gazebo

"REMEMBER THAT PIANO…" - TORNA GAZEBO, L’AUTORE DI “I LIKE CHOPIN” CHE FECE BALLARE IL MONDO: "LA CONOSCONO TUTTI, DAL KAZAKISTAN A RIO. QUEL PEZZO PER ME E’ STATA UNA GABBIA MA NON RIESCO A ODIARLA" (TE CREDO!) – “GLI ANNI ’80? SONO STATI LA LUCE. ALLORA SI SUONAVA. OGGI NO" – VIDEO

 

gazebo

Paolo Giordano per il Giornale

 

Ma guarda chi si risente: Gazebo, proprio lui, quello di I like Chopin, uno dei brani che si sono incatenati per sempre agli anni Ottanta e li riaccendono appena parte «quel» piano.

Ora lui, che in realtà si chiama Paul Mazzolini e ha 58 anni, ritorna alla «base» e pubblica Italo by numbers nel quale canta super classici di quel periodo come Easy lady di Spagna o Self control di Raf, Tarzan boy di Baltimora e pure People from Ibiza di Sandy Marton.

 

Un' epoca raccolta in un disco.

La dance italiana. Suoni patinati, spesso artigianali, immagini cotonate e pronunce inglesi non sempre corrette (Gazebo a parte, che è quasi madrelingua).

gazebo-i-like-chopin

«Nel mio disco i suoni sono ovviamente nuovi ma ho utilizzato gli strumenti di quell' epoca che è stata, tanto per intenderci, una delle ultime nelle quali i musicisti suonavano per davvero», spiega lui, educatissimo e preciso, che nel tempo è diventato anche produttore discografico: «Alla fine degli anni Ottanta è arrivata la house e noi siamo stati messi da parte in quattro e quattr' otto.

 

Ho avuto momenti difficili, sono passato da cantante sul palco a fonico dietro il mixer. Insomma ho fatto un' altra gavetta. Ho lavorato con tanti artisti, ad esempio Patty Pravo per l' album Oltre l' Eden..., e poi ho aperto uno studio di registrazione qui a Roma. «Remember that piano...», cantava nel 1983 il bel ragazzo nato a Beirut da un italiano e da una americana che diventò uno dei best seller nel mondo (otto milioni di copie vendute solo con quel singolo) e la scintilla per l' esplosione di un fenomeno musicale che, ovviamente, allora la critica italiana snobbò come provinciale. «In realtà quel brano andò al primo posto in tanti paesi come il Giappone, il Brasile, la Spagna, la Germania e Honk Kong. E ancora oggi mi accorgo che la conoscono tutti, dal Kazakistan a Rio De Janeiro».

gazebo

 

Quelle note, e quelle di Spagna, Tracy Spencer, P.Lion e via dicendo, oggi sembrano la colonna sonora della spensieratezza e attirano anche chi allora neppure era nato: «In effetti ho molto riscontro dagli adolescenti», conferma lui che, dopo la mitragliata del primo successo, ha riassettato la propria vita su ritmi più accettabili: «Sono nati i miei due figli (Gabriel, oggi di 28 anni, e Eva di 23 - ndr), li portavo a scuola e quel tipo di quotidianità mi ha senza dubbio fatto diventare migliore». Nel frattempo la musica cambiava (si fa per dire) e quella fase fu velocissimamente chiusa nel baule dei ricordi, superata dalla house e poi da tutte le sue derivazioni.

 

Paul Mazzolini ha smesso di essere Gazebo ventiquattr' ore al giorno, ed è diventato un esploratore musicale che si è addentrato un po' ovunque, persino nel progressive, lasciando che la «italo disco» seguisse il proprio corso nelle anse della memoria collettiva per poi tornare a germogliare. «Il mio penultimo album è stato del 2015.

 

Ho utilizzato tanti strumenti elettronici che suonavamo negli Ottanta. E la differenza con i suoni di oggi è clamorosa, visto che sembra tutto così preconfezionato... Così mi è venuta voglia di riscoprire brani come Tarzan boy. Non ho cambiato nulla, ho voluto mantenere persino le imprecisioni linguistiche degli originali (ad esempio in Happy children ci sono alcuni svarioni di inglese)».

 

gazebo

Però Italo by numbers - che ha anche l' inedito La divina ispirato all' incontro con un vecchio professore di musica caduto in disgrazia - non è soltanto la classica operazione vintage per nostalgici dei bei tempi. È il grimaldello per riaprire con più obiettività una fase musicale che è stata decisiva per la musica da ballare di tutto il mondo. «Effettivamente chi produce dischi oggi non sembra avere il background musicale che avevamo noi, che partivamo dalla melodia. Ora vedo un approccio molto meno musicale e, posso dirlo?

, anche meno poetico». Senz' altro più standard. «Gli anni Ottanta per me sono stati la luce.

I Novanta, il buio. Poi dal Duemila in avanti hanno iniziato a richiamarmi per concerti e serate un po' dappertutto».

 

Oggi, dall' alto degli oltre dodici milioni di dischi venduti, Paul Mazzolini è più brizzolato del ragazzo scintillante di I like Chopin ma ha anche firmato la pace con il proprio destino: «Sì, per me I like Chopin è diventata quasi come una gabbia, ma non riesco a odiarla. Anzi, guardando in quali gabbie meno belle sono costretti tanti miei colleghi, le sono molto riconoscente». E non è l' unico. Appena dopo l' uscita di Italo by numbers, pure Fiorello ha subito invitato Gazebo al Rosario della sera su Radio Deejay, quasi a celebrare non solo il ritorno di un artista ma pure il restyling definitivo di una musica che avevamo solo fatto finta di dimenticare.

gazebopaul mazzolini gazebo foto andrea arriga

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)