1- L’IMMARCESCIBILE CONCORSO MISS ITALIA HA UN SOLO DIFETTO: QUELLO DI ESISTERE O NO? 2- LA PALOMBA SPEZZA UNA LANCIA A FAVORE DI MISS ITALIA: “OGNI ANNO LA STESSA STORIA: LE MIGLIORI MENTI DELLA TV, LE PIÙ ACCORTE FEMMINISTE, LE LEADER OMOSESSUALI, I GIORNALISTI FIGHETTI SI LAVANO LE COSCIENZE SPARLANDO DELL’UNICO CONCORSO PULITO E LIMPIDO, UTILE PER METTERE UN PIEDE NEL MONDO DELLO SPETTACOLO” 3- MA FELTRI LO SEPPELLISCE: “COME TUTTI I MORTI, ANCHE IL CONCORSO MISS ITALIA HA IL DIRITTO AL FUNERALE. CHE SI ASPETTA A CELEBRARLO E A SOTTERRARE LA SALMA, SEMPRE PIÙ INGOMBRANTE? È UNA RASSEGNA TRISTISSIMA DI CORPI FEMMINILI ESIBITI QUALI CAPI DI BESTIAME. DIMOSTRA I 70 ANNI CHE HA, NON INTERESSA PIÙ A NESSUNO”

1 - GIÙ LE MANI DA MISS ITALIA...
Barbara Palombelli per "il Foglio"

Giù le mani da Miss Italia. Uffa. Ogni anno la stessa storia: le migliori menti della tv, le più accorte femministe, le leader omosessuali, i giornalisti fighetti si lavano le coscienze sparlando dell'unico concorso pulito e limpido, utile per mettere un piede nel mondo dello spettacolo. Che cosa dovrebbero fare, secondo loro, le giovani donne - quasi tutte nate e cresciute in piccoli centri di provincia, in famiglie così sane e affettuose da sembrare a noi cinici finte e stucchevoli - che vogliono giocare un po' e provare a contattare onestamente agenti di spettacolo e impresari?

Per anni e anni ci è stato raccontato che chi partecipava ai reality, chi partiva per le varie isole dei famosi, chi provava a cantare a X Factor, o a ballare con Maria De Filippi, non era degno di sopravvivere sul pianeta. Ma vi rendete conto che non esistono scuole di spettacolo degne di questo nome - aperte veramente a tutti e non alle piccole decine di raccomandati che raggiungono le accademie e i centri sperimentali - nel paese in cui tutti recitano davanti alla tv, compresi gli intellettuali bigotti che sparano sulle veline e sulle miss? "Veline" e "Miss Italia" sono spettacoli.

Nascono come giochi estivi per belle ragazzine che - orrore e scandalo - vogliono provare l'ebbrezza del palcoscenico (la stessa, per capirci, che ammalia anche i serissimi studiosi che fanno la fila per andare dal nostro Gad Lerner a sfoggiare l'ultimo vellutino a coste, stravaccati nello studio finto povero). Inutile ricordare ai bacchettoni e alle bacchettone che il meglio del cinema, del teatro e della tv italiana ha zampettato nei concorsi fin dagli anni Cinquanta.

Superfluo rievocare che due attrici vere come Ambra e Isabella Ferrari sono nate in casa Mediaset, in un programma ("Non è la Rai") che allora veniva lapidato. Correvo, e Ambra e sua mamma se lo ricordano ancora, a difenderla negli studi del Palatino e la elogiai sulla Repubblica di Scalfari: con le stesse motivazioni di oggi. Una ragazzina che sogna di imparare un mestiere lecito e tutto sommato molto affine al nostro carattere nazionale ha il pieno diritto di partecipare a tutto quello che le viene messo - onestamente - a disposizione.

