1. SE LA GIUSTIZIA DIVENTA CIVILE. CON UN ARRETRATO DI CINQUE MILIONI DI CAUSE E TEMPI MEDI TENDENTI ALL’INFINITO, IL PROCESSO CIVILE È IL VERO BUCO NERO DELLA GIUSTIZIA 2. SE LA RIFORMA ORLANDO FUNZIONERÀ SARÀ UN’ULTERIORE PROVA CHE ABBIAMO PERSO VENT’ANNI A DIVIDERCI SU BERLUSCONI E I SUOI PROCESSI. MENTRE IL PAESE ANDAVA IN VACCA 3. RENZI-HOLIDAYS! “STA IN UNO DEGLI HOTEL PIÙ LUSSUOSI DI FORTE DEI MARMI: MILLE EURO A NOTTE. E CON I BERLUSCONES LA VERSILIA DIVENTA LA COSTA DELL’INCIUCIO PD-FORZA ITALIA” 4. ULTIME DAL MONTE DEI PACCHI DI SIENA: POLTRONA IN BILICO PER ARROGANCE PROFUMO

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

MINISTERO GIUSTIZIA Via ArenulaMINISTERO GIUSTIZIA Via Arenula

1. SE LA GIUSTIZIA DIVENTA CIVILE

Ieri il guardasigilli Orlando è andato a Castelporziano ad anticipare i contenuti della sua riforma della giustizia a Re Giorgio e si è capito che la parte che riguarda il processo civile è già pronta. Con un arretrato di cinque milioni di cause e tempi medi tendenti all’infinito, il civile è da anni il vero buco nero della giustizia.

Andrea Orlando alla proiezione del documentario Andrea Orlando alla proiezione del documentario

 

Il governo vuole tagliare metà dell’arretrato incentivando il ricorso ad arbitrati in primo e secondo grado e delegando gran parte delle sentenze “minori” agli avvocati secondo lo schema della “negoziazione assistita” che da anni funziona bene in Francia. Inoltre saranno istituiti dei tribunali appositi per le imprese in ogni capoluogo, in modo da fornire una sorta di corsia privilegiata.

 

berlusconi assolto palpeggia la giustiziaberlusconi assolto palpeggia la giustizia

Da anni, chi ha a che fare con gli investitori stranieri segnala il loro terrore nel dover avere a che fare, un giorno, con la giustizia italiana, notoriamente lenta e complicata. Molti rinunciano a venire in Italia proprio per questo motivo: hanno paura che se il socio o il fornitore dovesse fregarli, non rivedrebbero mai indietro i propri soldi.

 

E’ questa la vera “emergenza giustizia” che ci portiamo dietro da anni e quella del rito civile è una delle riforme che ci chiede la Bce di Draghi. I problemi erano sotto gli occhi di tutti e ora ci riduciamo ad affrontarli con un disegno di legge a fine agosto.

 

Ben venga la fretta di Orlando e Renzie, e ben vengano le misure annunciate. Ma non è possibile dimenticare che per anni si è discusso solo di norme penali, per salvare questo o quel personaggio dai processi. Abbiamo perso anni a toccare e ritoccare il falso in bilancio e la concussione, mentre i tribunali civili si ingolfavano all’inverosimile e chi aveva i soldi si rivolgeva agli arbitrati.

Andrea Orlando Andrea Orlando GIUSTIZIA GIUSTIZIA

 

Oltre a tutto, come dimostra il dibattito di questi giorni, la riforma del processo civile non era materia che divida particolarmente i partiti. Si tratta di intervenire sull’efficienza e le questioni “ideologiche” sono davvero minime. Se la riforma Orlando funzionerà sarà un’ulteriore prova del fatto che abbiamo perso vent’anni a dividerci su Berlusconi e i suoi processi. Mentre il Paese andava in vacca.

