1. PROVACI ANCORA, PRIVACY! LA REGOLA DEL III MILLENNIO È “NESSUNO PUÒ NASCONDERSI” 2. L’UNIONE EUROPEA PREPARA UN REGOLAMENTO CHE SOSTITUIRÀ LE LEGGI NAZIONALI E INTRODUCE NORME SU DATI GENETICI, DIRITTO ALL’OBLIO, VIOLAZIONI DEI DATI PERSONALI 3. MA COME HA SVELATO LA “TALPA” SNOWDEN, I SERVIZI DI SICUREZZA AMERICANI POSSONO LEGGERE TUTTO QUELLO CHE SI DICE SU GOOGLE, FACEBOOK, TWITTER, HOTMAIL 4. GIÀ, PERCHÉ I LORO SERVER SONO NEGLI STATI UNITI, E LE LEGGI ANTITERRORISMO USA SONO A OGNI EFFETTO NORME GLOBALI ANCHE SE NON RECEPITE DAGLI ALTRI GOVERNI 5. GOVERNI, MILITARI, TRADERS E BIG COMPANIES CAMPANO SOLO GRAZIE A UN SISTEMATICO E SREGOLATO FURTO DI INFORMAZIONI PRIVATE. E NON LE MOLLERANNO MAI

1. LIBERTÀ SUL WEB - VIDEO DI GLAUCO BENIGNI
http://www.youtube.com/watch?v=J9kYDeb7zPE


2. PROVACI ANCORA, PRIVACY!
Glauco Benigni per Dagospia

Secondo Marlon Brando la privacy non era "semplicemente un diritto, ma un prerequisito assoluto per vivere". Per contro, la scrittrice e regista cinese, Xiaolu Guo, si chiede: " perchè le gente ha bisogno della privacy ? Perchè è cosi' importante ? In Cina ogni famiglia vive insieme: nonni, genitori, figlie, figli e tutti i parenti. Si mangia insieme, si parla di tutto e si divide ogni cosa . La privacy rende la gente sola e distrugge le famiglie."

E' evidente che molte sono le possibili interpretazioni del concetto e ogni interpretazione illumina una piccola porzione di un'area sterminata. Di certo quando il giurista Louis Brandeis, insieme a Samuel Warren, scrissero nel 1890 The right to Privacy, formulando il primo nucleo di pensiero moderno che avrebbe condotto alle attuali Leggi sulla Riservatezza e Protezione Dati, non pensavano di aver piantato il seme di quella che sarebbe diventata una fitta boscaglia piena di rami intricati e foglie che dondolano nel vento della Storia .

In Occidente con privacy si intende comunemente il Diritto di una persona che consente ad Altri di accedere, consultare, usare, archiviare, controllare le informazioni che la riguardano, solo in caso di necessità . Negli ultimi anni il diritto si è esteso, dalla iniziale sfera della vita privata, ai propri dati personali : sensibili, semisensibili, comuni, giudiziari.

E qui già bisognerebbe preoccuparsi perché l'estensione e la differenziazione hanno trasformato un Diritto naturale, apparentemente semplice da difendere, in una lotta complessa e impari contro poteri remoti e interessi commerciali. Telecamere, smartphones, internet e in generale ogni techno-device digitale, unitamente alla velocità di raccolta, consultazione, riproducibilità dati e alla loro archiviazione, quali ondate prepotenti hanno sgretolato la barriera che la privacy tentava di erigere tra "la persona" e l'Altro da sè. In tal modo il diritto è diventato un sogno infantile e la protezione evocata si è sostituita al problema.

No one can hide (Nessuno può nascondersi) - dicono i Guru Digitali - ma la Gente ancora non ci crede fino in fondo. Se cominciasse a farlo si sentirebbe "spellata" e indifesa, in balia di Forze estranee. E questo la gente non lo vuole ... e non lo vogliono neanche le Forze estranee. Pertanto si preferisce abbandonarsi al sogno della privacy, salvo svegliarsi di quando in quando e agitarsi e indignarsi inutilmente, come nel recente caso Datagate che ha scosso la National Security Agency statunitense.

Parliamo un po' dell'Italia, dove il dibattito è acceso e le protezioni sono apparentemente alte. Parliamone ben sapendo però che l'Italia è in Europa, che l'Europa è nel mondo e che l'Impero Tecno-militar-finanziario transatlantico se ne frega delle Leggi Nazionali. In ogni caso, nel Bel Paese la privacy viene anche intesa quale sovranità su di sé, quindi non solo un diritto alla protezione della sfera privata, ma anche uno strumento della libera e piena autodeterminazione. Che poesia !

I fondamenti costituzionali sono rinvenibili negli articoli 14,15 e 21 (domicilio, segretezza della corrispondenza, manifestazione del pensiero) ma si può far riferimento anche all'articolo 2. Prima della Legge sulla Privacy del 1996 ci si rifaceva alle sentenze della Corte di Cassazione, la quale con la 4487, nel 1956, aveva addirittura negato la presenza di un diritto alla riservatezza.

