pippo baudo sanremo

PIPPO FOREVER - A 85 ANNI BAUDO TORNA IN TV CON “SANREMO STORY”: “UN GIORNO MI TELEFONÒ RANIERI DI MONACO: 'CHE NE DICE DI SPOSTARE IL FESTIVAL A MONTECARLO, LE METTO TUTTO A DISPOSIZIONE'. DECLINAI L'OFFERTA. NEL 2008 LOREDANA BERTÈ ANDÒ FUORI DI TESTA PER LA SQUALIFICA DELLA SUA BELLA “MUSICA E PAROLE”, BRANO GIÀ EDITO. ANDÒ IN HOTEL, SI CHIUSE IN CAMERA E FECE IL DIAVOLO A QUATTRO. PER CALMARLA E FARLA USCIRE MI INVENTAI PER LEI UN PREMIO SPECIALE” - LA “CACCIATA” DI LOUIS ARMSTRONG, LA CANZONE “TAGLIATA” A MADONNA…

Leonardo Iannacci per “Libero quotidiano”

baudo sanremo

 

Nel senato accademico della televisione italiana il dottor Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo occupa uno scranno presidenziale. Laureato in giurisprudenza a fine anni '50 («la sera prima della discussione della tesi presentai un concorso di bellezza, poi salii su un camioncino che trasportava frutta e viaggiai tutta la notte verso l'università di Catania. Mi cambiai in un bar e mi laureai»), quel pennellone di Militello chiuse sul nascere una promettente carriera di legale e si trasformò in Pippo Baudo.

 

piero chiambretti pippo baudo sanremo

Nell'uomo che avrebbe inventato un modo nuovo di fare tv. In modo felicemente nazional-popolare. Ora, a 85 anni, SuperPippo è di nuovo in trincea: sta disegnando una controffensiva clamorosa dopo anni in cui la Rai l'aveva colpevolmente messo in soffitta. Dopo tre puntate estive dedicate all'opera lirica su Rai3, serate hanno fatto segnare audience insperate, Baudo sta preparando il programma dei programmi: Sanremo Story, una cavalcata sul Festival da lui presentato per tredici edizioni.

pippo baudo

 

Trattasi di rivincita clamorosa per il grande professionista che pare ringiovanito di vent' anni quando lo abbracciamo con affetto, ritrovando in lui lo sguardo del leone. Pippo Baudo sarà di nuovo grande in questa televisione dominata da troppi nani.

 

Da dove vuole cominciare? Dalle serate sull'opera o dal nuovo programma su Sanremo?

«Ma che fai, mi dai del lei? Suvvia... Portare la lirica in prima serata su Raitre e raggiungere un milione di spettatori è stato come andare sulla luna. Merito di Gianmarco Mazzi e di Franco Di Mare, il direttore di rete che ha appoggiato il programma: parliamo la stessa lingua televisiva».

 

Lei, cioè tu, hai raccontato opere come l'Aida coinvolgendo nonne e nipoti.

sanremo baudo cavallo pazzo

«Quando presenti un argomento d'élite come è la lirica devi condirla con aneddoti, storie, curiosità. Occorre studiare, come si andasse a sostenere un esame».

 

Solo questo?

«Bisogna metterci anche un pizzico di mestiere, di furbizia. La gente ci casca se sei bravo ad allestire un programma avvincente».

 

E veniamo al nuovo programma. Dopo averne "fatto" la storia in prima persona, presenterai un racconto storico del Festival. Rischierai l'autocelebrazione...

«Ma no. L'idea è quella di inserire la narrazione di un Festival nei fatti storici dell'anno in cui si svolse. Racconterò anche l'Italia. Il Festival ha fatto parte della nostra storia. Chi lo sminuisce o lo deride non capisce niente. Non esiste un altro Festival come questo».

pippo baudo a sanremo 2018

 

Ne parli così per troppo amore?

«Anche. Un giorno mi telefonò Ranieri di Monaco: "Baudo, che ne dice di spostare il Festival a Montecarlo, le metto tutto a disposizione", disse. Declinai l'offerta. E feci aggiungere al logo Festival della Canzone Italiana il genitivo "di Sanremo". Unico e inimitabile».

 

Al Festival hai fatto 13. Cosa ricordi del primo?

«Era l'edizione del 1968, quella dopo il dramma di Tenco e la Rai scelse me, debuttante al Festival. Da incosciente, accettai».

 

michelle hunziker e pippo baudo

Roba da far tremare anche SuperPippo...

«Salendo le scale del salone del Casinò, dove avrei dovuto presentare il mio primo Sanremo, pensai: chi me l'ha fatto fare? Ma la cosa che mi disturbò di più fu un'altra».

 

Ovvero?

«Dietro le quinte un dirigente Rai si avvicinò: Baudo, lei si rende conto che stasera si sta giocando la carriera? Ci rimasi male. Ma quando il Festival finì con un trionfo, cercai quel dirigente e mi vendicai: sa che lei è un vero stronzo?».

 

Quell'anno cacciò dal palco nientemeno che Louis Armstrong.

«Era in gara con Mi va di cantare. Ma dopo aver finito il brano attaccò con la tromba When the saints go marching in. Non smetteva più. Dietro le quinte mi dissero: "Fallo smettere sennò dobbiamo squalificarlo!". Mi sono avvicinato, l'ho preso sottobraccio e l'ho letteralmente spinto fuori dal palco».

PIPPO BAUDO E LOUIS ARMSTRONG

 

Hai portato al Festival star incredibili. In quegli anni la Rai aveva budget più alti?

«Affatto! Se ti riferisci alle star del calibro di Madonna o Whitney Houston, sono venute tutte gratis. Avevo fatto una furbata, comprando su Billboard, la Bibbia dello spettacolo americano, delle pagine con scritto: Sanremo vi attende! Le rispettive case discografiche, attratte, facevano la fila per far sbarcare questi nomi incredibili al Festival».

 

Raccontami quando hai cambiato una canzone a Madonna...

«Venne per cantare Take a bow che nel finale sfumava. Per me non funzionava e le dissi: "non sarebbe meglio un taglio netto in questo finale?". E Madonna: "Lei Baudo saprebbe come farlo?'" Mi precipitai nel pulmino della regia, presi le forbici e tagliai il nastro della canzone prima che sfumasse. E Madonna: ottimo lavoro, canterò Take a bow sempre con questo finale».

PIPPO BAUDO WHITNEY HOUSTON

 

Il momento più emozionante?

«Quando convinsi Whitney Houston a ricantare per intero la straordinaria All at once. L'Ariston impazzì per quel bis»

 

Quello più difficile?

«Nel 2008 Loredana Bertè andò fuori di testa per la squalifica della sua bella Musica e parole, brano già edito. Andò in hotel, si chiuse in camera e fece il diavolo a quattro. Per calmarla e farla uscire mi inventai per lei un premio speciale Mia Martini. Altrimenti non so cosa avrebbe fatto!».

PIPPO BAUDO E MADONNA

 

E quello più triste?

 «Nel 1987 quando, al momento di annunciare la vittoria del trio Morandi-Tozzi-Ruggeri, arrivò la notizia della morte di Claudio Villa. Che diedi in diretta. Morandi scoppiò a piangere».

 

Ti piacciono i Festival di Amadeus?

«Sì. Già due anni fa dissi ad Ama: vai tranquillo... E poi la coppia con Fiorello funziona».

CLAUDIO VILLA

 

Però non è sicuro che nell'Amadeus-tris vedremo di nuovo Fiore.

«Per me ci sarà».

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…