 

 

2. LA (NON) TRATTATIVA CON L’EUROPA SULLA FLESSIBILITÀ

MATTEO RENZI AL NAZARENOMATTEO RENZI AL NAZARENO

Palazzo Chigi smentisce che vi sia una trattativa con l’Europa sul nostro deficit, ma diciamo che sono in corso le grandi manovre. Il Corriere riporta: “Pareggio di bilancio, le mosse del governo. ‘Non ci sono trattative con Bruxelles’. L’ipotesi di appellarsi alle ‘circostanze eccezionali’ per allungare i tempi”. “Renzi: sì ai vincoli, ma l’Europa non è solo Maastricht. Secondo il leader, “alla fine saremo in quattro Paesi a rispettare i patti” (pp. 8-9).

 

La Stampa prende per buona la smentita del governo, ma sottolinea la corsa ai “compiti a casa”: “Renzi è fiducioso: rispetteremo le regole europee. Il premier: nessuna trattativa, continuiamo a lavorare. L’esecutivo accelera su Sblocca-Italia, Giustizia, scuola e sul piano per l’export” (p. 6).

RENZI DA CHI SENZA MAGLIETTARENZI DA CHI SENZA MAGLIETTA

 

Sul Messaggero, il pensiero del premier in vacanza a Forte dei Marmi: “Non chiedo favori, voglio solo più flessibilità’. Il premier non rinuncia al suo obiettivo: faremo le riforme, sui conti sono tranquillo. ‘L’Unione non è solo Maastricht e spread e dimostrerò che è necessaria più crescita” (p. 7). Più che dimostrare che è necessaria più crescita, dovrà dimostrare come ottenere più crescita.

 

 

3. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Il governo Renzie è pericolosamente a caccia di soldi e allora prosegue lo stillicidio di indiscrezioni sui tagli delle pensioni. Repubblica: “Pensioni, un miliardo all’anno da quelle oltre i 3500 euro netti per aiutare esodati e cassintegrati. Nel piano del governo previsto un prelievo sulla differenza tra l’assegno calcolato con il retributivo e quello teorico contributivo. Non è escluso che parte degli introiti possa essere dirottata a rafforzare le pensioni minime” (p. 2).

PENSIONE PENSIONE

 

Anche il Sole 24 Ore scrive che l’esecutivo studia come toccare le pensioni: “Riforma pensioni, tris di interventi sul tavolo del Governo. Ma Morando frena le riforme sono altre. Le soluzioni sul tavolo: rafforzare il contributo di solidarietà, ricalcolare con il contributivo i trattamenti retributivi, varare il prestito pensionistico di Giovannini”. Secondo i calcoli del Sole, con il metodo contributivo vi sarebbero importi tagliati in media di un terzo (p. 6).

 

INPS PENSIONI INPS PENSIONI

Il Messaggero fa il conto dei soldi che servono e il risultato è salato: “Manovra, dalla Pa alle pensioni il governo a caccia di 23 miliardi. La legge di stabilità punta sui risparmi ma dalla spending review tagli a rilento. Entrano nel mirino salari e previdenza per tenere il deficit sotto la soglia del 3%” (p. 9).

 

La Stampa invece smentisce interventi sulle pensioni (“Frenata sulle pensioni, ‘Per il momento nessun intervento su quelle superiori a 3500 euro’”, p. 6) e registra un’accelerazione sulle privatizzazioni: “In autunno scatta la vendita del 5% di Eni ed Enel”, mentre “sono in arrivo norme per il cambio di destinazione d’uso delle caserme” (p. 7).

PENSIONI PENSIONI

 

In solitaria il Giornale, che dà spazio al peso del fisco: “Italiani oppressi dalle tasse: sempre più pagamenti a rate. I dati arrivano da Equitalia, solo a luglio 156mila contribuenti hanno chiesto di dilazionare le imposte. E la pressione fiscale raggiunge il record del 44%” (p. 2). Sono dati che non dovrebbero dividere, ma far riflettere.

 

 

4. UN PRESIDENTE COPIONE (E SPENDACCIONE) ?

Oggi il Cetriolo quotidiano assesta un paio di colpi a Renzie. Quello più doloroso riguarda la sua autonomia: “Renzi copia le ricette della banca Jp Morgan. Smontare la Costituzione, asservire il Parlamento al governo, legge elettorale bipolare, giustizia e burocrazia assoggettate all’economia: era tutto scritto nel memorandum 2013 del colosso Usa, grande sponsor (con Blair) del premier italiano” (p. 1). Il secondo cazzotto riguarda le sue operose vacanze: “Suite da sogno e dossier. Le vacanze imperiali di Renzi. Sta in uno degli hotel più lussuosi di Forte dei Marmi: mille euro a notte. E con i Berluscones la Versilia diventa la costa dell’inciucio Pd-Forza Italia” (p. 2).

