie?

Vale per le donne come per gli uomini; (sorride) ero fidanzato con la nipote di Zeffirelli e lui ogni tanto mi definiva “la rosa che non colsi”.

 

Zeffirelli non era molto amato dai suoi colleghi.

(serio, duro) Ai David di Donatello nessuno di questi geni intendeva consegnargli il premio alla carriera, perché di destra. A quel punto ho rotto l’imbarazzo con “ci penso io”.

 

Follia.

GIORGIO NAPOLITANO E MASSIMO GHINI

Quando vado in giro per il mondo, Zeffirelli è uno dei pochi conosciuti e amati, l’unico ad aver messo in scena Shakespeare davanti al pubblico inglese, ad aver esportato Eduardo De Filippo. Eppure non ce ne rendiamo conto.

 

Un grazie, a chi?

A Sabrina Ferilli e Christian De Sica, per me fondamentali; poi a Gabriele Muccino, grazie a lui ho ottenuto l’unica nomination ai David. Infine a Paolo Sorrentino per avermi coinvolto in The New Pope.

 

Chi è lei?

christian de sica massimo ghini vacanze ai caraibi

Uno che ha un difetto: voglio fare tante cose e nella vita non si può.

massimo d alema pirpaolo mariani volfango de biase massimo ghini foto di baccomax giusti volfango de biase massimo ghini foto di baccomassimo ghini figliodoacre chierico premia massimo ghini foto di baccoluca barbareschi massimo ghini foto di baccoeleonora giorgi massimo ghini foto di baccoguido d ubaldo massimo ghini simona rolandi foto di baccomassimo ghini foto di baccola volta buona massimo ghinimassimo ghini foto di baccoMANUELA ARCURI MASSIMO GHINI

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?