polanski sharon tate

TUTTE LE ACCUSE DI STUPRO PORTANO A ROMAN (POLANSKI) – "I MEDIA CONTINUANO AD ACCUSARMI. ESCONO STORIE ASSURDE DI DONNE MAI CONOSCIUTE CHE MI ADDEBITANO FATTI ACCADUTI DECENNI FA. DA QUANDO MIA MOGLIE SHARON TATE FU UCCISA SU DI ME SI DICONO UN SACCO DI BALLE. IL CASO SEMBRAVA COSI' INSPIEGABILE CHE È STATO PIÙ FACILE ADDOSSARMENE LA RESPONSABILITÀ SU UNO SFONDO DI SATANISMO. FUI TRASFORMATO IN UN MOSTRO" - DOPO L’INTERVISTA A GLORIA SATTA POLANSKI HA SOSPESO LE ATTIVITA’ STAMPA

Gloria Satta per il Messaggero

polanski

 

Roman Polanski, jeans e capelli allegramente spettinati, sorseggia acqua minerale nel suo studio parigino situato in un elegante e super-sorvegliato condominio a due passi da Champs Elysées. Al piano di sotto c' è l' appartamento in cui il regista, 86 anni, vive con la moglie Emmanuelle Seigner e i loro due figli Morgane e Elvis. «Il mio vero successo non riguarda il cinema: è aver creato una famiglia felice», rivela. L' autore premio Oscar di capolavori come Rosemary' s Baby, Chinatown, Il Pianista appare disteso e si muove agile come un gatto mentre fuori è l' inferno: la recente accusa dell' ex modella Valentine Monnier, che ha raccontato ai giornali di essere stata violentata da lui 44 anni fa, sta scuotendo la Francia. Ma, nonostante il boicottaggio delle femministe, l' ultimo film di Polanski L' ufficiale e la spia, Leone d' argento a Venezia, sta sbancando i botteghini (esce da noi il 21 novembre).

polanski sharon tate

 

«Ha raccolto 500mila spettatori in un week end, un record: il pubblico ama il grande cinema al di là del gossip», esclama Luca Barbareschi che si è battuto sei anni per produrre, con i francesi e RaiCinema, questa potentissima opera dell' amico Roman, ispirata al caso ottocentesco dell' ufficiale ebreo Alfred Dreyfus ingiustamente condannato per spionaggio e poi scagionato.

charles manson 6

 

Dell' ultimo, presunto stupro Polanski non parla, lasciando al suo avvocato Hervé Tenime il compito di respingere ogni accusa. Ancora a rischio di finire in carcere per l' abuso del 1977 su una minorenne (non lascia la Francia per non venire estradato negli Usa), il regista racconta invece con entusiasmo L' ufficiale e la spia che ha per protagonista Marie-Georges Picquart (lo interpreta il premio Oscar Jean Dujardin), il colonnello che si batté per dimostrare l' innocenza di Dreyfus (Louis Garrel). Emmanuelle Seigner fa l' amante di Picquart.

 

Che cosa l' ha spinta a riproporre quell' episodio storico?

polanski sharon tate

«Un vecchio film americano su Emile Zola, l' autore del famoso J' accuse in difesa di Dreyfus. La scena della degradazione mi è rimasta in testa per anni invogliandomi a raccontare quella storia affascinante che affronta temi attualissimi: false verità, antisemitismo, ingiustizia».

 

Pensa che ingiustizia e mistificazione abbiano colpito anche lei, girare il film è stato dunque catartico?

«No, non considero il lavoro una terapia. Ma molte dinamiche esistenti dietro il sistema persecutorio mostrato nel film mi sono familiari».

 

Oggi potrebbe ripetersi, secondo lei, un caso Dreyfus?

sharon tate uccisa a los angeles nel 1969 da charles manson

«La vicenda racconta un errore compiuto dall' esercito e l' ostinazione nel non volerlo ammettere: è un atteggiamento tuttora praticato da grandi istituzioni come lo stesso esercito, la Chiesa, la stampa».

 

Ritiene che i media si siano comportati male con lei?

«Mi hanno fatto molti torti, raccontando un sacco di balle sul mio conto. Tutto iniziò nel 1969 con l' assassinio di mia moglie Sharon Tate, la grande tragedia della mia vita».

 

bob evans mia farrow roman polanski

Cosa intende?