Si potrebbe discutere a lungo, e la nuova dirigenza Rai Tarantola-Gubitosi farebbe bene a promuovere un dibattito sul tema, sul destino delle centinaia di migliaia di giovani che ogni anno cercano di varcare la soglia del palazzo dei sogni televisivo. E' ora - su questo spero in un'alleanza con Paola Concia, Lorella Zanardo, Gianluca Nicoletti che ieri a Radio24 ho sentito emettere sentenze esagerate - di spalancare queste porte in modo chiaro, corretto e pulito. Concorsi, selezioni, scuole di formazione: una nuova generazione di donne e di uomini di spettacolo va allevata. Proprio a partire dalle esperienze esistenti: Miss Italia non è il mercato delle vacche.

E' un corso accelerato di spettacolo cui si accede attraverso selezioni nazionali che non trascurano anche il più piccolo comune: un reclutamento molto democratico, gramscianamente parlando viene garantita la rappresentatività delle classi. Tutto si può integrare e migliorare. Ma sparare sulle adolescenti che si affacciano in modo semplice alla vita rimanda a un pregiudizio molto poco femminista. A meno che non si dica, sotto sotto, che per emergere è meglio passare dai letti dei soliti noti.

Lo stesso identico atteggiamento si nota nel dibattito politico: i giovani grillini non sarebbero degni di sognare il potere. E perché mai? Vale la pena ricordare che a eleggere segretari di vent'anni, sindaci in erba e ragazzotte ambiziose sono sempre stati dei pazzi. Gente come Pannella, Bossi, Berlusconi e - oggi - Grillo. Quasi mai i saggissimi snob della sinistra politicamente corretta. A loro, in fondo, i nuovi arrivati fanno quasi sempre schifo.


2 - MISS ITALIA HA 19 ANNI E NE DIMOSTRA SETTANTA...
Vittorio Feltri per "il Giornale"

Come tutti i morti, anche il concorso Miss Italia ha il diritto al funerale. Che si aspetta a celebrarlo e a sotterrare la salma, sempre più ingombrante? Questo happening annuale, che si è trascinato per 73 anni, non ha più senso, ammesso ne abbia mai avuto uno, eppure la Rai continua imperterrita a trasmetterlo, si ignora se davvero convinta di fare cosa gradita agli abbonati oppure se per pigrizia mentale. Lo stesso avviene per le partite della nazionale di calcio: dato che si disputano, conviene mandarle in onda, anche le più brutte, le meno importanti.

Pare che certi eventi, a prescindere dall'interesse che suscitano nel pubblico, debbano giungere sul teleschermo. Intendiamoci, il video propone tante stupidaggini, poco male se ci infligge anche quattro cosce di fanciulle in fiore (crisantemo) o di baldi atleti del pallone, magari impegnati contro la rappresentativa di Malta, che sta all'Italia come Davide a Golia. Il problema non sono le gambe ma ciò che esse fanno: talvolta schifo. Nel qual caso, forse, i dirigenti dell'ex monopolio potrebbero chiedersi se meriti mobilitare tecnici e macchinari per offrire agli utenti ciò che essi- audience alla mano - non gradiscono più di tanto.

Miss Italia, in particolare, è una rassegna tristissima di corpi femminili esibiti quali capi di bestiame da valutare, scartare, eventualmente premiare. Con quali criteri? Gli stessi che usavano i commercianti e i loro clienti nelle fiere paesane, per esempio quella di Rovato (Brescia) che, in campo boario, era il mercato più frequentato. Suppongo che il titolo ambìto venga assegnato alla ragazza più avvenente.

Il giudizio è affidato a una giuria di esperti (in che?) e ai telespettatori che si esprimono mediante il democraticissimo televoto. Gente che si mette lì di buzzo buono, almeno spero, per individuare quali siano i glutei più sodi, gli occhi più abbacinanti, il sorriso più accattivante. Scusate: dimenticavo il seno. La signorina che risulti dotata delle caratteristiche fisiche maggiormente apprezzate dai giudici viene incoronata quale miglior fico del bigoncio.