In realtà quella sentenza, ovviamente giudicata in seguito assurda, era realista. Era un po' "cinese" se vogliamo, un po' nazional paternalista, un po' "mica siamo inglesi", un po' "l'unica riservatezza è quella protetta dal segreto del confessionale"... però avvertiva la gente: "non vi fate illusioni". La stessa Corte ci ripensa nel 1975 e con la sentenza n.2129 apre uno spiraglio alla "tutela di situazioni e vicende strettamente personali e familiari".

La Corte a quel tempo, reduce dalla batosta del referendum sul divorzio e in piena rivoluzione sessuale, ce l'ha con i rotocalchi e la stampa in genere e tende a regolamentare uno dei nemici naturali della privacy : il diritto di cronaca. Salvo poi far marcia indietro in epoca CAF , ma già berlusconiana, nel 1992, chiarendo che "chi ha scelto la notorietà come dimensione esistenziale del proprio agire si presume abbia rinunciato a una parte di riservatezza".

E' evidente che la dimensione mediatica al suo evolversi modifica il concetto di privacy. Tant'è che oggi, tutti coloro i quali sono alla ricerca di notorietà, visibilità e aumento d'immagine grazie agli strumenti digitali, stanno - inconsapevolmente - rinunciando a un pezzo di riservatezza. Quanto è grosso questo pezzo non si sa ancora... se continua così il pezzo tende al 100%.

Ma non è solo la dimensione mediatica a giocare un ruolo nella partita libertà vs controllo. Un altro elemento molto importante sono i Trattati Internazionali che, secondo l'articolo 11 della Costituzione limitano la Sovranità dello Stato e , al dunque, anche la Sovranità individuale.

Nel 1989 si era proceduto a prime modifiche delle norme italiane in ottemperanza alla Convenzione di Strasburgo del 1981.

Il vero cambio di paradigma comunque era già avvenuto nel 1988 con l'adozione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Questa "Carta" stabiliva, è vero, "barriere per evitare ingerenza di autorità pubbliche sul diritto alla privacy", precisando però : "a meno che tale ingerenza sia prevista dalla Legge ... necessaria per la sicurezza nazionale, per la pubblica sicurezza, per il benessere economico del paese, per la difesa dell'ordine e per la prevenzione dei reati, per la protezione della salute e della morale e per la protezione dei diritti e delle libertà altrui " .

Ecco qui ! Non a caso il testo della Convenzione, scritto nel 1950, era solo un modo più accattivante di affermare quello che diceva la sentenza italiana del 1956. In sostanza : essendo molto labili i confini tra libertà personali e sicurezza, prevenzione reati, protezione diritti altrui, etc..., "non vi fate illusioni", la vostra privacy è solo un pixel di un vasto mosaico, nel quale interessi pubblici e soggetti dominanti considerano la difesa del diritto solo uno slogan elettorale. "La privacy - dice l'uomo dei Poteri Forti - è un prodotto di massa della Democrazia Liberale da sgranocchiare oggi di fronte al computer".

La gente però ci credeva nella privacy e accolse con plauso gli Accordi di Schengen e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, in cui all'art.8 la privacy diventava da prevalente diritto alla riservatezza a prevalente diritto alla protezione dei dati.

I Dati ! Questo sterminato agglomerato di informazioni doveva essere trattato "lealmente, a seguito di consenso espresso" e diventava magicamente un corpus esterno alla persona . Un corpus al quale si aveva diritto di accedere e a ottenere rettifica. Il che equivaleva a dire : "Tu intanto diventi consapevole e acconsenti al fatto che Qualcuno raccoglie i tuoi dati. Tu puoi chiedere di sapere tutto quello che sappiamo di te e puoi anche chiedere di dargli un'aggiustata" ... basta che tu ti rivolga all'Autorità preposta.

Per istituire l'Autorità il Parlamento Italiano fece una bella Legge nel 1996, sostituita nel 2003 da un bel Decreto legislativo, detto Codice di protezione dei dati personali, che è attualmente in vigore.

In tal modo l'aspirazione lecita ad "essere lasciati in pace" (una delle altre interpretazioni della privacy) veniva presa in ostaggio e ricollocata all'interno di un triangolo virtuale in cui ufficialmente giocavano 3 ruoli : i raccoglitori, gli intrusi e i protettori dei dati. Oggi sappiamo che spesso i 3 ruoli coincidono. Specialmente in quei casi in cui siamo considerati Consumatori o Elettori o potenziali Ammalabili.

Ma ormai siamo europei . Quindi ... in data 25 gennaio 2012, la Commissione Europea ha approvato la proposta di un Regolamento sulla protezione dei dati personali , che andrà a sostituire, una volta definitivamente approvato, la direttiva 95/46/CE in tutti e 27 stati membri dell'Unione Europea. In Italia andrà quindi a prendere il posto del Decreto legislativo 196/2003. Ci sono novità ? Sì .

