mattarella boschi dago

ALLA SCALA SU IL SIPARIO PER LA PRIMA DELLA "TOSCA". 10 MINUTI DI APPLAUSI PER MATTARELLA: UN DO DI PETTO A UN'ITALIA DEL DO DI STOMACO - LOOK DA IMPAZZIRE PER LA BOSCHI: VESTITO NERO E AMPIA SCOLLATURA - DAGO SPIAZZA TUTTI: NIENTE PANTALONI - LA ROCKSTAR AMERICANA PATTI SMITH CHE INNEGGIA ALLE SARDINE. E POI LA SENATRICE A VITA SEGRE, ELODIE CON MARRACASH, VITTORIA PUCCINI, BARRA E SANTAMARIA - TEATRO BLINDATO PER LE PROTESTE  

BOSCHI SCALFAROTTO PRIMA DELLA SCALA

MARIA ELENA BOSCHI

Da www.liberoquotidiano.it

 

Alla prima della Scala non poteva mancare Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera di Italia Viva, la forza di Matteo Renzi. Le prima foto della fu sottosegretaria viaggiano sui social, dove è stato rilanciato anche lo scatto che potete vedere qui sotto. Ecco la Boschi, seduta al fianco di Ivan Scalfarotto, anche lui ex Pd approdato in Italia Viva. Ma gli occhi sono tutti per l'ex ministro delle Riforme, che si è presentata al prestigioso appuntamento con un elegantissimo vestito nero, connotato da una profondissima scollatura. Ma non solo: per l'occasione la Boschi sfoggia anche dei capelli insolitamente piatti e raccolti, in un mix davvero centrato. Semplicemente bellissima.

 

D’AGOSTINO

Da www.liberoquotidiano.it

Non finisce mai di stupire, Roberto D'Agostino, il celebre ed istrionico giornalista e padre di Dagospia. Anche lui, infatti, figurava tra gli invitati alla Prima della Scala, dove è andata in scena la Tosca di Giacomo Puccini (presente anche Sergio Mattarella, al quale la platea ha tributato un applauso durato quattro minuti). Dago, infatti, si è presentato al teatro vestito a modo suo, in barbara al severissimo dress-code che prevede una manifestazione quale la Prima. Al di là dei consueti occhiali da sole blu sfumato, D'Agostino indossava camicia e giacca nere, oltre a una cravatta altrettanto nera impreziosita da caratteri orientali. Ma la sorpresa più grande sono stati i pantaloni, i quali di fatto non c'erano: per Dago un gonnellone nero con altrettanti caratteri orientali, oltre a un peculiare paio di scarpe nere.

 

 

 

DAGO PRIMA DELLA SCALA

PRIMA DELLA SCALA
 

patti smith prima alla scala tosca

Il pubblico della Prima della Scala, così come avvenne lo scorso anno, ha tributato una vera e propria ovazione al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo ingresso, con la figlia Laura, nel palco d’onore. Alla fine dell’applauso durato circa quattro minuti, come di consueto, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, l’orchestra diretta dal maestro Riccardo Chailly ha intonato l’inno di Mameli. Tra i primi ospiti ad arrivare la rockstar americana Patti Smith, accompagnata dalla figlia Jessie. «Le persone hanno il potere specialmente in Italia. Le Sardine hanno il potere», ha detto la cantautrice 72enne entrando nel foyer. Gli applausi di alcuni cittadini hanno salutato anche l’arrivo della senatrice a vita Liliana Segre.
 
La protesta dei centri sociali contro i bombardamenti turchi in Siria, quella dei lavoratori Auchan contro i 6200 esuberi e l’immancabile presidio della Cub. L’altra piazza della «Prima» del 7 dicembre 2019 prende di mira soprattutto le politiche del lavoro del governo Conte, le polemiche su razzismo e accoglienza dei migranti in Europa e la guerra in Siria. Ma il rito della protesta si conferma anche quest’anno sempre più stanco e meno sentito. Soprattutto da milanesi e turisti che incuranti continuano lo shopping. Una quarantina i militanti dei centri sociali in piazza, striscioni, cori e fumogeni, ma niente di più. Intorno, oltre le transenne che dividono la piazza, una folta presenza di uomini e donne di polizia, carabinieri, guardia di Finanza e polizia locale.

