SABINA METTE IL BOTOX AVANTI - “L’AUDITEL È SIMBOLO DEL DEGRADO DEL PAESE. IN DEMOCRAZIA VINCE LA TUTELA DELLA MINORANZA” (DA QUANDO? ANCHE CERTI COMPENSI, POI “DEVOLUTI” A LANDE, NON SONO UN SIMBOLO DI DEGRADO?) - POVERINA: IL SUO DEBUTTO VA CONTRO IL MOSTRO (DEGLI ASCOLTI) CHELSEA-NAPOLI SU RAIUNO - NON DITE A SABINA CHE L’IDEA DELLA “BANCA DELLA MAGLIANA”, UNA DELLE POCHE NOVITÀ IN MEZZO ALLE GIÀ STRAVISTE MOANA-ANNUNZIATA-PALOMBELLI, È UN CAVALLO DI BATTAGLIA DI MAX GIUSTI ALLA RADIO VECCHIO DI UN ANNO (VIDEO)…

1- "UN DUE TRE STELLA", SATIRA IN ATTESA DI GIUDIZIO
Malcom Pagani per "il Fatto Quotidiano"

Nove anni fa. A novembre. L'ultima volta. Prima dei 20 milioni di danni chiesti da Mediaset, della chiusura di Raiot e della consapevolezza che non c'è anagramma o cavallo di troia capace di sorprendere la militare sonnolenza di un Cda Rai. Sabina Guzzanti ritorna. Otto puntate, si comincia mercoledì, in prima serata. Un titolo: Un, due, tre stella che rimanda all'infanzia e al governatore della rete, sempre a Ovest di La7 perché l'esilio è stato troppo lungo per rilassarsi e la satira non la domini: "Fa un po' quel cazzo che gli pare".

È atterrata a Telecom dopo sei mesi di trattative. Senza compromessi e quindi libera. Non detenuta, ma in attesa di giudizio. Al di là delle felicitazioni di prammatica (Ruffini, corsi e ricorsi), Sabina Guzzanti è Sabina Guzzanti. Ha un visto da turista che la colloca, naturalmente, alla frontiera. Il gruppo è vasto. La trasmissione lunga e (sembra dagli spezzoni proiettati alla Casa del Cinema) divertente.

Due ore in cui considerare la convergenza tra ieri e l'oggi (D'Alema, Berlusconi e Annunziata c'erano già ai tempi di Raiot) e rilanciare la coralità. Nino Frassica, in sintonia: "Oggi dico grazie a La7, se domani mi chiama la Rai ne parlo male, non c'è problema". Il cast di Romanzo Criminale, da Sartoretti a Roja, impegnato nella parodia della "Banca della Magliana". E Caterina Guzzanti che prepara "adepte" di CasaPound e si appella all'ironia. "So-mazzi, l'autore, sostiene che reagiranno bene. In caso contrario fornisco il suo indirizzo". Fuori, in faccia a una pallida primavera romana, la sorella maggiore fuma.

Guzzanti, è stata dura.
Essere in tv dopo quasi un decennio è strano. Quando abbiamo firmato il contratto ho provato emozione e commozione. Adesso? Soprattutto fifa.

La trattativa è durata sei mesi.
Non è stato semplice ottenere un'ipotesi che garantisse alla satira i diritti umani. (ride)

La7 chiuse il Decameron di Luttazzi. Dovrà riconoscergli oltre un milione di euro.
Sono contenta per Daniele. Un, due, tre stella sarà anche un apologo sulla libertà d'espressione.

Satira tecnica?
Ci sarà Monti ("Montinator", sterminatore di evasori fiscali, ndr). Abbiamo scovato vecchi repertori.

Berlusconi è tramontato.
Ma lo scenario per la democrazia rimane preoccupante. Abbiamo un governo non eletto e un Parlamento che non ha il potere di legiferare, ma conserva quello di ricattare. Una situazione grave.

Da cosa dipende?
Nell'ultima fase del governo Berlusconi l'opinione pubblica esprimeva una sana crisi di rigetto. Poi il processo è stato bloccato e siamo stati costretti a sorridere senza poter rielaborare il passato. "Non se ne può più parlare" dicono. Ma come? Come fai a voltare pagina senza capire cosa è successo?

In conferenza stampa hanno detto che lei è "ossessionata" da Berlusconi.
Sono stata e continuo a essere insultata in un modo violento, sleale e ingiustificato senza che dalla stampa o da nessun altro, arrivi una difesa.

È stata attaccata per il caso Lande-Torregiani.
I giornali insinuano che abbia compiuto scorrettezze. È falso. Sono parte civile nel processo e testimone dell'accusa, anche importante. Avendo pagato le tasse posso portare prove che ad altri testimoni sono interdette.

Sabina l'antipatica?
Chi si schiera, viene attaccato e ammettere che avevo ragione risulta scomodo. Ho sempre attaccato il giornalismo italiano e ricordato le sue responsabilità ai tempi in cui la censura dei pareri dissonanti era l'unica religione.

Quali responsabilità?
La mancanza di una reazione dignitosa agli editti. Sono state cacciate persone senza che dai colleghi sibilasse alcuna solidarietà. Chi ha alzato le spalle è stato emarginato e sostituito. Ma se cacci il singolo, stai limitando i diritti di tutti.