Già questa metodologia ha un carico cospicuo di volgarità. Non bastasse, le concorrenti sono chiamate a dimostrare di avere un discreto bagaglio culturale. Come? Rispondendo ad alcune domande mirate. Un esame penoso nel corso del quale le poveracce, probabilmente addestrate allo scopo di essere promosse, sfoggiano una serie di luoghi comuni, banalità politicamente corrette di questo tipo: mi sta molto a cuore la pace nel mondo; stimo Mario Monti per il suo lavoro che sta compiendo a vantaggio del Paese; sono umile, semplice e bella, ho le carte in regola per vincere.

In varie circostanze,l'interrogatorio va sul difficile: di che segno sei? L'esaminanda con tono trionfante: Ariete! Brava, sei a posto. Uno spettacolo deprimente, che diventa perfino imbarazzante quando - esaurite le fasi di valutazione dell'aspetto e della personalità delle candidate - si procede alla nomina della miss, che poi le miss sono quattro, ma non vi spieghiamo perché in quanto il motivo è solo quello di accontentare più giovanotte.

Le prescelte si abbandonano a scene di giubilo, mentre le escluse applaudono nervosamente (ovviamente stizzite, persuase, forse non a torto, di essere vittime di un'ingiustizia) per non fare la figura delle invidiosette. Quest'anno, onde evitare critiche, i responsabili del concorso hanno indotto le signorine a indossare costumi da bagno anni Trenta, abbastanza ridicoli, dato che i due pezzi si prestavano a essere censurati dalle femministe: basta con la mercificazione dei corpi femminili! Come se le concorrenti fossero rastrellate con la forza e costrette a partecipare alla competizione.

La questione, però, è un'altra, e riguarda soprattutto il cattivo gusto che accompagna la liturgia della selezione, indipendentemente dall'ostentazione delle rotondità. Come si fa nel 2012 ad ammucchiare delle ragazze su un palco e sottoporle all'umiliazione di un verdetto estetico circa il loro aspetto? Si obietterà: contente le fanciulle, contenti tutti. Ma che la televisione si adoperi per amplificare una gara così meschina basata su culi e tette, ci sembra disdicevole, per non dire idiota.

Miss Italia nel dopoguerra, nel clima euforico della ricostruzione e nella preparazione del boom economico, era un propellente dell'ottimismo e della voglia di non pensare più alle bombe che avevano distrutto la Patria. Ma adesso, via, le donne sono emancipate, se sono belle meglio per loro (saranno comunque agevolate nella vita), hanno raggiunto, e spesso superato, gli uomini nelle professioni, in ogni settore, non hanno la necessità di sfruttare il proprio corpo né la Rai ha la necessità di sfruttare i corpi altrui.

Oltretutto senza riuscire a incrementare gli ascolti: Miss Italia infatti è stata battuta da Squadra antimafia; roba da matti. Ultimo appunto. Nel 1951 Luchino Visconti girò Bellissima , interpretato da Anna Magnani. La storia malinconica di una bimba che partecipa ai provini per l'interpretazione di un film e viene bocciata. Una vicenda struggente che metteva in risalto (a quei tempi!) l'orrore di un'aspettativa frustrata. Il soggetto era di Cesare Zavattini. Sessant'anni dopo c'è chi ancora non ha capito.

 

BARBARA PALOMBELLI Sul podio per la volata finale di Miss Italia tre ragazze del Sud Romina Pierdomenico Miss Abruzzo Giusy Buscemi Sicilia e Claudia Tosoni Lazio jpegMISS ITALIA jpegMISS ITALIA RAGAZZE IN GARA jpegMISS ITALIA RAGAZZE IN GARA jpegMISS ITALIA RAGAZZE IN GARA jpegVITTORIO FELTRI MISS ITALIA RAGAZZE IN GARA jpegMISS ITALIA GIUSY BUSCEMI jpegMISS ITALIA IL MOMENTO DELLA PROCLAMAZIONE jpegLE RAGAZZE DI MISS ITALIA jpegLA VITTORIA DI GIUSY BUSCEMI A MISS ITALIA jpegGIUSY BUSCEMI TRA I SUOI GENITORI jpegPATRIZIA MIRIGLIANI E GIUSY BUSCEMI jpeg

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...