UN ORGASMO CI SEPPELLIRA’ - PER FARE SESSO BISOGNA ESSERE AL TOP DELLA FORMA (E ANCHE UN PO’ NEVROTICI)

Marco Belpoliti per "la Stampa"

Tutto sarebbe cominciato con Linda Lovelace che pratica la fellatio nella scena madre di Deep Throat, Gola profonda . Era il 1972. Negli Stati Uniti il film fu subito processato, e contemporaneamente dilagò la polemica sul porno tra chi si schierava contro ogni censura in nome della libertà d'espressione.

E chi invece condannava il film per il legame che suggeriva tra pornografia e violenza sessuale. Come ricorda Bruno Di Marino all'inizio di Hard media. La pornografia nelle arti visive, nel cinema e nel web (Johan & Levi), lo stesso fronte femminista si divise tra chi chiedeva la fine della censura e chi accusava il film d'istigare i maschi all'aggressività verso le donne.

A quarant'anni di distanza il porno è dilagato diventando, grazie al web, uno dei prodotti visivi più consumati anche dal pubblico femminile, senza che sia più soggetto a persecuzioni giudiziarie, rifiuti morali o sensi di colpa personali. Un terzo di coloro che vedono abitualmente siti porno, scrive Di Marino, sono infatti donne. Il libro descrive il dilagante fenomeno del Pop Porn, e si domanda se questo tipo di filmati appartengano o no a un vero e proprio genere, di cui cerca di descrivere forme e confini.

Dal canto suo, Zygmunt Bauman in un saggio, Sugli usi postmoderni del sesso , pubblicato nel 1999 in inglese, ora in un volumetto con prefazione di Maurizio Ferraris (il Mulino), spiega come la versione attuale della attività sessuale si concentri esclusivamente sul suo effetto orgasmico: il sesso postmoderno è l'orgasmo.

La questione è trattata anche da Byung-Chul Han, docente di filosofia e teoria dei Media in Germania, nel recente Eros in agonia (Nottetempo). «L'amore, scrive, si è positivizzato nella sessualità», che è sottomessa al diktat della prestazione; così l'erotismo non sarebbe altro che «un capitale che si deve accrescere».

Un esempio eclatante di questa trasformazione la si trova nei volumi di E. L. James, a partire da Cinquanta sfumature di grigio ; il partner della protagonista le presenta la relazione alla stregua di una «proposta di lavoro», con tanto di orari, prestazioni previste e punizioni severe; e per ottenere il massimo bisognerà che nel fare sesso ci si attenga a un preciso programma salutista.

Bauman ha tracciato nel suo saggio una vera e propria mappa del sesso contemporaneo. Il punto di partenza è una distinzione delineata da Octavio Paz, poeta e premio Nobel, in un libro, La duplice fiamma. Amore ed erotismo (Garzanti 1994). Nella fiamma primordiale del sesso, acceso dalla natura ben prima della apparizione dell'uomo, s'innalza la fiamma rossa dell'erotismo, e al di sopra di questa guizza quella azzurrina dell'amore.

Sesso, erotismo e amore sono collegati, eppure separati, dice Paz; il sesso, poi, è il meno umano dei tre, non essendo un prodotto culturale come gli altri due. Con una battuta fulminante, presa da Theodore Zeldin, autore di Storia intima dell'umanità (Donzelli), Bauman ricorda che nella cucina ci sono stati più progressi che nel sesso.

Tutta la storia del sessualità umana è infatti la storia della sua manipolazione culturale, che ha inizio nel momento in cui si distingue tra esperienza sessuale, ovvero piacere, e riproduzione della specie. La tesi di Bauman è che nella età postmoderna l'erotismo si è svincolato sia dalla funzione della riproduzione, come dall'amore, sin qui cardine dell'esperienza umana. La ricerca del piacere sessuale è assurta a norma culturale come un tempo accadeva per l'amore, dai provenzali ai romantici.

L'effetto è che oggi l'erotismo ha acquistato uno spessore che non aveva in precedenza, ma al tempo stesso possiede un'inedita leggerezza e volatilità propria dei nostri tempi. La lettura del sociologo di origine polacca non è inficiata da alcun moralismo; guarda piuttosto con lucidità cosa è divenuta la sessualità nel nostro mondo contemporaneo, pornografia compresa.

Come aveva incominciato a dirci Michel Foucault nel primo volume della sua Storia della sessualità, La volontà di sapere , uscito a metà degli anni Settanta, la rivoluzione erotica di quel decennio «è stata depositata davanti all'uscio delle forze di mercato» (Bauman). La premessa fondamentale per cui l'erotismo si possa trasformare in un fattore economico, di cui la pornografia è il prodotto più a buon mercato, sta nella sua elaborazione culturale: prima deve assumere una forma adatta a qualcosa che somiglia a una «merce».

L'erotismo, inoltre, si è liberato dai legami che lo univano alla produzione dell'immortalità, sia sul piano fisico (la riproduzione della specie) che su quello spirituale (l'amore stesso come vertice); l'equivalente sul piano sociale è il passaggio dalla fama durevole, l'immortalità, alla notorietà: il quarto d'ora di celebrità pronosticato da Warhol per ciascuno.

Bauman e Byung-Chul Han individuano nella forma fisica la chiave di volta della nuova sessualità, che ha eliminato tutto ciò che c'era di trasgressivo, torbido, ambivalente, e dunque anche di doloroso, nella pratica sessuale volta al piacere.

Sade non è più di moda; e non si parla più neppure di amore e morte, fratelli gemelli, poiché la morte è stata espulsa dal sesso, sebbene poi rientro dalla finestra dell'efficienza salutista. L'ansia di cui soffre una gran parte della popolazione occidentale, con punte di depressione endemica, è uno degli effetti di questo efficientismo, che ha proprio nell'universo Pop Porn il suo culmine, come mostra Di Marino rileggendo arte contemporanea e cinema.

Il vero problema che l'erotismo postmoderno induce è quello della totale mancanza di una «norma», non nel senso moralistico del termine, quanto piuttosto dei comportamenti adatti, individualmente e socialmente accettati. Il porno sdoganato del web spinge a consumare l'erotismo in modo sfrenato (il piacere è ovunque anche nel consumo degli oggetti sempre più erotizzati dalla pubblicità), e nel contempo le regole del politicamente corretto vietano di trattare l'altro - uomo, donna o trans - come un puro oggetto del piacere.

Il mondo contemporaneo sembra diviso tra queste due istanze contrapposte, quando, come ci ricorda Bauman, in ogni incontro erotico, come ogni persona che ama sa bene, si è al tempo stesso oggetti e soggetti del desiderio dell'altro. Anzi, non è neppure concepibile senza che «i partner assumano entrambi i ruoli o meglio si fondano in uno solo». Il destino, cui ci affida il sesso postmoderno, è quello della nevrosi psichica, con vantaggi inevitabili per tutti gli addetti alla nostra psiche, che oramai sono tanti.

 

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