LA PUPA DI CAMELOT - DALL’ARCHIVIO DELLO SPIONE DI HOLLYWOOD LE LITI DI MARILYN CON I KENNEDY: “PER LORO SONO SOLO UN PEZZO DI CARNE”

Tim Walker per "The Independent" pubblicato da "Il Fatto" - Traduzione di Carlo Antonio Biscotto

Fred Otash, nato nel 1922 e morto nel 1992, è stato un personaggio leggendario della Hollywood del periodo d'oro. Investigatore privato, ma anche scrittore e attore, indagò su quasi tutti i divi dello schermo e fino alla sua morte custodì gelosamente nel suo privatissimo archivio i segreti di molte star. Fred Otash, "Private Eye" per eccellenza, ha anche ispirato due dei tre romanzi della trilogia Underworld USA di James Ellroy e il personaggio di Jake Gittesh, interpretato da un superbo Jack Nicholson, nel film Chinatown diretto nel 1974 da Roman Polanski.

Per oltre venti anni sul contenuto dell'archivio di Otash, già agente della polizia di Los Angeles prima di mettersi in proprio, solo qualche indiscrezione e molte voci incontrollate. Qualche giorno fa invece lo Hollywood Reporter, con straordinario tempismo viste le polemiche in corso sulla violazione della privacy degli utenti di Internet autorizzata da Obama, ha pubblicato una serie di sensazionali rivelazioni che riguardano divi dello schermo e uomini politici.

Per tutti gli anni '50 e fino a metà degli anni '60, Otash fu il terrore di Hollywood e condusse indagini sulle attrici e gli attori più famosi e su diversi uomini politici. "Posso lavorare per chiunque tranne che per i comunisti e sono disposto a fare qualunque cosa meno che uccidere", era solito dire. Ma lo Hollywood Reporter come è entrato in possesso dell'archivio cui tutti hanno dato la caccia per due decenni? I documenti sono stati consegnati al giornale dalla figlia di Otash che intendeva semplicemente dimostrare che il padre non era il farabutto che molti dipingevano, ma un investigatore privato serio e affidabile che aveva fatto il suo mestiere con scrupolo e riservatezza.

L'attore, l'omosessualità e le farfalle: "Lo sanno tutti che rimorchiavi ragazzetti al bar"
Nel gennaio del 1958 la moglie di Rock Hudson, Phyllis Gates, affrontò il famoso rubacuori pretendendo che gli dicesse se era veramente omosessuale come sembrava essere risultato da un esame cui si era sottoposto nello studio di uno psicoanalista. Non contenta delle sue spiegazioni, Phyllis Gates si rivolse a Fred Otash e gli affidò l'incarico di registrare tutte le loro conversazioni che ora sono di dominio pubblico. Ecco cosa si dissero i due dopo che Rock Hudson si era sottoposto al test delle macchie di Rorschach.

Phyllis: "Mi hai detto di aver visto nelle macchie un mucchio di farfalle e serpenti. Secondo il mio analista le farfalle sono segno di femminilità e i serpenti rappresentano il pene maschile. Non ti condanno, ma penso che se vuoi risolvere i tuoi problemi devi prima accettarli". Rock Hudson: "come debbo dirti che non sono omosessuale?!". Phyllis: "Lo sanno tutti che rimorchiavi ragazzetti per la strada subito dopo il nostro matrimonio e che hai continuato a farlo pensando che il matrimonio fosse un'ottima copertura". "Non ho mai rimorchiato ragazzi per la strada", replica risentito Hudson. "E non ho mai rimorchiato ragazzi nei bar. Può essere capitato che qualche volta abbia dato un passaggio a qualcuno".

Tre mesi dopo questa conversazione Phyllis Gates chiedeva il divorzio. I rapporti di Otash erano sempre molto rigorosi e dettagliati oltre che corredati da alcune, spesso acutissime, osservazioni personali sul carattere e la personalità di coloro che sottoponeva ad indagine. Tra le sue "vittime" e/o clienti figurano tutti i bei nomi della Mecca del cinema: da Frank Sinatra a Judy Garland, da Rock Hudson a Bette Davis, da Errol Flynn a Lana Turner, da James Dean a Marilyn Monroe. Per non dimenticare Esther Williams scomparsa pochi giorni fa che era tutt'altro che la "brava ragazza americana della porta accanto". Otash, che tutti chiamavano "Mr. O", morì nel 1992 a 70 anni di età dopo aver completato un libro dal titolo Marilyn, Kennedy e io. Il manoscritto, che non è mai stato pubblicato, faceva parte dell'archivio custodito dalla figlia.

Nel libro Otash sostiene di aver piazzato decine e decine di microfoni in casa di Marilyn su incarico - almeno così sembra - del magnate repubblicano Howard Hughes che voleva rovinare la reputazione dei fratelli Kennedy. Otash sostiene anche di aver registrato una furibonda litigata tra Marilyn, Bobby Kennedy e suo cognato Peter Lawford avvenuta poco prima della morte dell'attrice. "Vengo passata da uno all'altro come un pezzo di carne, disse Marilyn con voce alterata ai due uomini. Marilyn urlava a squarciagola rinfacciando a Bobby le promesse che i Kennedy le avevano fatto. I due cercavano di calmarla. Ma invano. La scena si è svolta in camera da letto di Marilyn. Poi non ho sentito più nulla", ha detto Otash prima di morire.

A cosa alludeva? Quanto alla famosa registrazione di Marilyn e John Kennedy, Otash ne aveva già parlato a Vanity Fair prima del 1992: "Non ho intenzione di dilungarmi su lamenti e gemiti. Stavano facendo l'amore; questo è chiaro ed è anche tutto. Posso solo dire che FBI e CIA erano in possesso di numerosi nastri". Prima di morire l'investigatore disse che Peter Lawford gli aveva chiesto di distruggere tutto il materiale in suo possesso sui fratelli Kennedy . Ovviamente Otash non lo fece.

"Psicofarmaci anche nel materasso": la bonifica della stanza di Judy Garland
Un'altra coppia finita sotto la lente di ingrandimento del famoso "private Eye" fu quella formata da Judy Garland e da suo marito Sid. Nel 1963 Judy Garland, all'epoca all'apice della fama, chiese a Otash di proteggerla nel corso del divorzio da Sid Luft che si presentava alquanto contrastato. "Ne aveva bisogno", commentò Otash. "Judy era continuamente sotto l'effetto della droga e dell'alcol".

Ma Otash fece di più: "Scovai tutte le bottiglie nascoste in casa e le feci sparire. Poi mi misi a caccia delle pillole. Non avete idea dell'abilità con cui una donna riesce a nascondere sonniferi e tranquillanti. C'erano psicofarmaci di ogni genere. Erano nascosti un po' dappertutto: sotto il materasso, nello scarico del lavandino, nelle tubature della doccia. Buttai tutto nel water". Quando Judy Garland se ne accorse chiese una spiegazione e Otash rispose: "Mi creda, alcol e psicofarmaci sono le migliori prove che suo marito potrebbe portare in tribunale". Siamo appena agli inizi.

Dall'archivio usciranno moltissime altre rivelazioni. "Colleen, la figlia di Otash, ed io volevamo solo ristabilire la verità che, in fin dei conti, è sempre più interessante dell'invenzione", ha detto Manfred Westphal, un amico di famiglia, allo Hollywood Reporter.

 

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