campo orto maggioni bignardi rai

IN RAI I CONTI TORNANO SOLO PER CARLO CONTI - NONOSTANTE IL CANONE IN BOLLETTA, SI PREANNUNCIA UN BUCO DI 400 MILIONI. MA PER 'L'ABBRONZATO' LO STIPENDIO SI ALZA DI 100MILA EURO - CAMPO DALL'ORTO METTERA' SOCIETA' DI RISCOSSIONE ALLE CALCAGNA DI BAR E RISTORANTI, EPPURE A FINE ANNO HA SPESO 5 MILIONI PER BONUS E PROMOZIONI STRAORDINARIE

Giorgio Arnaboldi per ''La Verità''

 

MARIA DE FILIPPI CARLO CONTIMARIA DE FILIPPI CARLO CONTI

«Fare un budget alla Rai è come giocare un terno al lotto. Le uscite si possono prevedere, le entrate non le conosce nemmeno il mago di Napoli. Ogni anno è lo stesso rito. Ci sarà o non ci sarà l' adeguamento del canone? Boh. Il governo farà una ricapitalizzazione o no?

Boh. Quale sarà il gettito della pubblicità con la crisi? Boh. E con i boh non si fanno i budget».

 

Sono trascorsi 25 anni da questa frase sconsolata di Gianni Pasquarelli, ex direttore generale che nel 1990 sedette sulla poltrona dell' onnipotente Biagio Agnes e poi, per riflesso condizionato, fece 1272 assunzioni in un triennio. Sono passati cinque lustri invano perché è bastato girare la boa di fine anno per addentrarsi nella giungla dei «boh 2.0». Nell' eterno e irriformabile carrozzone di Stato il marasma finanziario è totale e in questo inizio di 2017 anche Antonio Campo Dall' Orto s' è accorto che il canone in bolletta non evita necessariamente di finire in bolletta.

carlo conti carlo conti

 

ALLARME CONTI IN ROSSO

Così, mentre escono i compensi faraonici per il Festival di Sanremo e i numeri da Guerra del Golfo degli inviati in riviera (56 solo per la radio), scatta un nuovo allarme conti: un miliardo e 600 milioni di euro di introiti da abbonamenti e 680 milioni da spot pubblicitari non bastano più a evitare un rosso pesante, circa 400 milioni. La conseguenza è di nuovo una sola: le mani della Tv di Stato nelle tasche degli italiani.

 

Questa volta a subire il prelievo non saranno i privati, messi in riga dal canone nella bolletta dell' energia elettrica (evasione abbattuta al 6%), ma gli esercizi commerciali come bar, ristoranti, alberghi, uffici pubblici, che costituiranno il target dell' extragettito con l' introduzione di un canone speciale da pagare con il bollettino, alla vecchia maniera. Una strategia finora perdente, se è vero che l' evasione è arrivata al 60% per un introito di settore di soli 90 milioni di euro.

 

CAMPO DALL ORTO E MONICA MAGGIONICAMPO DALL ORTO E MONICA MAGGIONI

Così il direttore finanziario Raffaele Agrusti ha pensato di sostituire i cosiddetti «soldatini» (gli ispettori stile Gogol che bussavano porta a porta per essere presi a male parole e qualche volta a schiaffi) con una task force di cinque società di riscossione crediti che dovranno rastrellare 50 milioni di euro in più nei prossimi tre anni.

 

In fondo anche questo è un «boh» di democristiana memoria perché nulla di certo più essere messo a bilancio. E allora Campo Dell' Orto ha deciso di dare un giro di vite anche al magico mondo degli spot pubblicitari: la Rai non farà più sconti agli investitori, scioglierà i pacchetti, aumenterà i prezzi già alti rispetto ai concorrenti.

 

Oggi il costo medio netto per ogni secondo di pubblicità è di 199 euro sulla Rai contro i 128 su Mediaset. È evidente che in assenza di un enorme salto di qualità nelle proposte di contenuto e di spettacolo, la mossa potrebbe regalare quote di mercato ai concorrenti, esattamente come durante l' era della pax televisiva degli anni Novanta.

campo dall orto monica maggioni rosy bindicampo dall orto monica maggioni rosy bindi

 

Ma i conti sono conti e il Conti va pagato (650.000 euro per cinque serate).

Il problema è proprio questo, l' incapacità strutturale della Rai di darsi un' efficienza, una sobrietà, una produttività all' altezza dei tempi e dei concorrenti. A fine anno, mentre già si immaginavano nelle segrete stanze questi provvedimenti, una manina premiava 1.560 dipendenti (dei 10.900 assunti a tempo indeterminato) con cinque milioni di euro.

Le hanno chiamate gratifiche ai più meritevoli: 400 promozioni, 460 aumenti di stipendio, 700 premi una tantum.

 

Il moloch è bulimico e gli effetti della riforma Renzi sono già svaniti, anche perché l' inserimento del canone in bolletta ha sì allargato la base dei contribuenti, ma ha visto decrescere l' importo unitario da 100 a 90 euro, che diventano 75 se si toglie la trattenuta statale. Sembra impossibile, ma in un' Italia che per anni ha stretto la cinghia, la Rai continua a rappresentare una Casta di mangiatori di brioches.

 

ESERCITO DI GIORNALISTI

RAFFAELE AGRUSTI RAFFAELE AGRUSTI

Un' enorme redazione in cui c' è un capo ogni quattro giornalisti. Un esercito di 347 fra direttori e vice, capiredattori e inviati con stipendi pesantissimi. Un' azienda che, senza il minimo senso del ridicolo, manda 200 fra giornalisti e tecnici alle Olimpiadi di Rio per riprendere e intervistare 146 atleti italiani. Un marchio storico, che ha ancora un primato di credibilità, ma che non riesce a dimagrire ed è appeso alle leggine assistenziali per non pagare dazio.

 

Gli intoccabili, storia vecchia.

E infatti Campo Dell' Orto non li tocca, più facile mordere con un canone extra. Durante il terremoto di Amatrice un' inviata sconfortata ha twittato: «Sky ha un cameraman con uno zainetto senza giornalista. Noi un esercito senza telecamere». Esemplare, ma non basta. In Sardegna la Rai ha due sedi, a Cagliari e a Sassari.

CANONE RAI BOLLETTACANONE RAI BOLLETTA

In quest' ultima lavorano sette persone con 1100 metri quadrati a disposizione: 157 metri a testa. Una pista di decollo per scrivania.

 

 

Se la Rai doveva tirare la cinghia perché si è proceduto con l' assunzione indiscriminata di così tanti dirigenti esterni? E perché ci sono così tanti dirigenti pagati per non fare nulla?

Quanto sono costati prepensionamenti e uscite con incentivi? Se la Rai ha navigato a vista non può scaricare le colpe sul governo o battere ancora cassa». Non fa una piega. Anche se la Rai batte cassa da quando è nata in un tiepido giorno di aprile del 1954.

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...