1. RE GIORGIO ANNUNCIA AI NOI SUDDITI DEL BEL PAESE CHE LA RICREAZIONE È FINITA 2. ANCHE IERI HA MONITATO. E UNO DICE: VABBÈ, LO PAGANO APPOSTA PER MONITARE. MA IERI SI È SUPERATO E, DOPO AVER GARANTITO DI NON VOLER ENTRARE NEL MERITO, È ENTRATO NEL MERITO, CHIEDENDO IL SUPERAMENTO DEL “BICAMERALISMO PARITARIO” 3. TRADOTTO IN ITALIANO PER NOI SUDDITI: NON ROMPETE LE BALLE AL PATTO RENZIE-BERLUSCA E APPROVATE RAPIDAMENTE ‘STA CAVOLO DI RIFORMA DEL SENATO. A RE GIORGIO PIACE UN PAESE ORDINATO, DOVE NEI PARTITI NON CI SONO FRONDE INTERNE, DOVE I CAPI CAPEGGIANO E, POSSIBILMENTE, FOTTONO GRILLO CHE GLI STA TANTO SULLE BALLE PERCHÉ È UN PERICOLO PER L’EUROPA E PER LE CANCELLERIE STRANIERE CHE EGLI TUTELA 4. NELLA SUA BRUTALITÀ DA EX COMUNISTA, CI RICORDA CHE SERVONO ANCHE UN PREMIER FORTE E UN PARLAMENTO “COESO”. IL RE C’È GIÀ, DEVE SOLO TORNARE CAVOUR

di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. RE GIORGIO DICE CHE LA RICREAZIONE È FINITA

Presidente Giorgio Napolitano Presidente Giorgio Napolitano

Lo vedi con la sua paglietta bianca da anziano Gagà napoletano e sei tentato di sottovalutarlo, il Re Giorgio tutto moniti. Anche ieri ha monitato: “Basta inconcludenze”. E uno dice: vabbè, lo pagano apposta per monitare. Il prossimo sarà: “E’ finito il tempo dei temporeggiamenti” (e parte del popolo si attenderà una parola anche contro i temporali).

Ma ieri Bella Napoli si è superato e, dopo aver garantito di non voler entrare nel merito, è entrato nel merito, chiedendo il superamento del “bicameralismo paritario”.

 

Tradotto in italiano per noi sudditi: non rompete le balle al patto Renzie-Berlusca e approvate rapidamente ‘sta cavolo di riforma del Senato. A Re Giorgio piace un Paese ordinato, dove nei partiti non ci sono fronde interne, dove i capi capeggiano e, possibilmente, fottono Grillo che gli sta tanto sulle balle perché è un pericolo per l’Europa e per le cancellerie straniere che Egli tutela.

 

napolitano renzi napolitano renzi

Nella sua brutalità da ex comunista, il presidenzialista Napolitano ci ricorda che servono anche un premier forte e un Parlamento “coeso” e compatto. Il Re c’è già, deve solo tornare Cavour.

 

2. IN FUGA PER LA STORIA?

Prima pagina in stile Unità dei bei tempi per la Repubblica dei renziani: “Svolta sulle riforme, sì di M5S al Pd. Renzi: vicini a un risultato storico. Grillo attacca il premier, poi Casaleggio e Di Maio impongono la retromarcia e approvano i quesiti dem”. Segue raffinata “analisi” dal titolo “La forza della politica”, della quale è giusto apprezzare le prime, ispirate, rihe: “La politica ha sempre una logica. E’ quella che fa riferimento ai numeri e al consenso. E quindi ai rapporti di forza. E quel che è successo ieri dentro il Movimento 5 Stelle è la dimostrazione che la politica alla fine trova la sua utilità in quella logica”. Si rivoltano nella tomba perfino gli utilitaristi inglesi. Ma andiamo avanti.

napolitano berlusconinapolitano berlusconi

 

Dentro, un virgolettato “rubato” al Rottam’attore fa capire che la partita non è chiusa: “Sul Senato il sì arriverà entro il 20 luglio, o passano le riforme o si torna a votare” (p. 3). E più avanti (pp. 4-5) si ammette che “sessanta voti in bilico fanno tremare Palazzo Madama”, con il senatore piddino Paolo Corsini che dice: “Non vogliamo accettare il modello Putin-Medvedev” (p. 5).

 

Meno ottimista il Corazziere della Sera (“Tensione Pd-M5S sulle riforme. Napolitano: basta con i rinvii”, p. 1), ma durissimo contro Grillo, con Beppe Severgnini che gli fa la predica in prima pagina: “L’altalena, per quanto eccitante, resta un gioco infantile. Prima o poi bisogna scendere, e crescere” (“Vaghe stelle del grillismo. Poche idee, molte confusione”). Il giornale diretto da Flebuccio de Bortoli fa poi notare che “ora i frondisti si concentrano sull’Italicum” (p. 3). Verissimo.

 

GRILLO AL VOTO GRILLO AL VOTO

La Stampa osserva che comunque “Per il premier, la via privilegiata resta quella con Berlusconi” e Forza Italia, al cui interno c’è sempre il braccio di ferro sui soldi (“Il partito chiede la quota ai senatori, ma quasi nessuno risponde all’appello”, p. 7).  Il Messaggero sottolinea un dato spesso dimenticato: “I numeri ci sono, ma la fronda può aprire la via al referendum. A rischio la maggioranza dei due terzi: ipotesi quesito confermativo” (p. 6).

