lella costa

COSTA QUEL CHE COSTA, GLI ANZIANI NON SI TOGLIERANNO DALLE PALLE - IL MONOLOGO DI LELLA COSTA A ''EPCC'' DI CATTELAN (VIDEO): ''MAGARI SAREMO ANCHE UN PO’ PIÙ A RISCHIO DI CORONAVIRUS, PERÒ NON È CHE DI COLPO SIAMO RINCOGLIONITI. IL RISCHIO DI RINCOGLIONIMENTO È IN QUALCHE MODO INDIPENDENTE DALL’ETÀ E FORSE PERFINO DALLA GEOGRAFIA…''

 

 

 

 

Ida Di Grazia per www.leggo.it

 

Coronavirus e anziani, l'intenso monologo di Lella Costa a EPCC: «Cosa dobbiamo fare, pagare con la vita?». Ospite di EPCC LIVE di questa settimana Lella Costa, uno dei nomi più apprezzati del nostro teatro. L’attrice ha portato sul palco un monologo sull’emergenza globale che stiamo vivendo vista però dagli occhi degli anziani, tra le fasce della popolazione più colpite, e raccontata a tutti gli altri, anche ai più giovani.

 

 

 

Un monologo intenso, un sorriso amaro, un carisma unico. Lella Costa ospite a EPCC ha portato un monologo intenso e importante dedicato agli anziani subito acclamatissimo sui social. Il testo integrale

 

lella costa

«Adesso provo a spiegarvelo io che ce li ho più di 60 anni che cosa vuol dire.  Perché noi magari saremo anche un po’ più a rischio di coronavirus, però non è che di colpo siamo rincoglioniti. Il rischio di rincoglionimento è in qualche modo indipendente dall’età e forse perfino dalla geografia, per quanto secondo me in America sono più portati, perché non soltanto il vicegovernatore del Texas, ma anche il presidente dice le sue…

 

Ma il punto è: provate a mettervi nei nostri panni. Di colpo è cambiato tutto. Due mesi fa era: “Non si chiede l’età a una signora”. Adesso è: “Signora, se non mi dice l’età non esce di casa”. Un po’ tanto… no? Un po’ tutto di colpo…

 

A parte che poi l’età a una donna non è che non si deve mai chiedere, non è come la fedina penale, non è che abbiamo la data di scadenza come lo yogurt…

Scusate, vogliamo dare un’occhiata alla Regina Elisabetta, che di anni ne ha 94 anni e secondo me sopravvive grazie alla cromoterapia perché si mette addosso dei colori che solo lei… Però quella donna lì, durante questo periodo, niente, non ha fatto un plissé, c’ha avuto allettati - nel senso di malati - credo il marito, il figlio, il primo ministro che è già tornato all’opera, ma lei niente, neanche un plissé. D’altra parte, una che è sopravvissuta alle più grandi crisi economiche, alle bombe di Hitler, ma cosa vuoi che le faccia il coronavirus? È sopravvissuta alle permanenti della Thatcher e alla frangia di Boris Johnson!

 

lella costa

E poi va detta un’altra cosa, a vantaggio del sesso femminile di cui tu hai così ben parlato prima. Noi ragazze non è che non cogliamo i segni dell’età avanza, del fatto che dovremmo smetterla con le sneakers… ci sono dei segnali precisi che noi riconosciamo, per esempio: uno dei momenti decisivi è il giorno in cui sull’autobus o in metropolitana qualcuno si alza per cederti il posto, e tu prima ti guardi intorno e dici: “Ma con chi ce l’ha quello lì. Who me? Really?!”. Poi quando ti rendi contro che parla proprio con te dici: “No no, ma non esiste proprio, stia tranquillo tanto scendo alla prossima”, e se poi non riesci a dissimularti tra la folla va a finire che scendi davvero alla fermata successiva anche se te ne mancano ancora 8.

