vvvvid

PIATTAFORME DA PRENDERE SUL SERIO - CONOSCETE VVVVID? È LA WEB TV PREFERITA DAI MILLENNIAL, UNA SPECIE DI “LUCCA COMICS" DELLO STREAMING, PERCHÉ TUTTO RUOTA ATTORNO ALLA PASSIONE DEGLI UTENTI. A METÀ TRA UN CONTENITORE DI SERIE E FILM E UN FORUM. CI SONO MOLTI ANIME, SAGHE, MA ANCHE GLI ULTIMI FILM USCITI AL CINEMA TIPO ''JOKER'' - SI PUÒ ACCEDERE GRATUITAMENTE (CON UN PO' DI PUBBLICITÀ) O A PAGAMENTO

 

https://www.vvvvid.it/show/954/il-cavaliere-oscuro&r

 

 

Gianmaria Tammaro per ''La Stampa''

https://www.lastampa.it/topnews/tempi-moderni/2020/04/11/news/anime-e-film-in-streaming-gratis-ecco-vvvvid-la-spotify-italiana-della-tv-1.38707777

 

 

Si scrive VVVVID, con quattro v, ma si legge “vid”. È una web tv, dice la sua pagina Wikipedia. Ma in realtà è una piattaforma streaming online e gratuita, che si sostiene attraverso la pubblicità (preroll veramente brevi, prima di ogni contenuto), e che ha fatto dell’utenza il suo più grande punto di forza.

 

Com’è fatta

 

VVVVID

L’interfaccia di VVVVID è semplice e pulita: sfondo nero, caratteri chiari e ben leggibili. In evidenza, appena effettuato l’accesso, ci sono alcune serie anime (è la prima categoria della finestra in alto a sinistra, dopotutto). E per poter visualizzare i contenuti bisogna registrarsi e non utilizzare alcun VPN. Per evitare la pubblicità, è possibile sottoscrivere un abbonamento mensile, trimestrale, semestrale o annuale, per un massimo di 49,99 euro.

 

Nel catalogo ci sono film e serie tv. Chiaramente va fatta una distinzione tra i titoli gratuiti e i titoli a pagamento (quelli disponibili, cioè, nella “sala VVVVID”, di cui parleremo più avanti). Tra gli anime spiccano My hero Academia, One punch, L’Attacco dei giganti, Death note, Demon Slayer, Le bizzarre avventure di Jojo, Sword art online, Code grass, GTO - Great teacher Onizuka e Cowboy bebop.

 

Tra i film, invece, ci sono il documentario Never ending man su Hayao Miyazaki, la saga di Sharknado, Sentieri selvaggi di John Ford, Strade perdute di David Lynch, La montagna sacra di Alejandro Jodorowsky, Boiling point di Takeshi Kitano, Lo straniero di Orson Welles, Piccoli omicidi tra amici di Danny Boyle, La notte dei morti viventi di George A. Romero, Bad taste di Peter Jackson, The addiction di Abel Ferrara e I tre giorni del Condor di Sydney Pollack.

 

Nella sala VVVID, ci sono alcuni titoli più recenti come Joker, Doctor Sleep, IT - Capitolo Due, I figli del mare, la saga di Harry Potter, quella de Lo Hobbit e di Animali Fantastici, e poi Mad Max: Fury Road, Your name, Matrix, Inception e Blade Runner. Tra le serie tv, ci sono piccole chicche come Little Britain e The Office di Ricky Gervais.

VVVVID

 

Imparare dagli errori

 

La storia di VVVVID comincia alla fine del 2009, racconta Paolo Baronci, CEO: «Abbiamo fondato una società che si chiama Mperience. Nasceva da un gruppo di amici che avevano frequentato la stessa università e che avevano fatto parte di un progetto di ricerca di neuroscienze computazionali alla Sapienza di Roma. Le neuroscienze computazionali sono, per intenderci, una sezione della fisica teorica. Nel 2005 abbiamo studiato un sistema di riconoscimento dei caratteri manoscritti, che non c’entra niente con VVVVID. Ma abbiamo potuto applicare delle tecniche di intelligenza artificiale piuttosto evolute». Solo in un secondo momento, dice Baronci, hanno pensato di adattare queste stesse tecniche in un sistema di raccomandazione dei contenuti. «E per un periodo abbiamo lavorato con società come RCS nella selezione degli articoli correlati».

 

L’idea attorno a cui VVVVID è stata costruita è quella di mettere in contatto cose e persone, e quindi contenuti e utenti. «È sempre stato il nostro sogno», confessa Baronci. «Nel giro di pochi anni, abbiamo realizzato due piattaforme che sono andate male: una era Mperience.com, e l’altra era VideOMG. Ma questi due esperimenti ci hanno permesso di fare molta esperienza. E nel 2014, finalmente, è andata online VVVVID».

