rosa fumetto

UNA ROSA (FUMETTO) SBOTTA CONTRO I MASCHI MARPIONI: "QUANDO ANDAVO A COLLOQUI DI LAVORO CHE RITENEVO 'PERICOLOSI' MI COSPARGEVO LA PELLE DI OLIO DI FEGATO DI MERLUZZO" - "A MEDIASET C'ERA UN PRODUTTORE CHE MI CONVOCA PER UNA TRASMISSIONE. IN LIZZA CI SIAMO IO, CARMEN RUSSO E NADIA CASSINI. E MI CHIEDE SE LO INVITO A CENA A CASA MIA..."- ''PERCHÉ IN ITALIA ABBIAMO COSÌ POCHE ATTRICI BRAVE? PERCHÉ QUELLE CHE SI CONCEDONO FANNO CARRIERA. MA CI SONO ANCHE QUELLE A CUI PIACE DIRE DI SÌ. CHE PROVOCANO.." - VIDEO

Piero Degli Antoni per il Giorno-la Nazione-il Resto del Carlino

 

Che cosa è la seduzione per Rosa Fumetto?

rosa fumetto

«Nello spettacolo la seduzione è coraggio, suspence. Non riguarda solo la sfera sessuale. Alain Bernardin, al Crazy Horse, curava lo spettacolo con scaltrezza, la stessa che un regista come Stanley Kubrick potebbe mettere in un suo film».

 

Lei, torinese, ha lavorato per nove anni al Crazy Horse di Parigi. Come ci arrivò?

 

rosa fumetto

«Per caso. Allora nessuno sapeva cosa fosse il Crazy Horse. Ero a Torino, mi ero appena lasciata col mio fidanzato, un uomo magnifico e molto ricco, che doveva trasferirsi a Capetown e voleva sposarmi. Ma io non mi sentivo pronta per il matrimonio. Era il '68, si percepiva nell' aria un' effervescenza unica. Mi sentivo femminista ma non lo ero. Un giorno con mia mamma vado al ristorante vicino ad Avigliana con amici. Nello stesso locale, alle 4 del mattino, arriva Alain Bernardin con un amico di mia madre, suo agente. Cercavano un' italiana da inserire nel cast.

 

L' amico ci presenta e Bernardin crede che lo faccia per propormi per il suo locale. Insomma, un po' di fraintendimenti, finché Bernardin mi chiede: 'Hai mai visto Parigi?' Rispondo di no. 'Allora vieni con me. Rimani una settimana. Se ti piace, resti; altrimenti torni a casa'. Come potevo dire di no? Sono partita quella mattina stessa con diecimila lire in tasca. Sono arrivata a Parigi il 15 aprile del 1968, poco prima delle barricate. Ho tenuto lo stesso abito per tutto un mese, anche a una festa di Dalì. Quando Bernardin mi ha presentato, mi sono nascosta dietro una tenda perché ero intimidita. Mi sentivo fuori posto. Ma Dalì ha insistito: 'Piccola italiana vieni qui', poi mi ha fatto uno schizzo».

rosa fumetto

 

Com' era il Crazy Horse?

«Un locale di lusso. Solo i francesi sanno osare il vero lusso e non sono invidiosi. Se a Parigi passa una Maserati, la gente si volta e commenta: quant' è bella. Da noi invece rigano la fiancata. Bernardin faceva verniciare il parquet ogni tre giorni, cambiava la moquette, fatta su misura, ogni anno»

 

rosa fumetto

Lei in Italia è famosa per aver partecipato a un programma leggendario, "Il cappello sulle 23" con Paolo Mosca. Fu la prima volta che in tv venne mostrato un nudo integrale.

«Paolo Mosca mi chiamò. Ero incerta. Proposi a un' amica del Crazy Horse di accompagnarmi: in due si ha più coraggio. La trasmissione aveva un budget ridotto, nessun costumista o coreografo. Era il 1983. Avevo 5 minuti per sistemarmi, senza che nessuno dicesse cosa fare. Così sono diventata regista, coreografa, costumista di me stessa. Nel contratto non era specificato che dovessimo spogliarci, e per questo non ci spogliavamo.

 

Un giorno la mia amica, più prosperosa di me, indossa un vestito con le spalline che continuano a scendere, e lei si rimette a posto ogni volta. Mi accorgo che Mario Landi, il regista, sbuffa perché avrebbe voluto rubare qualche inquadratura osé. Allora gli faccio una scenata, lo mando al diavolo.

 

Gli stava per venire un infarto se non avessi aggiunto: volete il nudo? Ve lo do. Ma integrale. Mostrare le tette è pruriginoso, nel nudo integrale c' è meno artificio, una sorta di sincera purezza. E così ho fatto. In realtà eravamo così truccate anche sul corpo che era davvero un nudo innocente».

rosa fumetto

 

Perché la chiamavano Bostik?

«Un giorno dovevo indossare un vestito rosso scollato sulla schiena fino all' attaccatura della natiche, impossibile da mettere. In camerino in preda alla furia straccio l' abito. Ho appena finito di distruggerlo, quando sento che mi chiamano in studio. Allora prendo del bostik, e mi incollo i pezzi del vestito addosso. Era perfetto. Ma toglierlo è stata una tortura.»

 

Ha mai avuto richieste esplicite di favori sessuali in cambio di lavoro?

 

«A Mediaset c' era un produttore con il quale avevo lavorato benissimo, e mi fidavo. Un giorno mi convoca e dice che stanno studiando il progetto di una trasmissione.

In lizza ci siamo io, Carmen Russo e Nadia Cassini. Mi dice che lui sostiene la mia candidatura, però mi chiede se lo invito a cena a casa mia. Io gli dico che non posso, sto ristrutturando, lui insiste e io sbotto: 'Mi stai offrendo un contratto da 500 milioni. Diciamo che sei il mio agente, e ti do il 20%'. Non l' ho mai più sentito. Sa a volte cosa facevo? Quando andavo a colloqui di lavoro che ritenevo 'pericolosi' mi cospargevo la pelle di olio di fegato di merluzzo».

 

Molte donne dello spettacolo denunciano le molestie solo dopo molti anni...

«Lei non immagina quante ne devono trangugiare, le donne. Appena hai l' occasione di fargliela pagare non te la lasci scappare. Si è mai chiesto perché in Italia abbiamo così poche attrici brave? Perché quelle che si concedono fanno carriera. Ma ci sono anche quelle a cui piace dire di sì. Conosco un' attrice italiana, tra le più brave, che provoca. È una seduttrice nata. Io, che simboleggio la seduzione, ma solo nello spettacolo, da questo punto di vista non le arrivo neanche alle caviglie».

rosa fumettoROSA FUMETTO

ROSA FUMETTOROSA FUMETTO

 

ROSA FUMETTOROSA FUMETTO

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...