patti smith prima alla scala tosca

 
I primi ad accendere la musica, da Gaber a Rino Gaetano, fino a Bella ciao (intervallati da qualche «commercialata» dance), sono stati i sindacalisti della Confederazione unitaria di base. Davanti a Palazzo Marino sono state distese tute bianche sporche di vernice rossa a simulare la «strage dei morti sul lavoro»: «Oltre 900 da inizio dell’anno — hanno spiegato i sindacalisti —. Su questi morti non ci sono i riflettori della Prima». Sotto al Municipio, dove ancora è esposto lo striscione giallo «Verità per Giulio Regeni», intorno alle 17 sono arrivati anche gli attivisti del «Cantiere». I militanti sono arrivati dalla Galleria esponendo un grande striscione: «La guerra alla Rojava continua, non calate il sipario». In piazza sono stati accesi fumogeni rossi, gialli e verdi e inscenato un flash mob sui bombardamenti in Siria e contro le politiche del premier turco Erdogan. Il «dispositivo» di sicurezza adottato dal questore Sergio Bracco, infatti, ha previsto uno spiegamento di uomini e mezzi imponente come impone la presenza del presidente della Repubblica Mattarella, del presidente del Senato Casellati e del ministro dell’Interno Lamorgese. Accessi a piazza Scala chiusi con polizia e transenne: si passa solo con il biglietto per la Tosca o con il pass previsto per tecnici, forze di polizia, mezzi di soccorso e operatori della comunicazione.

vittoria puccini prima alla scala tosca

 
A coordinare il tutto, insieme al questore Bracco, anche il prefetto Renato Saccone. Anche se la Questura ancora non fornisce, per evidenti ragioni numeri ufficiali, sono oltre 600 gli agenti impegnati per garantire la sicurezza della Prima 2019. Rispetto al recente passato è meno forte il timore di attentati terroristici di natura islamica, anche a causa dello sfaldamento del Califfato di al Baghdadi (ucciso in un raid a ottobre). Tuttavia, resta alta l’attenzione per gesti, anche solo dimostrativi, dei cosiddetti «lupi solitari» o personaggi autoradicalizzati in cerca di visibilità. Il recente attacco del London bridge (due morti più l’uccisione dell’attentatore), peraltro, ha riportato l’attenzione proprio su gesti isolati compiuti in mezzo alla folla anche soltanto usando forbici o un coltello. Per questo in piazza ci saranno anche gli esperti dell’Antiterrorismo di Digos, Ros e Nucleo informativo dei carabinieri. Con loro, e a disposizione per ogni evenienza, anche tiratori scelti, artificieri e personale di Uopi e Api, le unità operative antiterrorismo di polizia e carabinieri nate dopo gli attentati di Parigi per sostenere scontri a fuoco contro commandi armati di fucili automatici.

 
Meno preoccupazione desta invece il fronte dell’eversione interna nel periodo della ricorrenza del 50esimo anniversario della strage di piazza Fontana. Il movimento anarchico informale, in passato autore di azioni dinamitarde contro obiettivi militari o statali, è stato colpito da arresti ed operazioni di polizia. E mai ha preso di mira eventi di piazza come la Prima della Scala. Sul fronte opposto, quello di estrema destra, il livello di attenzione è molto alto, ma le azioni eversive si sono limitate in questi anni a gesti dimostrativi o contro obiettivi ebraici o politici.
 
Però l’occasione della Prima potrebbe sempre offrire un palcoscenico internazionale importante per chi cerca qualsiasi forma di visibilità. Le uniche contestazioni però sono arrivate da Cub e Centri sociali. Tutto ampiamente previsto e nessun incidente con le forze dell’ordine. Ma solo fuochi d’artificio all’inizio della Tosca di Puccini.

 

MATTARELLA PRIMA SCALAMATTARELLA PRIMA SCALAMATTARELLA PRIMA SCALAMATTARELLA PRIMA SCALA

elodie marracash prima alla scala toscasegre prima alla scala toscabarra santamaria prima alla scala toscamonti pereira e consorti prima alla scala toscasala fontana prima alla scala tosca

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…