“BUONI E CATTIVI”/1 - FELTRI BOCCIA FABIOLO FAZIO, PISTOLINO DA ORATORIO E MORALISTA DEL PIFFERINO: “NON MOLESTA I POTENTI, È VENDICATIVO ED È UN FUORICLASSE SOLO NEL FARSI PAGARE. VOTO 4”

Dal libro di Vittorio Feltri con Stefano Lorenzetto "Buoni e Cattivi"

Chi l'avrebbe mai detto: è diventato qualcuno grazie a Forza Italia. La trasmissione si chiamava così. Andava in onda su Odeon Tv, emittente privata appartenente a Calisto Tanzi, il boss della Parmalat che, tre lustri dopo, tutti avrebbero fatto finta di non aver mai conosciuto. Correva l'anno 1988. In studio Roberta Termali e Walter Zenga. Io partecipavo investe di ospite fisso.

C'era anche Cristina Parodi, con una sua rubrica, «La ragazza con la valigia», che la portava in giro per l'Italia a fare interviste. E infine lui, Fabietto. Un pistolino da oratorio. Mi divertiva con le sue imitazioni. Solo che non riuscivo a riconoscere i personaggi che imitava. Alla fine del programma, si andava tutti insieme a bere un'ombra al bar. Non è che sia molto cambiato da allora, mi assicura mia figlia farmacista che gli vende i cachet per il mal di testa ..Con quella sua aria da santificetur, Fazio mostrava grande deferenza nei miei confronti.

Poi il sacrista dal collo torto tentò un paio di volte di farmi passare per fesso. Siccome è cresciuto a omogeneizzati di coniglio, ricorreva sempre a un complice. A Diritto di replica fu quel povero guitto di Sandro Paternostro, il corrispondente da Londra della Rai che ha lasciato nella storia del giornalismo più tracce di tintura Testanera che non d'inchiostro.

Paternostro dirigeva quattro o cinque giovanotti, vestiti come assistenti di volo, che sfottevano ospiti ignari della trappola. Superfluo precisare che il programma andava in onda su Rai 3. A Quelli che il calcio si servì di quell'altro mandolone che risponde al nome di Gene Gnocchi, scelta battesimale un po' infelice, considerato il corredo cromosomico d'infima qualità. Il sinistrume ha questa fissa: incastrare il giornalista diverso.

Persino il Festival di Sanremo,con Fabio Fazio presentatore, è diventato di sinistra. Era ora. Di destra in Italia rimane solo il bagno al posto della doccia, ultimo orgoglio di una borghesia sempre più piccola piccola. È la prova che Forforina ha un suo talento naturale: quello di saper fiutare che aria tira. Non ha mai sbagliato un refolo, veleggia sempre con il vento a favore. Un fuoriclasse. Guadagna in un anno quello che io, ben pagato, incasso in tre: 2milionidi euro. Il suo ultimo contratto, portato alla firma del direttore generale della Rai, proponeva fino al giugno2017 il modico compenso di 5milionie 400.000 euro.

Ignoro se Luigi Gubitosi ci abbia apposto in calce il proprio autografo. V'è da augurarsi di no, soprattutto dopo che al Festival di Sanremo 2014 il moscio conduttore s'è perso per strada 3milioni di ascoltatori. Lo dico da contribuente che versa due canoni di abbonamento, uno a Milano e l'altro a Bergamo. Il sosia ligure di Bashar El Assad dà il meglio di sé nel ruolo di presentatore e conduttore... non è mai successo che abbia molestato con domande impertinenti qualche potente, in particolare se progressista, mentre ha manifestato una prontezza eccezionale nel prendere in giro qualunque povero cristo, in particolare se privo di protezioni politiche.

D'altronde le tracce per le sue interviste sono preparate da un pool di autori ben locupletati, nel quale primeggia Michele Serra, ex Unità. Da solo, Faziosino non sarebbe neppure in grado di chiedere che tempo che fa. Ultimamente si è specializzato come piazzista di prodotti editoriali. In pratica occupa l'intera trasmissione del servizio pubblico per reclamizzare i libri scritti da suoi amici. (A proposito:ma i libri non sono prodotti come gli altri? non hanno un prezzo di copertina? non fanno guadagnare editori, autori e librai? e dunque non si tratta di pubblicità occulta?)

Quando pubblicai Il Vittorioso, mi sarei aspettato, da ingenuo quale sono, che m'invitasse nel salottino domenicale di Rai 3. Mi sarei accontentato anche del sabato. Ero persino disposto a sopportare un grosso sacrificio: la presenza di Luciana Littizzetto. Niente da fare. Un collega mi spiegò che figuravo nella black list faziosa, in quanto il mio Giornale s'era occupato in passato della villona del nostro sulle alture di Celle Ligure (...) oggetto di esposto dell'opposizione per i massicci lavori di ristrutturazione che vi sono stati eseguiti.

In compenso Fazio invita a Che tempo che fa il giornalista e scrittore Massimo Gramellini e gli riserva quasi mezza puntata affinché possa magnificare la sua ultima fatica letteraria. Poco importa che costui sia incidentalmente anche collaboratore fisso del medesimo Che tempo che fa. Poi blaterano tanto del conflitto d'interessi. Alessandro Di Pietro,conduttore di Occhio alla spesa su Rai 1, è stato licenziato in tronco perché avrebbe lodato in modo eccessivo la Aliveris, una pasta di soia per diabetici.

Invece Gramellini può autopromuoversi il romanzo Fai bei sogni nella stessa bottega Rai che lo retribuisce, vendere oltre 1milione di copie epperò va tutto bene madama la marchesa. Basta che il pistolino ci metta sopra il suo bel timbrino. Ma andate a nascondervi, moralisti del pifferino. Voto: 4

 

VITTORIO FELTRI E STEFANO LORENZETTOVittorio Feltri vittorio feltri daniela santanche fabio fazio napolitano fabio fazio con giovanni toti RENZI FAZIO

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…