netflix

LA GUERRA DEI NETWORK - NETFLIX AGGREDISCE IL SETTORE DEI CONTENUTI STREAMING CON 6 MILIARDI DI NUOVI INVESTIMENTI - LE MAJOR TV (ABC, CBS, NBC) SONO IN CRISI DI PUBBLICO E DI IDEE - L’UNICO AVVERSARIO POSSIBILE E’ “AMAZON PRIME VIDEO” - PER ORA GODONO PUBBLICO E AUTORI INDIPENDENTI, LIBERI DI SPERIMENTARE LONTANO DAI VINCOLI TELEVISIVI 

Silvia Bizio per “la Repubblica”

 

netflix blockbusternetflix blockbuster

«I network sono in guerra. Lo sono sempre, ma questa è guerra positiva per il pubblico e per gli autori indipendenti, veri beneficiari del conflitto: ne usciranno vincitori», dice Peter Baxter, direttore del festival di Slamdance e uno dei più stimati distributori di film indipendenti Usa. «La guerra dei network si sta trasformando in un' opportunità per i creativi».

 

Ma ci sono anche vittime, e si cominciano a contare i caduti: soprattutto fra i network tradizionali - le "major" televisive - ABC, CBC e NBC, ma anche tra le cable storiche come la HBO. I grandi "vincitori", insieme a pubblico e autori, sono le nuove realtà dello streaming che permettono "abbuffate" seriali: Netflix in primis, ma anche Amazon Prime, Hulu.

hollywood netflixhollywood netflix

 

Baxter si riferisce anche a quello che in queste ultime settimane è stato un tormentone a Hollywood: il passaggio dalla ABC a Netflix della creatrice e produttrice Shonda Rhimes, autrice e "showrunner" delle nuove serie di maggior successo in America e nel mondo ( da Grey' s anatomy, a Scandal e Le regole del delitto perfetto). Martin Scorsese ( Vinyl) ha lasciato HBO, Spike Lee è arrivato portando in dote She' s gotta have it e perfino il celebre conduttore di talk show David Letterman ha annunciato il suo ritorno dall' anno prossimo su Netflix.

 

hollywood  netflixhollywood netflix

La mossa sul mercato degli acquisti da parte del gigante dello streaming (sono oltre 100 milioni gli abbonati a Netflix nel mondo), segue l'annuncio di un investimento di sei miliardi di dollari per programmi originali, una cifra senza precedenti. Netflix non rivela i suoi introiti, ma un rapido calcolo (10 dollari al mese di media per l'abbonamento per 100 milioni di persone) indica 12 miliardi di dollari all'anno.

 

Quindi 6 miliardi rientrano comodamente negli schemi. I network tradizionali - sostenuti solo e unicamente dalla pubblicità - sono molto indietro, e sempre più fanno affidamento sui "reality" (American Idol, Ballando con le stelle,...) e i talk show (quello pomeridiano di Oprah Winfrey della ABC è ancora gettonatissimo).

hollywood   mangiato da netflixhollywood mangiato da netflix

 

Hulu e Amazon (Transparent, Mozart in the jungle), diretti concorrenti di Netflix, cercano di tenere testa a quest'ultima con sostanziosi investimenti e ampi finanziamenti per serie e talent, così come HBO (anche solo il lancio della nuova stagione di Game of Thrones dà un' idea della dimensione dell'impegno: tutta Los Angeles Downtown paralizzata dal mega evento, neanche fosse stata la notte degli Oscar).

reed hastings netflixreed hastings netflix

 

Red Hastings, Ceo di Netflix, teme soprattutto la rivalità di Amazon Prime, costola dell'impero Amazon di Jeff Bezos: «Amazon fa paura, perché lo streaming è il vero futuro: i network tradizionali legati all'antenna e al cavo scompariranno, e nessuno sarà più soggetto ai gusti degli inserzionisti. Noi pensiamo solo a quelli del pubblico, ci siamo affrancati dalle regole che hanno dominato per decenni la dittatura di Madison Avenue - la pubblicità - a cui si è inchinata la tv. Netflix è libera, e così Amazon, Hulu e gli altri che verranno». Ma la disponibilità finanziaria di Amazon davvero spaventa.

 

bezos e amazon prime videobezos e amazon prime video

Sia Netflix che Amazon, oltre a fornire contenuto on demand, stanno dando molto spazio a cineasti e sceneggiatori con idee originali, spesso trasgressive. «A noi interessa tutto salvo che la tradizione e il "già visto"», spiega Ted Sarandos, direttore di programmazione di Netflix. «Cerchiamo di non ripeterci mai, pensiamo sempre al "mai visto prima". Le idee originali, per quanto bizzarre, non ci spaventano, anzi. I network hanno paura delle innovazioni.

 

E sono sottoposti a troppe regole. A noi nessuno dice cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, che linguaggio usare. È il bello di una posizione totalmente fuori dai radar». Buone notizie dal fronte per creativi, registi, sceneggiatori, attori, dunque: c'è spazio (quasi) per tutti. Specialmente per gli emergenti, «perché Netflix», spiega Hastings, «è impegnata in una programmazione audace, fuori della norma. Shonda Rhimes senza pubblicità sarà un ciclone: una forza della natura creativa senza interruzioni pubblicitarie. E quello che voleva lei, è quel che volevamo noi».

prime video   downloadprime video download

 

Dice Jeff Skoll, presidente della Participant Production (attualmente al cinema col documentario di Al Gore Un seguito scomodo e in produzione con il nuovo film di Alfonso Cuarón Roma): «Sarà il pubblico a decidere i modi di fruizione e dunque la scelta dei contenuti: fine delle fasce orarie, delle limitazioni economiche - l'abbonamento a certe reti via cavo è carissimo - fine del ritmo settimanale delle serie: con lo streaming garantisce libertà di scelta e a da questa rivoluzione non si torna più indietro. La Controriforma non è data».

 

grand tour di amazon prime video  5grand tour di amazon prime video 5

Netflix e Amazon individuano un potenziale immenso di pubblico. «Tra pochi anni miliardi di persone nel mondo guarderanno fiction e intrattenimento su tablet e smartphone», dice Joe Lewis, capo dello sviluppo delle serie di mezz'ora e dramma di Amazon Studios.

Il discorso si allarga anche ai film concepiti per "il cinema" (altro ambito che suscita dibattiti a non finire): «Se sei un autore e vuoi raggiungere un vasto pubblico, cosa preferisci?», conclude Baxter, «meglio avere il tuo film bloccato nell'inferno della distribuzione nelle sale cinematografiche per mesi, o lanciarlo in streaming? Anche se un film va e viene in fretta, perché è ovvio che una piattaforma online preferirà sempre dare più spazio a una serie. In ogni caso, per chi ha prodotto quel film, averlo fatto vedere è già un successo!».

 

Ultimi Dagoreport

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?