 

Una comunità di appassionati

 

Fin dall’inizio, sono arrivati i primi accessi e le prime attenzioni e tutto si è più o meno basato sul passaparola. «Di fatto, oggi, VVVVID si posiziona in Italia come la prima tv partecipativa che offre contenuti free di alta qualità alla fascia dei millennials: quindi parliamo di persone che hanno tra i 15 e i 35 anni». In sei anni, il servizio ha raccolto circa 2.650.000 di iscrizioni.

 

VVVVID

«E più di 1.100.000 utenti sono stati attivi negli ultimi trenta giorni. A causa della situazione che stiamo vivendo, c’è stato un incremento del 40% del traffico. Il nostro obiettivo è quello di favorire l’engagement degli utenti. Per questo, tra i vari contenuti, abbiamo scelto l’animazione». Scherzando, Baronci dice che VVVVID è, in un certo senso, una “Lucca Comics and Games online”. «Perché tutto ruota attorno al concetto di fandom, alla passione degli utenti verso un mondo. È qui che nasce, e cresce e si struttura, l’idea fondante e fondativa di VVVVID. Da poco, poi, abbiamo lanciato una nuova sezione dedicata ai film a noleggio». Dove, per tutto il mese di aprile, c’è una promozione a 1,99 euro.

 

Appare  evidente, quindi, che contrariamente ad altre realtà e ad altri player VVVVID si ponga a metà tra un contenitore di serie e film e un forum. «Fare interagire gli utenti e instaurare un dialogo rappresentano uno dei valori più importanti di Internet. Spesso, in un contesto generalista come quello di un grosso canale o di un servizio streaming, non hai a che fare solo con degli appassionati. E può succedere che ti seguano anche degli haters – chi, banalmente, criticherà ogni tua scelta e ogni tuo contenuto. Di fatto questa cosa non avviene su VVVVID». E il motivo, dice Baronci, è che la loro community è formata principalmente da appassionati.

 

 «Noi li invitiamo a partecipare, a dire la loro, ad esserci. E il fatto che non ci siano haters, diciamo così, è un elemento molto importante dal punto di vista sociologico. Abbiamo utilizzato delle tecniche – come il pollice in su, e il pollice in giù – che danno la possibilità alla stessa community di auto-moderarsi. E questa è stata la migliore salvaguardia della piattaforma».

joker

 

Ogni scelta, nel corso degli anni, è partita da questo tipo di ragionamento: prima gli utenti, prima i loro interessi; prima la condivisione. Addirittura la stessa progettazione della piattaforma, con le sue sezioni e sottosezioni. «Abbiamo costruito un design orientato all’engagement. Se il contenuto è il re dell’intrattenimento, la regina è l’interazione che si crea tra fruitori e contenuti. Non vai al cinema da solo – o meglio, prima (dell’emergenza COVID-19, ndr) non ci andavi da solo. E non andavi da solo allo stadio o ai concerti. Ci andavi con altre persone».

 

Tra cinema e streaming

 

VVVVID, insomma, prova a colmare quel divario che si è venuto a creare tra l’esperienza in streaming, da casa, e l’esperienza della grande sala. «E così, quando riusciamo a sincronizzare le nostre emozioni con quelle di qualcun altro, tutto quello che facciamo – e proviamo, e sperimentiamo – viene amplificato. Sapere che stiamo vivendo un’esperienza con un’altra persona riesce, in qualche modo, a rendere quella stessa esperienza più potente».

 

folla al lucca comics

Altro aspetto interessante di questo servizio è il suo modello economico. «Siamo il vero rivale della pirateria», dice Baronci. «Ed è uno dei motivi per cui gli hacker hanno provato a buttare giù il nostro sito più volte. Noi siamo complementari ai sistemi a pagamento. Ogni volta che si affaccia un nuovo player sul mercato italiano, noi riceviamo un incremento di visualizzazioni. I servizi a pagamento aumentano l’audience complessiva, e noi ne traiamo un beneficio indiretto. Vogliamo dare qualcosa di rilevante, di bello, anche a chi non può permettersi di pagare un abbonamento. Questo è l’elemento concettuale ed emotivo di VVVVID. Poi c’è un aspetto economico: se oggi vuoi chiedere un abbonamento alle persone, hai bisogno di un ecosistema di capitali che ti sostenga. Ed è così che si struttura il mondo dello SVOD (video on demand per sottoscrizione, ndr). Devi rilasciare ogni settimana dei contenuti in esclusiva. E il sistema Italia non ci ha permesso di scegliere questa strada».

 

E dunque VVVVID ha dovuto trovare un’alternativa, e soprattutto ha dovuto imparare a convivere e a sfruttare la propria diversità. «Già una piattaforma come la nostra, non completamente tech ma anche media, è vista come un animale strano. E quindi abbiamo dovuto fare un altro tipo di scelta, provare a offrire più cose possibili, nel modo più vantaggioso, al maggior numero di persone. La pubblicità, a suo modo, crea un legame profondo tra il brand e l’utente. E quella frase che compare ogni volta – “questa pubblicità sostiene lo streaming legale e gratuito” - restituisce consapevolezza all’utenza. Segna, in un certo senso, l’adesione tacita a un contratto di valori».

