salvini meloni zacharova

MELONI NON SA DOVE NASCONDERSI: QUEI CRIMINALI DI GUERRA AL CREMLINO, TRAMITE QUELLA ZOCCOLOVA DELLA ZACHAROVA, ELOGIANO IL SUO VICEPREMIER SALVINI – SORGI: “LA PREMIER, CHE IERI ERA A COLAZIONE CON MATTARELLA CON 7 MINISTRI (MA SENZA SALVINI), HA DIFFICOLTÀ A MANTENERE L'AMBIGUITÀ, MOSTRATA FINORA, TRA L'ATTEGGIAMENTO FILO TRUMP E LA SOLIDARIETÀ EUROPEA" - MASSIMO FRANCO: “LA DISTANZA DI SALVINI DALLA STRATEGIA DEL GOVERNO È VISTOSA. MA COLPISCE ANCORA DI PIÙ LA DISSOCIAZIONE NETTA DALL’ANALISI DEL VICEPREMIER LEGHISTA DA PARTE DELLA TERZA CARICA DELLO STATO: LORENZO FONTANA…”

 

Marcello Sorgi per “La Stampa” - Estratti

 

 Diciamo la verità: solo Salvini poteva arrivare al dibattito parlamentare di oggi sul vertice europeo con un pieno endorsement di Marija Zacharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo che in passato si era distinta per un attacco frontale al Presidente Mattarella, descritto come un nemico del suo Paese.

SALVINI MELONI ZACHAROVA

 

(...)

 Invece la stretta collaboratrice del ministro Lavrov, duro ventriloquo di Putin, s'è distinta per un messaggio di amicizia e di riconoscenza verso il leader della Lega. Aveva detto il Capitano che i leader europei riuniti a Berlino per cercare, con l'appoggio americano, di stringere Mosca verso un cessate il fuoco in Ucraina, avrebbero dovuto ricordarsi che a sconfiggere la Russia non riuscirono Hitler o Napoleone? E la Zacharova ha ripetuto le stesse parole, lodando Salvini per la sua amicizia e sottolineando il suo ruolo nel governo italiano.

 

maria zakharova

 Quanto abbia fatto piacere a Meloni, nelle stesse ore intenta con sette ministri in una colazione al Quirinale con Mattarella, una dichiarazione del genere, non è dato sapere. La premier interverrà oggi, prima alla Camera e poi in Senato, ma il dibattito si annuncia più complicato del previsto. 

 

Non solo per il precedente Salvini-Zacharova, ma anche per la difficoltà, per la premier, di mantenere l'ambiguità mostrata finora tra l'atteggiamento filo Trump (in un momento in cui le posizioni del presidente Usa verso Putin sono a dir poco oscillanti) e la solidarietà europea, segnata anche dalla sua partecipazione all'incontro di Berlino voluto da Merz. 

 

Il cauto ottimismo che s'era diffuso lunedì sera, grazie anche all'impegno assunto dagli americani di partecipare all'eventuale forza multinazionale di pace che dovrebbe garantire i confini tra Russia e Ucraina, dopo una per ora ancora ipotetica tregua, s'è via via dissipato quando Mosca ha smentito la voce di un nuovo colloquio Trump-Putin.

 

A questo punto tutti aspettano di capire quanto reggerà la solidarietà Usa verso gli europei, e se non ci sarà di nuovo un brusco cambio di fronte filo-russo.

 

 

matteo salvini giorgia meloni foto lapresse

 

UN GOVERNO IN IMBARAZZO SUI COMPLIMENTI RUSSI ALLA LEGA

Massimo Franco per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Prima o poi doveva succedere: Matteo Salvini, vicepremier di Giorgia Meloni, «benedetto» dalla portavoce del ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova.

 

Proprio pochi giorni dopo che il leader della Lega aveva negato di essere filorusso, da Mosca è arrivata un’approvazione imbarazzante. 

 

 

 

Maria Zakharova

Le parole di Salvini su una possibile guerra con la Russia che l’Europa non potrebbe vincere come non la vinsero Hitler e Napoleone «sono indiscutibili. Il paragone è esatto», ha detto Zakharova. E adesso quel giudizio pesa come un macigno sul governo di Giorgia Meloni. 

 

Non è un caso che ieri la premier e sette ministri siano andati al Quirinale da Sergio Mattarella in vista del vertice europeo di domani e dopodomani sull’Ucraina. Ma Salvini era assente. E c’è da scommettere che l’eco delle dichiarazioni della portavoce russa, autrice di ripetuti attacchi e insulti alle istituzioni italiane e europee, sarà rumorosa. Fino a ieri sera non si sono registrate reazioni ufficiali di Palazzo Chigi. 

 

 La distanza dalla strategia del governo, tuttavia, è vistosa. Ma colpisce ancora di più la dissociazione netta dall’analisi del vicepremier leghista da parte della terza carica dello Stato: Lorenzo Fontana, presidente della Camera e esponente lui stesso del Carroccio.

matteo salvini giorgia meloni foto lapresse

 

Non è chiaro se Fontana sia la punta emergente di un malessere diffuso nel partito per le posizioni anti Ucraina e filorusse. Si tratta però di una persona solitamente prudente e moderata, che sembra dare voce a chi ritiene insostenibili le posizioni salviniane. Senza citarlo, il presidente della Camera dà una lettura opposta a quella del suo leader.

 

Fontana vede la Russia «come un Paese che ha fallito completamente questa guerra». E aggiunge, impietoso: «Pensavamo ci fosse una grande potenza che in realtà non c’è.

 

Maria Zakharova

Loro dicono che Hitler e Napoleone non riuscirono ad invadere la Russia ed è vero...

 

Altrettanto vero è che neanche la Russia ha dimostrato grandissime capacità, anzi».

 

Prima del 2022, osserva Fontana, «tutti pensavano che si sarebbe fatta un sol boccone dell’Ucraina», invece «l’avanzata è limitata». Ma a celebrare questa Russia virtuale è stato per primo Salvini. L’Italia già rischia di essere accolta con diffidenza da alcuni alleati, soprattutto del Nord Europa, per la cautela sull’utilizzo dei beni russi confiscati, benché non sia la sola. In una fase nella quale si cerca di costringere il Cremlino alla trattativa, sperando di convincere anche gli Usa, il ruolo di Salvini può rivelarsi una zavorra.

LORENZO FONTANA - FOTO LAPRESSE

 

matteo salvini giorgia meloni foto lapresseMaria Zakharovatrump putin

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