«Finché non si è arrivati alla setta di Charles Manson, il caso sembrava così inspiegabile che è stato più facile addossarmene ignobilmente la responsabilità su uno sfondo di presunto satanismo. Da vittima, fui trasformato in un mostro... I media continuano ad accusarmi, aggiungendo strati alla palla di neve della mia reputazione. Escono storie assurde di donne mai conosciute che mi addebitano fatti accaduti in teoria decenni fa. Difendersi è come combattere contro i mulini a vento».

 

Crede di essere un bersaglio del maccartismo femminista?

«Dico soltanto che oggi non esiste più l' equo processo. Viviamo in un' epoca di post-verità in cui i fatti non contano: l' unica verità è quella delle emozioni».

 

roman polanski

Si sente una vittima di questa situazione?

«No, ma ne soffro. E non sono l' unico».

 

Ha visto C' era una volta a Hollywood, il film di Tarantino sul massacro del 1969?

«No. Volevo evitare di dover poi esprimere un giudizio».

 

Perché ha denunciato l' Academy che nel 2018 l' ha espulsa?

«La decisione è stata presa ingiustamente e senza ascoltarmi: l' ho saputo dai media. Sono membro dell' Academy dal 1969 e prima dell' espulsione c' è stato questo (indica l' Oscar, vinto nel 2003 per il Pianista, che brilla in un ripiano della libreria in mezzo a tanti altri premi, ndr)».

 

sharon tate e roman polanski

Picquart è un eroe del passato, chi sono gli eroi attuali?

«Gorbaciov, che ci ha liberati dallo stalinismo. E i whistleblowers come Edward Snowden o Julian Assange che attraverso la tecnologia smascherano gli abusi del potere».

 

Oggi vede una recrudescenza dell' antisemitismo?

«Certo. Le cronache ci dimostrano ogni giorno che contro gli ebrei crescono intolleranza e pregiudizi. E che si sta perdendo la memoria del passato».

 

Che valori pensa di aver trasmesso ai suoi figli?

«L' amore per la verità, l' onestà, il rispetto del lavoro. Solo Morgane, 26 anni, vuol fare cinema: dopo aver studiato arte drammatica e interpretato la serie Vikings ha perso interesse per la recitazione e pensa alla regia».

sharon tate e roman polanski 3

 

Cosa la mantiene in forma?

«La curiosità e lo sci che pratico regolarmente».

 

Il futuro del cinema è al di fuori dalla sala?

«Gli antichi greci profetizzavano la fine del teatro, i romani la sparizione del circo... malgrado lo streaming, la gente vuole ancora gustare il cinema in compagnia, sul grande schermo. Immagina un film come Borat guardato sul tablet? Assurdo. La risata va condivisa».

 

Faceva ridere anche Barton Fink, la commedia dei fratelli Coen a cui nel 1991, da presidente della Giuria a Cannes, assegnò la Palma d' oro e gli altri premi principali.

«Il film li meritava! Subito dopo, il Festival proibì di affiancare altri premi alla Palma in nome della filosofia marxista che prescriveva di dare una caramella a ciascuno. Penso alle gare senza vincitori della Cina maoista...».

 

Lei invece è competitivo?

«Sì. La vita è una continua competizione».

charles mansoncharles manson 2CHARLES MANSONcharles manson charles manson il folle charles mansoncharles manson

j'accuse di roman polanski 8j'accuse di roman polanski 7j'accuse di roman polanski 5roman polanski 2sharon tate e roman polanski emmanuelle seigner e roman polanski 11emmanuelle seigner e roman polanski 12sharon tate roman polanskiroman polanskisharon tate roman polanskiPREMI CESAR 2014 - ROMAN POLANSKIsharon tate e roman polanski, cannes 1968roman polanskiroman polanski in tribunaleroman polanskisamantha geimer nel 2013samantha geimerGEIMER POLANSKIroman polanskiPOLANSKIPOLANSKIemmanuelle seigner e roman polanski 7POLANSKIemmanuelle seigner e roman polanski 16emmanuelle seigner e roman polanski 3emmanuelle seigner e roman polanski 4emmanuelle seigner e roman polanski 6emmanuelle seigner e roman polanski 9sharon tate e roman polanski 2sharon tate e roman polanski 4sharon tate e roman polanski 5sharon tate e roman polanski 7sharon tate e roman polanski 8sharon tate e roman polanski 9sharon tate e roman polanski 4j'accuse di roman polanski 4j'accuse di roman polanski 3polanski gloria satta

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?