 

cosplayer a lucca comics

VVVVID, però, non vuole essere semplicemente un distributore di contenuti già editi. In questi anni, infatti, ha cercato in diversi modi di implementare quanto offriva dandosi sempre nuovi obiettivi. «Nel 2014 abbiamo avuto Tokyo Ghoul in esclusiva come doppiaggio. Cioè, per la prima volta un contenuto veniva doppiato per una piattaforma Internet italiana. E sulla base di quell’esperienza, poco tempo dopo, abbiamo chiesto alla nostra community di darci un consiglio su quali voci utilizzare per i doppiaggi. Abbiamo premesso che avremmo fatto le nostre scelte, ma coinvolgere le persone ha portato a una consapevolezza e a una partecipazione maggiori nella nostra community».

La crescita

 

Nel corso del tempo, il nucleo principale di VVVVID è stato affiancato da diversi finanziatori e sostenitori, di cui, dice Baronci, «siamo molto orgogliosi». Per esempio Roger Abravanel, che ha lavorato alla McKinsey&Company, società di consulenza; Matteo Fago, fondatore della startup Venere, che ha rivoluzionato il sistema di prenotazioni online di alberghi, e Antonio Campo Dall’Orto, ex-direttore generale della Rai e tra i principali fautori del rilancio di Raiplay, che ha deciso di investire in VVVVID perché «la creazione di valore nei media del futuro passerà sempre di più attraverso la costruzione di comunità a forte identità».

 

«La squadra di VVVVID è passata dai tre fondatori a undici persone», continua Baronci. «Dopo un iniziale investimento la crescita è sempre stata organica. Il nostro obiettivo, ora, è di portare VVVVID all’estero. Abbiamo individuato alcuni paesi europei, e questo è il primo passo. Ma questo passo coinciderà anche con una fase di produzione di contenuti originali. Cominceremo da piccole serie d’animazione, e questo ci permetterà, poi, di rivolgerci a un pubblico molto più ampio ed esteso».

 

lucca comics 5

Il cammino del servizio streaming, però, non è certamente in discesa. «Siamo stati fortunati perché abbiamo incontrato delle società illuminate come Minerva Pictures e Dynit, con cui abbiamo stretto degli accordi. Ma il nostro spirito involontariamente underground ha fatto sì che non ci sia stata una grande attenzione da parte delle realtà più importanti». E questo, dice Baronci, per una mancanza di sensibilità culturale. «I grandi driver del mercato sono legati a doppio filo a programmi e a contenuti che vanno avanti da anni ed anni, che hanno fatto il loro tempo, e una vera innovazione, come linguaggio, prodotti e idee, manca. Noi ci troviamo a metà, in una vera e propria posizione di rottura. Quando in Italia proponi una novità tecnologica, viene sempre visto con una certa diffidenza. Invece, se ti muovi politicamente, hai molte più possibilità di ricevere finanziamenti e consensi. Purtroppo, a oggi, non è stata colta veramente questa occasione. Stiamo parlando di una piattaforma VOD (video on demand, ndr), rivolta ai millennials, con la capacità di estendersi all’Europa. Se vuole, VVVVID è la nuova MTV su Internet».

 

Gli obiettivi

 

Per quanto riguarda l’archivio di VVVVID, non ci sono contenuti che funzionano di più o funzionano di meno, e non ce n’è uno che prevale veramente sugli altri. «Abbiamo lavorato a lungo e internamente sulla nostra capacità di intercettare quello che funziona di più e che ha più possibilità di diventare un cult, un successo. Non è il singolo contenuto che fa breccia, ma è la community che lo accompagna: e noi siamo generatori di community. Per l’AVOD (video on demand con advertising, ndr) è un problema dover fare spese di marketing continue ed importanti. Il mercato italiano è un centesimo di quello americano, ed è fondamentale trovare soluzioni diverse».

 

lo hobbit 3 la battaglia delle cinque armate

Ogni anno, VVVVID cresce a doppia cifra e, spiega Baronci, «stiamo facendo un lavoro importante per quanto riguarda la pubblicità che raccogliamo, che su Internet ha sempre fatto un po’ di fatica a imporsi. E questo perché nasceva su logiche non premium, non qualitative, legate a contenuti – diciamo così – scarsi. Qui invece parliamo di titoli che vincono premi Oscar e festival internazionali. Il lavoro di sensibilizzazione è difficile e lungo, e noi stiamo facendo da intermediari tra il vecchio mondo, che lavorava principalmente in televisione, e Internet. E anche su questo fronte, bisogna innovare tantissimo».

 

Da qui a sette anni, l’obiettivo che si dà VVVVID è quello di riuscire ad allargare il proprio mercato di influenza e di lavoro, di arrivare alla fonte dei contenuti per ritagliarsi una certa finestra di esclusività, e soprattutto provare a realizzare «una piattaforma europea dedicata ai millennials». Perché, dice Baronci, «vogliamo diventare i numeri uno dell’AVOD per questo target».

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