buttafuoco

IL PIETRANGELO CUSTODE DELLA METRO - NEL SUO NUOVO LIBRO, "I BACI SONO DEFINITIVI”, BUTTAFUOCO RICOMPONE STORIE, INCONTRI E SUGGESTIONI DEI SUOI VIAGGI NELLA METROPOLITANA DI ROMA - INNAMORATI, CANZONI, DEDICHE  ED EPICHE VISSUTE TRA I SEDILI, I CORRIMANI, LE SCALE MOBILI E I NODI DELLE STAZIONI 

Isabella Cesarini per http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it

 

I BACI SONO DEFINITIVI - PIETRANGELO BUTTAFUOCOI BACI SONO DEFINITIVI - PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Un vademecum immaginale sigilla un messaggio in una bottiglia: dal mare segue il fiotto movimento di una metropolitana capitolina. Binari come onde che fluiscono negli scomparti del cuore di ogni pendolare. Un distacco, un’assenza, una sospensione, un compiersi che potrebbe essere ma non è, se non nell’istante di un accadere fugace, ma risolutivo. Il verso è nella direzione di un cristallo emozionale, pronto ad andare in frantumi alla prima fermata, vieppiù predisposto a ricomporsi dentro la grandezza di un commiato. Quell’addio che non è mai definitivo, poiché tale concessione è prerogativa unica del bacio.

 

buttafuoco pietrangelo buttafuoco pietrangelo

È un inchiostro immerso nella delicatezza e nella vampa di una seta rossa a cantare l’universo immaginale, nell’ultima opera dello scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco.  Un calligrafare che sorveglia le vite sgualcite da una notte insonne per un amore mancato, un altro perduto e poi rientrato: tornano e tornano a tornare per dirla alla maniera musicale di Angela Baraldi in Tornano sempre. Il prontuario nella bottiglia diviene l’apologia di un addio, allorché l’addio è marcatura del sentimento pieno.

 

PIETRANGELO BUTTAFUOCO PIETRANGELO BUTTAFUOCO

È lo spazio agognato tra il desiderio e la speranza: il movimento glorioso del cuore. È nell’incompiuto che si manifesta l’amore, si celebra, non senza una certa dose di eccitazione, nel distacco e si festeggia in quel dolore che è l’ossimoro di un dolce tormento. Ogni pendolare indossa la notte appena trascorsa e porta con sé il fardello di una luna illuminante quanto seme di insonnia.

 

pietrangelo buttafuocopietrangelo buttafuoco

Viaggiatori di un tempo sospeso sognano dentro una lirica francese, un canto che vede due creature: una partire, l’altra restare. E in questa melodia hanno dimenticato le loro promesse, ma sanno che “le grands amours se reconnaissent lorsque l’un part e l’autre reste”. Vezzeggiati dall’angelica voce della raffinata rebel Charlotte Gainsbourg, odono l’asolare di un vento, che in lontananza, scruta qualcuno partire. Altri restano fermi, immobili, scimuniti. Ma non è questo l’arcano di un cuore che si infiamma?!

 

C’è sempre un tempo contrario a dividere gli amanti, qualcuno arriva troppo presto, qualcun altro si attarda nella distrazione e il dardo si disperde dentro voti non mantenuti. Poiché lo sforzo ingrato è proprio quello nel verso dell’incastro. Il dardeur è indifferente alla buglia degli appassionati, alla stessa maniera del fabbro chiodato cattivo, colui che conclude chiodi di sgomento per mietere vittime nella voce: l’eco tonante di un No.

 

Un No meno definitivo di un bacio ma più affilato di una katana. L’amore vive e si alimenta proprio nel suo stesso negarsi che è distacco e tribolo. Ma è nell’impossibilità dell’accadere che il sentimento, in nome di un paradosso vitale, si fa possibile. E solo in quell’assenza si guadagna il ‘per sempre’.

 

Tra una stazione e l’altra, sulla linea A, Cornelia in direzione Anagnina, alle ore 06.47, fa capolino finanche lo spirito di Cyrano de Bergerac e tra tutti questi convogli l’autore si traghetta dentro l’immagine di un altro poeta. Con il cuore nell’isola del sole, la Sicilia e la massa nella ruma, Pietrangelo Buttafuoco muta in un Anacreonte metropolitano che rimanda al pensiero sensuale, perdendosi in quello struggente della mancanza.

pietrangelo buttafuoco (3)pietrangelo buttafuoco (3)

L’amore è dunque in quell’istante che può farsi eterno, unico flutto di un momento che bombisce per l’eternità. Non vi è oltremodo spazio per l’abbattimento, in luogo di sconforto la voracità del diletto asterge ogni rammarico. La mancanza è motore propellente, schiaccia impudentemente sull’acceleratore per fare gli amanti ancora più insaziabili. Dal pèrbio l’assenza domina i pendolari, li tiene severamente al laccio; creature prese dall’emozione, amenti di amore con le orme dell’incompiuto nel cuore:

 

“Ovunque s’è diffusa la storia della mia follia / solo tu sei ignara del mio cuore, ancora / il racconto scioglie la pietra / ma questa fiamma non ha avuto effetto sul tuo cuore, ancora.“

 

L’ultima opera dello scrittore Pietrangelo Buttafuoco (I baci sono definitivi, La nave di Teseo, pp 216, euro 18) figura un esteso canto d’amore, un accorto prontuario dell’immaginale, tutto nel messaggio di quella bottiglia in cristallo che ogni passeggero è meritorio di ritirare. Il cunto dei cunti attraversa Roma, Villa Piccolo, Parigi, San Pietroburgo; il tempo e il luogo di un romanticismo falotico dove solo i baci sono definitivi.  

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