 

…il giorno in cui gli amici dei tuoi figli smettono di darti del tu, il giorno in cui gli impiegati della ASL cominciano a darti del tu e ti parlano a voce altissima e scandiscono le parole come se tu fossi appena arrivata dallo Sri Lanka…

 

E in questi tempi di code ai supermercati? Vogliamo parlare del momento fatale in cui tu sei lì, in una lunga coda, e aspetti, e a un certo punto passa un tale, un addetto, e dice: “Chi ha più di 65 anni può saltare la coda”. Cosa fai? Fai coming out? Ti fidi? Perché il problema non è se ti chiede i documenti, è se non te li chiede e ci crede sulla parola che tu hai più di 65 anni. E allora cosa scegli? Di risparmiarti un po’ di tempo o di essere così sputtanata? Perché a noi fa fatica prendere atto che quell’età anagrafica corrisponda davvero a quello che siamo.

lella costa

 

Esiste un’età percepita e l’anagrafe c’entra poco. Vi ricordo una scena epica di uno dei film della nostra formazione che è I Predatori dell’Arca Perduta, Indiana Jones. Dopo tutte le avventure, dopo che lui è stato massacrato in tutti i modi fisicamente, Indiana Jones è nella cabina della nave insieme a lei che a un certo punto vendendolo così massacrato gli dice: “Ma Jones, non sei più quello di dieci anni fa”, e lui le risponde: “Non sono gli anni, amore, sono i chilometri”. Quello che fa la differenza sono i chilometri, sono le biografie… e le biografie contano. Certo che l’età conta, però fino all’altro ieri ci ripetevate che non contava niente, anzi che dovevamo continuare a vivere perché eravamo così deliziosamente giovanili – che parola orribile “giovanili” – e ci avete detto, e noi ci abbiamo creduto, che i 40 sono i nuovi 20, e i 60 sono i nuovi 40… e adesso basta? È tutto finito?

 

Ma siamo noi che abbiamo i chilometri sulle spalle, ed è il nostro chilometraggio che conta, è la strada che abbiamo fatto fin qui, forse vi dovremo fare spazio, volentieri, ma levarci di mezzo? Di colpo? Ma perché? Siamo noi quelli che tengono in piedi la baracca, quelli che consumano, che lavorano e “non potranno mai smettere” - ci dicevano fino a qualche anno fa, anzi fino a qualche mese fa. Noi consumiamo, consumiamo vestiti, consumiamo vacanze, consumiamo viaggi, consumiamo cultura, siamo noi che andiamo a teatro, al cinema, nelle librerie… Quando noi entriamo nelle librerie: tappeti rossi! E adesso di colpo basta, finito?

 

lella costa

Ci prendete ancora in giro perché i pensionati (maschi peraltro) passano il tempo a guardare i cantieri – a parte che averne di cantieri in questo periodo, sarebbe già tanta roba – ma non è mica vero. Dovreste andare voi a guardare i cantieri, andare voi a vedere le case che non potrete mai permettervi di comprare. Noi - anzi i nostri consorti - se le guardano è perché al massimo hanno un po’ di nostalgia per il periodo della vita in cui si facevano i sogni e si facevano i progetti. E adesso, cos’altro dobbiamo fare di più? Sparire? Levarci di mezzo, pagare con la vita… Non è così che si fa! Davvero vorreste questo? Così ci leviamo dai coglioni noi e voi avete la strada e i chilometri più facili… non è così che funziona, dovete metterci voi il vostro pensiero, i vostri chilometri, e liberarvi dalla retorica, non potete essere retorici alla vostra età, neanche noi possiamo. Questa solfa “andrà tutto bene”… non è vero, non andrà affatto tutto bene. “Ne usciremo migliori”… palle, siamo già peggiori: io non sopporto più il mio vicino di casa che tutti i giorni alle 6 canta! E canta Umberto Tozzi, e io non lo posso sopportare!

alessandro cattelan epcc2020 ph jule hering 10

 

E soprattutto non pensiate che vi ricorderete tutto, che rimarrete segnati per sempre da quest’esperienza. Sì, certo, ma solo se prederete appunti. Tocca a voi adesso trovare le parole giuste per raccontarla questa cosa terribile, nuova e difficile che sta succedendo, ma dovete farlo voi, con le vostre parole, con il vostro pensiero – avendocelo – perché altrimenti non avrà davvero avuto senso. Eugenio Montale ha scritto: “La memoria non è peccato finché giova”. E allora provate voi a ricordarvi quello che stiamo attraversando adesso, senza per forza far fuori quelli che hanno qualche chilometro sulle spalle di più, perché se non lo farete, se perderete quest’occasione di riformulare, di ripensare, di riprogettare il mondo, di segnare nuove autostrade verso il futuro, allora davvero sarà una colpa imperdonabile e ve ne pentirete per tutta la vita, perché se non lo farete voi, se non le troverete voi le parole nuove, efficaci per dire tutto questo, allora mi dispiace, ma l’ultimo messaggio che resterà all’umanità sarà…».

 

 

 

lella costa

 

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”