Cosa è stata la tv di questi anni?
Un terreno selvaggio in cui ognuno ha pensato agli affari suoi.

Dopo gli esordi trionfali e il cospicuo esodo dalla Rai, gli investimenti di La7 si trovano di fronte ad ascolti in netta diminuzione.
Aver messo in cima alla lista la poetica degli ascolti è una delle cause del degrado culturale del Paese. Il sistema dell'Auditel è molto discutibile, rivela una magagna al giorno, viene spacciato come oro colato e in ogni caso, corrisponde al populismo in politica. Siccome ho la maggioranza, posso fare quello che mi pare. In democrazia è il contrario. Vince la tutela della minoranza. Non il diritto assoluto della maggioranza.


2- E LA GUZZANTI "LO AVVERTE": PRONTO UN DOSSIER INEDITO
Jacopo Granzotto per "il Giornale"

Solita sfida al prime time, solito programma dal titolo cinematografico (coppa Volpi a Mastroianni nel 1993), solito prestito radiofonico (Frassica), solita aria sinistra. E solita sfiga nel doversi misurare, all'esordio, con qualcosa di invincibile: Chelsea-Napoli, la Champions all'ultimo sangue. Quasi una predisposizione al flop. A La7 non si cambia, neanche per Un due tre stella, il ritorno in tv (il mercoledì alle 21,15) di Sabina Guzzanti dopo otto anni di surgelatore.

Tutto in diretta per otto (ipotetiche) puntate di «vera» satira con Michelone Santoro che ancora schiuma di rabbia. Anche lei però sembra la solita Guzzanti. Abilmente stuzzicata sul Cavaliere, reagisce con veemenza come ai bei tempi. «Che volete che vi dica? Tornare in tv per me è una bella vittoria, soprattutto in un Paese in cui spesso si viene messi da parte. Ci siamo liberati di Silvio, ma mi devo ancora riprendere da un ventennio terribile, solo il fatto di pronunciare il suo nome mi mette a disagio». Tiene a chiarire che non è più un'ossessione.

«Ma Berlusconi è oggettivo, è esistito e continua ad esistere...». Abbiamo capito. Così, per esorcizzare il fantasma d'Arcore - tra una Moana e una Palombelli - pensa di tirar fuori dalla soffitta l'antica maschera di Silvio. «Ma più in là, solo se riesco a non farmi cacciare». In realtà almeno due puntate se l'è assicurate, poi possono chiudere baracca pagando una grossa penale. Difficile. Intanto annuncia un Supermario d'antan, con siparietti prima che diventasse premier. Il Monti top secret verrà svelato attraverso qualche divertente filmato inedito, perche´ assicura: «C'è sempre un premier nel mirino, sennò che satira è». Ma siccome da Rai3 a La7 il passo è corto, in studio si finirà inevitabilmente per remare a sinistra. Indizi, per ora, lo striscione No Tav in studio e l'incursione del catastrofico Michael Moore.

Si comincia con il tema dell'evasione fiscale; il filmato che accompagna la puntata avrà un titolo quanto mai eloquente: «Montinetor». «Il nostro interesse - spiega la Guzzanti - è quello di far capire alla gente cosa sta succedendo anche perche´ non possiamo andare a votare e non lo vogliamo anche perche´ non sapremmo a chi dare il voto. Ma il pubblico ha bisogno di essere informato e di discutere sui problemi veri».

Programma di satira, Un due tre stella non avrà ospiti politici. «Li abbiamo invitati e volevamo fare loro domande vere - racconta la Guzzanti - ma non ci hanno risposto, forse per paura. Abbiamo chiamato D'Alema, ma anche lui non ha accettato di venire».

«Una satira che fa un po' quello che cavolo gli pare» aggiunge, citando Daniele Luttazzi, nei confronti del quale proprio La7 ha appena perso una causa laddove il programma «Decameron» sarebbe stato chiuso, secondo il Tribunale di Roma, in modo arbitrario e illegittimo. «I limiti della libertà d'espressione sono quelli stabiliti dalla legge - dice Sabina - e comunque un accordo c'è: se non gli piace a un certo punto lo possono chiudere». A tornare alla ribalta molti personaggi che fanno parte del repertorio Guzzanti tra cui Barbara Palombelli («L'ho fatta una volta sola a Raiot poi m'hanno segato...»).

Uniche spettacolari parentesi il contaminatore di linguaggio Nino Frassica che porta in tv lo stralunato oroscopo di Radio2 e quel gran cast di Romanzo Criminale che passa dallo spaccio alla finanza creativa con le strisce «Banca della Magliana». «Si sono adeguati pure loro» dice Francesco Montanari, alias il «Libanese». E c'è poco da ridere.


3- LA "BANCA DELLA MAGLIANA" SE L'ERA INVENTATA MAX GIUSTI UN ANNO FA
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=izkKuK1Cg48

L'unica cosa che per ora sembrava nuova nello spettacolo di Sabina Guzzanti, cioè la gag della "Banca della Magliana", è in realtà un'idea di Max Giusti, che nel suo programma su Radio2 aveva creato il siparietto di un paese in mano a una finanza che è più jena della malavita romana. Quindi dopo Moana Pozzi, la Palombelli, l'Annunziata, personaggi visti decine di volte in tv, a teatro e nei film della Guzznati, anche uno dei pochi elementi presentato come una novità, è in realtà un'idea già sentita.

 

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