BOSCHI ALLA CAPANNINA CON IL FORZISTA MARTINELLIBOSCHI ALLA CAPANNINA CON IL FORZISTA MARTINELLI

 

 

5. LA BAVA SEPARATA DALLE OPINIONI

Sì è parlato molto dell’assenza di Matteo Renzi al prossimo Meeting di Rimini e oggi arriva la virile risposta del ciellino Giorgio Vittadini: “Peccato per la sua assenza anche perché Cl fa il tifo per lui. Siamo sempre stati governativi…” (Repubblica, p. 11). Che siano sempre stati governativi ce ne siamo accorti. Anche per via della Compagnia delle opere e di tutti quegli appalti da mettere in sicurezza.

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6. CARROCCIO O CATORCIO

La Lega continua a dare spettacolo con la storia dei soldi per Bossi e il suo clan. “Bossi: sì, la Lega mi paga lo staff. Lo scontro sul vitalizio con Salvini. Il segretario: ci costituiremo parte civile contro Belsito. Confermato l’atto di citazione dell’avvocato del fondatore: ‘Mi devono 6 milioni di euro”. Il vitalizio del Senatùr invece ammonterebbe a 400 mila euro l’anno (Repubblica, p. 11).

 

Sulla vicenda interviene Vittorio Feltri, per il quale “Bossi e Salvini litigano sui soldi, ma è colpa loro se sono al verde. Il Senatùr reclama denaro che il segretario non ha. E’ l’effetto dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti che la Lega ha voluto a ogni costo” (Giornale, p. 9).  

UMBERTO BOSSI E MATTEO SALVINIUMBERTO BOSSI E MATTEO SALVINI

 

 

7. TELECOM-MEDIA DO BRASIL

Giorni caldissimi in Telecom per la preparazione della controfferta sulla brasiliana Gvt. “Telecom, in agenda doppio board per l’offerta su Gvt a Vivendi. La prossima settimana vertice anche di Tim Brasil. Al gruppo guidato da Bollorè andrebbe una quota in Telecom tra il 10 e il 15%. La contromossa di Telefonica: offerta una partnership per i contenuti tv” (Corriere, p. 27).

 

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Repubblica dà quasi per fatta l’intesa con i francesi: “Telecom, Vivendi salirà al 15 per cento. L’ad Patuano sta preparando l’offerta ai francesi che sarà presentata al consiglio di amministrazione del 27 agosto. Telefonica corre ai ripari e rilancia proponendo al gruppo transalpino un accordo che passi anche dai contenuti media. L’operazione della società italiana avrà un valore, tra azioni e cash, superiore ai 7 miliardi. A Bollorè una partecipazione anche nel colosso delle tlc che nascerà in Brasile” (p. 22). Sulla stessa linea anche il Messaggero, che titola: “Telecom-Vivendi, corsa verso l’intesa” (p. 15).

 

8. ULTIME DAL MONTE DEI PACCHI DI SIENA

alessandro profumoalessandro profumo

Poltrona in bilico per Arrogance Profumo, secondo il Giornale: “Profumo nel mirino della Fondazione. L’ente senese torna a farsi sentire. Il neopresidente Clarich apre il toto-nomine ai vertici dell’istituto. A settembre primo rimpasto in cda” (p. 22). Più sfumata la lettura del Sole 24 Ore: “Mps, i soci esteri chiedono spazio in cda. Il neopresidente della Fondazione Clarich: lettera di Big Pactual e Fintech sulla governance. Primi contatti tra l’ente e i due fondi sul rinnovo del vertice del Monte: ‘Non è scontato che Profumo e Viola abbiano voglia di restare” (p. 1 dorso Finanza & Mercati).

 

Se l’energia impiegata nelle trame di vertice fosse stata messa nel risanamento della banca, il Monte dei Pacchi avrebbe probabilmente già svoltato da un pezzo.

 

 

 

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