IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - SE NE VA ANCHE SERGIO SALVATI, 91 ANNI, ROMANISSIMO, GRANDE DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA CHE FU UNO DEGLI OPERATORI DI “IL BUONO IL BRUTTO IL CATTIVO” E STORICO COLLABORATORE DI LUCIO FULCI - GRAN PROFESSIONISTA, IN QUESTI ULTIMI VENT’ANNI ERA DIVENTATO MEMORIA STORICA DEL CINEMA ITALIANO E DI UNA PROFESSIONE, IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA, FONDAMENTALE PER LA COSTRUZIONE DI UN FILM - HA SEMPRE CERCATO DI AIUTARE ME E OGNI TIPO DI APPASSIONATI NEL LAVORO DI RICERCA DI STORIE E PERSONAGGI DEL NOSTRO CINEMA DI GENERE - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

sergio salvati 7

Se ne va anche Sergio Salvati, 91 anni, romanissimo, grande direttore della fotografia che, forte dell’esperienza di operatore e assistente nel cinema di genere degli anni’60, fu uno degli operatori di “Il Buono il Brutto il Cattivo” di Sergio Leone, sapeva tutto sulla celebre scena del ponte che scoppiò prima del via, oltre che direttore della seconda unità di “Il mio nome è nessuno” di Tonino Valerii,

 

si specializzò nell’horror e nel fantastico legandosi prima a un regista come Lucio Fulci, per il quale girerà tutti i suoi film più celebri, “E tu vivrai nelle tenebre. L’aldilà”, “Zombi 2”, “Quella villa accanto al cimitero”, “Paura nella città dei morti”, e poi ai registi internazionali che cercarono di portar avanti il genere negli anni ’80, dando vita a titoli come “Ghoulies II” di Albert Band, “Ork” di John Charles Buechler, “Catacombs” di David Schoeller, “Transformations” di Jay Kamen, “Puppet Master” di David Scholler.

 

sergio salvati 2

Ma fu attivissimo anche in pubblicità, girò centinaia di caroselli nei primi anni ’70, diventando braccio destro del regista inglese Richard Lester per serie clamorose, Agip con Raffaella Carrà, Simmenthal con Tommy Tune, Oransoda, Cinzano, Mentafredda e di Paolo Bianchini, che seguirà anche al cinema. Gran professionista, una sicurezza sul set, nei primi anni ’90 lavora nella commedia prodotto da Aurelio De Laurentiis, “Vacanze di Natale 90”, “Vacanze di Natale 93”, “Anni 90”, tutti diretti da Enrico Oldoini, ma anche nei film da regista di Christian De Sica, “Faccione” “Il Conte Max”, “Ricky e Barabba”.

 

sergio salvati 1

In questi ultimi vent’anni era diventato una grande memoria storica del cinema italiano e di una professione, il direttore della fotografia, assolutamente fondamentale per la costruzione di un film. Con la riscoperta internazionale del cinema horror di Lucio Fulci, il nome di Sergio Salvati era diventato assolutamente di culto tra i fan. Anche perché, con grande gentilezza e competenza, Sergio aveva saputo raccontare a tutti i segreti del loro cinema.

sergio salvati 4

Nato a Roma nel 1934, figlio di un macchinista di cinema, Adolfo Salvati, e di una disegnatrice di moda, Carolina Pastori, era entrato ventenne nel mondo del cinema. Lo troviamo nei primissimi anni ’60 come assistente alla fotografia di “Apocalisse sul fiume giallo”, operatore su “La strada dei giganti” di Guido Malatesta, “Gli amori di Ercole”, “La steppa” di Alberto Lattuada, “La donna del lago”, “le dolci signore” di Luigi Zampa. Il set di “Il buono il brutto il cattivo” di Sergio Leone, con la direzione della fotografia di Tonino Delli Colli fu la vera svolta professionale.

 

Su “Medea” di Pier Paolo Pasolini passò alla camera a mano, per “Il mio nome è nessuno” prodotto da Leone e diretto da Tonino Valerii è responsabile della fotografia della seconda unità. Il primo film che firma come direttore della fotografia è l’avventuroso “Deserto di fuoco” di Renzo Merusi nel 1971, seguito da “Piange… il telefono” di Lucio De Caro. Nel 1974 incontra Lucio Fulci per “Il ritrono di Zanna Bianca”, dove dirige la fotografia delle riprese dei cani e degli animali, e per il più autoriale e folle “I quattro dell’apocalisse”, western horror di grande successo.

 

sergio salvati 3

Non lo lascerà più, diventando di fatto il suo occhio. Malgrado il caratteraccio di Fulci, girerà con lui tutti i suoi film successivi,  “Dracula in Brianza”, “7 note in nero”, “Sella d’argento”, “Zombi 2”, “Luca il contrabbandiere”, Paura nella città dei morti viventi”, “Gatto nero”, “E tu vivrai nel terrore – L’aldilà”, “Quella villa accanto al cimitero”, dando vita a un tipo di horror all’italiana assolutamente originale che avrà un immediato successo di pubblico e diventerà di culto internazionale nei decenni successivi.

 

sergio salvati 5

Lo troviamo anche direttore della fotografia di “Ciao nì” di Paolo Poeti, l’unico film con Renato Zero, e di “Sesso profondo”, un pasticcio porno soft (e hard) nato sul set di “Zombi 2” per volere del produttore, Fabrizio De Angelis, poi passato a Roma alla regia di Marino Girolami e qua e là completato dallo stesso Salvati con Al Cliver, Venantino Venantini, Marcella Petrelli. Seguita a lavorare in quel rimane del cinema di genere italiano negli anni ’80, “1990. I guerrieri del Bronx” di Enzo G. Castellari, “Thunder”, “Cobra Mission”, e viene recuperato dalle piccole produzioni americane di horror per la sua grande competenza nel genere.

 

Firma così la fotografia di “Ghoulies II”, “Ork”, “Catacombs”, “Puppet Master”. L’ultimo horror che girà è “MDC – La maschera di cera”, ideato da Lucio Fulci per Dario Argento produttore e poi girato, dopo la morte di Fulci, da Sergio Stivaletti. Finché ha potuto ha lavorato sempre e moltissimo. Anche per le serie tv, come “Il settimo papiro”, prodotto da Ciro Ippolito, “Incantesimo”, per corti di qualsiasi tipo. E ha sempre cercato di aiutare me e ogni tipo di appassionati nel lavoro di ricerca di storie e personaggi del nostro cinema di genere, ma non solo, per riportare alla luce competenze e valori. 

sergio salvati 6

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...