Alle definizioni fondamentali si aggiungono : dato genetico e dato biometrico; viene introdotto il principio del controllo dei dati di cittadini non UE se costoro commerciano con cittadini UE ; si stabilisce il diritto a trasferire i propri dati da un social network ad un altro e anche il "diritto all'oblio" salvo però "specifici obblighi di legge, garanzie della libertà di espressione e continuità della ricerca storica"; sarà istituito un data protection officer per le imprese al di sopra di un certo numero di dipendenti; sarà introdotto il requisito del privacy impact assessment (valutazione dell'impatto-privacy) e del privacy by design; sarà introdotto l'obbligo di notificare all'Autorità (le violazioni) personal data breaches; i Garanti per la Protezione dei dati personali saranno dotati di maggior poteri anche sanzionatori.

Et voila ! Manca solo l'Istituzione di un Corpo di Polizia a Statuto Speciale ... ma, per lo meno in Rete, c'è già l'Escopost, l'ufficio che vigila sulle frequenze radio e sul web.

Questa sarà la privacy nell'Europa del III Millennio , prepariamoci.
Intanto, a prima vista sembra che chi non parla inglese non ha diritto a capire neanche di che si tratta. Poi rendiamoci conto che la privacy, vista dal Potere, è innervata di raccolta-protezione dati genetici e biometrici. Il dibattito va avanti da anni ma alla fine non se ne esce. "Se mi serve il tuo DNA per tutela salute o utilizzo in sede giudiziaria io me lo prendo".

A proposito di biometrica poi si sono accesi i riflettori sul prossimo prodotto della Google : i Google Glass. Quali informazioni si possono raccogliere ? Con chi verranno condivise ? Come verranno utilizzate ? etc... Le Autorità di Protezione Dati di diversi continenti, riunite nel GPEN ( Global Privacy Enforcement Network) hanno chiesto chiarimenti alla multinazionale californiana: "State per mettere in commercio su larga scala un oggetto indossabile che include al suo interno una microcamera, un microfono e un dispositivo Gps con accesso a internet ...", si possono dunque realizzare "riconoscimenti facciali " all'insaputa dei soggetti ritratti ... il soggetto riconosciuto potrebbe poi essere individuato nei suoi gusti e nelle sue opinioni, la sua sfera privata diventerebbe un colabrodo trasparente .

"Spiegateci !" Ovviamente Google, la stessa società che, grazie a Google Map, ha fotografato e sbattuto in rete, senza alcuna autorizzazione, le strade, le piazze, le case di tutto il mondo, se ne guarda bene dal rispondere.

Ma allora Orwell aveva ragione ? La domanda ormai appare retorica. Certo che aveva una gran parte di ragione! La terna : Governi ossessionati dalla Sicurezza + traders ossessionati dal guadagno + tecnocrati facilitatori del controllo, non consente scampo. La privacy è stata abbindolata, sedotta e stuprata da bambina e ora, i suoi stupratori travestiti da padri di famiglia ne fanno mercimonio.

Il Regolamento europeo si sforza di poggiare l'accento sui social network. Ma i social networks, i motori di ricerca, i service providers e ogni altro soggetto rilevante, se aventi Casa madre in Usa, sono costretti, in ottemperanza al Fisa Act del 2008 a "fornire tutti i dati richiesti al Governo ... in segreto e in modo che il soggetto sorvegliato non se ne accorga".

Ovviamente la richiesta deve essere giustificata da "motivi di sicurezza" e approvata (neanche tanto) dall'Avvocatura Generale Usa e dal DNI (Director of National Intelligence) quindi dagli stessi controllori, che vezzosamente si definiscono "sorveglianti". Ora : si da il caso che l'80% dei soggetti rilevanti operanti in rete siano statunitensi. Cosa potranno fare gli Europei che usano la rete per impedire di essere "sorvegliati". Per il momento NULLA. E' la coda di Echelon ! Una situazione giustificata dal fatto che le leggi antiterrorismo Usa sono a ogni effetto norme globali anche se non recepite dagli altri Governi.

Al dunque : un Regolamento così è pensato per proteggere Chi da Chi ?

Proteggere è veramente un parolone . Anche un po' improprio. Ciò che appare è che la Sfera Pubblica globalizzata: i Governi, i Militari, i Traders, i Tecnocrati vogliano impedire che la raccolta e il trattamento dei dati sia ostacolata dal sacrosanto bisogno di riservatezza e per far questo hanno organizzato un sistema molto complesso di protezione regolata, al quale è impossibile sottrarsi e nel quale è quasi impossibile intervenire .

 

 

GLAUCO BENIGNIEdward Snowden snowdenBARACK OBAMA OBAMA CYBER SECURITY National security agency NSA NSA NATIONAL SECURITY AGENCY INTERCETTA GLI AMERICANI Googlelogo facebooklogo twitter HOTMAILPRIVACY PRIVACY PRIVACY PRIVACY PRIVACY PRIVACY BIG DATA PRIVACY

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…