 

Sul Giornale intestato a Paolino Berlusconi, il verbo di Silvio: “Berlusconi non cede ai ribelli: riunione degli eletti in alto mare. Il Cavaliere non ha alcuna intenzione di rimettere in discussione il patto sulle riforme stretto con Renzi. I dissidenti contattati uno a uno per telefono” (p. 4). Sul Fatto dei grillini, la difesa d’ufficio del Movimento: “Senato, immunità & C. Le risposte di Beppe per stanare Matteo” (p. 2). Ah, ecco.

 

3. TOGHE ROTTE

casaleggio senatocasaleggio senato

Il Corriere spara in prima un titolone di dolore: “Milano, lite infinita in Procura”. All’interno, Luigi Ferrarella racconta: “Il pg Minale al Csm: ‘Sbagliati i veti sul caso Expo’. Boccia le circolari del capo dei pm: poca trasparenza. Bruti: resto altri 4 anni, è il mio vice a danneggiare l’ufficio” (p. 8). Il Messaggero, curiosamente, parla di “veleni in Procura” (p. 8).

 

Il Giornale gode a manetta: “Milano, ora Bruti rischia. Al Csm si riapre il caso Robledo: una nota del pg Minale inguaia il procuratore capo” (p. 6). Toccherà al prossimo Csm, ma chissà che s’inventerà Re Giorgio per proteggere la toga rosè Bruti Liberati.  

Intanto il Fatto sostiene che Renzie vorrebbe la testa del sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, pescato a mandare sms di propaganda elettorale per il Csm (p. 8).

 

4. ULTIMO FANGO A VENEZIA

“Mose, da Tremonti un favore alla Lega’. Marco Milanese al gip: ‘Quei 400 milioni dal Cipe per un patto politico del ministro che allora voleva diventare premier’. ‘Io non ho mai preso soldi o fatto pressioni. Incontrai Mazzacurati quattro volte, fu Giulio a dirmi di occuparmi di lui” (Repubblica, p. 19).

luigi di maio all incontro con renziluigi di maio all incontro con renzi

 

Ma il vero dispetto al suo ex collaboratore Tremonti lo fa il Corriere, che gli pubblica una fotazza insieme a Milanese sotto questo titolo: “Milanese sui fondi per il Mose: ‘Furono un favore alla Lega. Non feci pressioni. Il ministro detestava Galan, sbloccò i soldi dopo la nomina di Zaia. Non ho preso tangenti, ipotizzo una bugia detta da Mazzacurati che ha tenuto tutto per sé” (p. 9).

 

5. EURO-DELIRI

“Un po’ per caso e senza studi precisi, così in un’ora inventai il limite del 3%”. Repubblica intervista Guy Abeille, ex funzionario del governo francese, che racconta: “Mitterand chiese all’ufficio in cui lavoravo di trovare il modo per bloccare il deficit lasciato da Giscard d’Estaing. L’obiettivo principale era trovare una regola semplice, chiara, per contenere le spese dei ministeri. Trovo divertente che questa norma imposta dai tedeschi sia nata proprio in Francia. Ne sono orgoglioso” (p. 7). Poi dicono che l’economia è “la scienza triste”.

 

Dall’Europa, intanto, continuano ad arrivare cetrioli: “Flessibilità, l’Ue esige riforme ‘vere’. L’Eurogruppo: devono essere approvate, le promesse non bastano per usare i margini del Trattato” (Stampa, p. 8). Capito, Pittibimbo?

RENZI E BERLUSCONI PROFONDA SINTONIA RENZI E BERLUSCONI PROFONDA SINTONIA

 

6. TELECOM-MEDIA

Grande fermento nelle tlc. Per Repubblica, “Telefonica fa sponda con Mediaset, ma la vera partita è su Tim Brasil. Nagel incontra Bollorè per parlare della trattativa tra Telecom e Vivendi che metterebbe fuori gioco Alierta” (p. 23).

Sul fronte Mediaset, il Corriere di Marina e Pier Silvio ci illumina così: “Telefonica-Mediaset, asse anti Murdoch. La piattaforma Premium sarà una società autonoma aperta ad altri azionisti. Il gruppo di Segrate fornirà contenuti e pubblicità” (p. 27).

 

7. ULTIME DA SORGENIA, L’ENERGIA CHE TI FULMINA

Il Sole 24 Ore apre il dorso Finanza&Mercati con le gesta del gruppo energetico che i De Benedetti stanno ammollando alle banche: “Sorgenia, via all’accordo banche-soci. Il controllo passerà ai creditori: Mps al 22% circa, Ubi al 18%, Banco Popolare all’11,5%, Unicredit al 9,8% e Intesa Sanpaolo al 9,7%. Favorevoli anche gli austriaci di Verbund”. Per Montepaschi e Banco Popolare, accollarsi la voragine dell’Ingegnere e di suo figlio era proprio quel che ci vuole, visti i loro conti.

a sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberatia sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberati

 

8. L’AFFIDABILITà DEI GIORNALONI

Titolo sul Corriere: “Il Corriere della Sera conferma il primato di quotidiano più diffuso” (p. 29). Titolo su Repubblica: “Repubblica prima in edicola e nelle copie digitali singole” (p. 23). I numeri sono come il chewing gum: rimasticandoli, arrivano ovunque.

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…