fazio lottomatica

LA MEMORIA CORTA DI FABIO FAZIO – ADESSO ATTACCA IL GIOCO D’AZZARDO, MA PER CINQUE ANNI E’ STATO IL TESTIMONIAL DI LOTTOMATICA, LA STESSA SOCIETÀ CHE NEGLI ULTIMI ANNI HA INSTALLATO 80.000 SLOT MACHINE – LUCIANA LITTIZZETTO CONTRO IL BUSINESS DEI CALCIATORI CHE PUBBLICIZZANO LE SCOMMESSE ON LINE

 

Giorgio Arnaboldi per la Verità

 

fabio fazio lottofabio fazio lotto

Da Gullit non ha imparato niente. L’ha avuto in studio per 40 minuti, ma Fabio Fazio non è riuscito a chiedergli neppure come si fa a dribblare il proprio passato. Così, dell’ultima puntata di Che tempo che fa andata in onda domenica sera, non è rimasto il sorriso dell’ex calciatore felice di avere scritto un libro e neppure la scultura laccata dei capelli del premier Paolo Gentiloni. No, è rimasto il rossore da semaforo sul viso del conduttore mentre Luciana Littizzetto si scagliava contro il gioco d’azzardo.

 

fabio fazio littizzettofabio fazio littizzetto

Imbarazzato, lievemente paonazzo, con lo sguardo che cercava un appiglio, Fazio ascolta la zia della comicità italiana (invecchiata stando appollaiata sulla scrivania) mentre si lancia in un’invettiva contro le rockstar che cantano ai matrimoni (come Mariah Carey ed Elton John) e i centravanti testimonial dei videopoker. «Non capisco questa moda dei calciatori che fanno pubblicità al gioco d’azzardo, al poker online », si indigna la Littizzetto. «Se c’è una categoria che arriva alla fine del mese con tranquillità è proprio quella dei calciatori. E allora perché sponsorizzare una malattia? Si stima che in Italia almeno un milione di persone soffra di ludopatia, questa è una vergogna».

 

fabio fazio lottofabio fazio lotto

Fazio prova a riemergere dalla scrivania e aggiunge timido: «Ormai si chiama azzardopatia». Lui concorda, sottolinea. Si vede che vorrebbe essere all’altezza della showgirl, ma c’è un problema: dal 1998 al 2003 era proprio lui a ripetere lo slogan «Vincere è un gioco ». Testimonial del gioco del Lotto, il conduttore ligure non aveva alcun pudore a incassare il ricco compenso da Lottomatica, la stessa società che negli ultimi anni ha installato quelle 80.000 slot che fanno indispettire Fazio.

fabio fazio luciana littizzettofabio fazio luciana littizzetto

 

La Littizzetto ormai è partita, sembra Catone il Censore e aggiunge: «Se sei un giocatore di calcio fai pure pubblicità allo yogurt, a un dentifricio, alle solette per togliere la puzza dai piedi, che fanno pure parte dello specifico professionale, ma non ai videopoker. Ma lo sapete che il gioco d’azzardo in Italia ha un giro d’affari di 88 miliardi?». Pensando ai volti da spot, lei ha in testa certamente Cristiano Ronaldo, Francesco Totti, i grandi del pallone che di fatto partecipano all’enorme business del gioco d’azzardo e delle scommesse. Il problema esiste, ma è molto difficile per i network televisivi porre argini al dilagare del fenomeno.

 

«Dobbiamo tenerli da conto perché dall’arrivo della grande crisi sono fra i pochi sponsor che mantengono in vita i programmi sportivi», spiega il manager di un gruppo televisivo. «Basta guardare i budget, quello del gioco e delle scommesse è fra i più ricchi ». Gli spazi per scommettitori dentro i talk show televisivi sono sempre più consistenti e il grande business dello sport non può più fare a meno del supporto del gioco. La conferma è l’ingresso di «Intralot», colosso mondiale, addirittura nel santuario della Nazionale di calcio. C’era una volta la schedina con la fila del sabato pomeriggio in tabaccheria in attesa della domenica sportiva e del «tredici» che ti poteva cambiare la vita, adesso basta uno smartphone per collegarsi con le multinazionali dell’azzardo.

fabio fazio lottofabio fazio lotto

 

Il problema esiste, lo Stato biscazziere incassa la sua parte di proventi e ne reinveste con sorprendente ipocrisia una parte in programmi sanitari contro la ludopatia (da una parte ammala, dall’altra parte cura). Tutto vero. Ma non è proprio quello di Fazio il salotto ideale per lanciare crociate. Di solito i peccati originali si emendano con un’ammissione di colpa; il silenzio non è mai un buon compagno di strada. Fazio vorrebbe adottarlo, ma la sua partner artistica glielo impedisce, lo incalza, sottolinea il paradosso di quel «gioca responsabilmente» sussurrato alla fine degli spot come se fosse uno «scoppia ma in fretta e senza fare troppo rumore».

lotto tottilotto totti

 

«È una cosa inaudita che ci siano macchinette nei bar dove vanno i ragazzi», sottolinea il conduttore di Che tempo che fa «e non bastano i 300 metri di distanza dalle scuole». Fazio dimostra di conoscere il problema, di cogliere l’importanza del «distanziometro», argomento sul quale molti enti locali stanno giocano la loro battaglia contro il gioco d’azzardo. Ma quel passato che non passa, quella mancanza di coerenza, indeboliscono il suo impegno, lo rendono pasticciato e speculativo. Non è l’unica stella televisiva ad essere caduta nell’equivoco.

Cristiano Ronaldo PokerStarsCristiano Ronaldo PokerStars

 

Enrico Brignano, altro baluardo antislot, fu ospite pagato in uno spettacolo allestito da un’a s s o c i azione di gestori (anche di slot). E le Iene del programma omonimo, dopo aver bandito dai loro testi la parola «Lottomatica», non si sono mai accorte (forse) che lo show era tenuto in piedi da una pubblicità al poker online di quella società.

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…