rita rusic leonardo pieraccioni

RUSIC: ‘QUANDO VITTORIO CECCHI GORI INIZIÒ A CORTEGGIARMI VIVEVA ANCORA CON MAMMA E PAPÀ. DOVEVO INSOSPETTIRMI SUBITO’. VITA, AMORI, CASINI DI UN’EX ASPIRANTE PEDIATRA - PROFUGA JUGOSLAVA, POI IN COLLEGIO. FINO A ESSERE SCOPERTA DAL SEGRETARIO DI CELENTANO - ‘MI SEPARAI DA VITTORIO, ROVINATO DAI VIZI, MA ANDAVO A TROVARLO A REGINA COELI. USCITO, RINGRAZIÒ VALERIA MARINI! DISSE CHE GLI ERANO MANCATI SOLO I CANI. A NOSTRA FIGLIA ARRIVÒ A DIRE: NON SONO MORTO, PER VEDERE MORTA TE, TUA MADRE E TUO FRATELLO’ - IL ‘TRADIMENTO’ DI PIERACCIONI, LA NUOVA VITA A MIAMI. E ORA LA REGIA

rita rusicrita rusic

Emilia Costantin per il Corriere della Sera

 

« Volevo fare la pediatra». Davvero? Difficile crederci. «Sicuro! - è perentoria Rita Rusic che ha fatto tutt' altro - Ero iscritta a Medicina alla Statale di Milano, ma per mantenermi agli studi, avevo bisogno di guadagnare: la mia era una famiglia semplice, con pochi mezzi. Io sono stata una bambina povera, profuga jugoslava...Quando siamo arrivati in Italia, ho vissuto per tre anni con i miei in un campo recintato dal filo spinato. Poi in collegio per altri otto anni, più che collegio una specie di istituto militare, durissimo... Quando qualche signora bene mi chiedeva "di dove sei?", e io rispondevo jugoslava, mi sentivo dire: ah, la mia donna di servizio è jugoslava. Questa è stata la mia infanzia. E questa durezza mi ha forgiato, mi ha fatto capire che dovevo eccellere per essere accettata, dovevo dare di più, combattere».

 

 

RITA RUSIC VITTORIO CECCHI GORIRITA RUSIC VITTORIO CECCHI GORI

Una guerriera. All' orizzonte un matrimonio miliardario. Con Vittorio Cecchi Gori si sono conosciuti grazie ad Adriano Celentano. «All' epoca facevo tanti lavori, anche la modella. Andavo a mangiare sempre nello stesso ristorante milanese, da sola, frequentato dal segretario di Celentano, che mi aveva notato: cercava una come me per il film "Asso" di cui era protagonista il cantante con Edwige Fenech. Non pensavo di fare cinema, ma perché no?». Galeotto fu il film, del 1981, prodotto da Cecchi Gori.

rita rusicrita rusic

 

«Cominciò subito a corteggiarmi - racconta - ma viveva ancora con mamma e papà: dovevo insospettirmi subito. Come mai un uomo adulto non sente l' esigenza di stare per conto suo, magari di sposarsi, e sta con i genitori?». C' è pure da chiedersi come mai una giovane donna, alta e bella, si è invaghita di un uomo tutt' altro che bello, basso e più vecchio di quasi vent' anni?

 

Sorge qualche sospetto. «Certo, capisco - ridacchia Rita - Ma mettetevi nei miei panni: lui rappresentava quel mondo dei sogni dove tutto può avvenire. Inoltre era spiritoso, simpatico, molto dolce. Vittorio aveva delle doti, un imprenditore capace di creare un impero, che ha distrutto».

 

rusic storicarusic storica

Poi arriva «Attila», altro film, stesso produttore: «Sì ma fu un caso! Io non dovevo farlo - spiega - Con Vittorio eravamo già fidanzati, era gelosissimo e non voleva che continuassi a fare l' attrice. Ma all' ultimo momento dette forfait Eleonora Giorgi e mi fu proposto il suo ruolo, perché non sapevano come riempire il buco...».

 

La domanda di matrimonio però arriva subito dopo: «Non era programmata. Io rimasi incinta, ero disperata e, quando glielo dissi, piangevo a dirotto. Lui fu contento e mi disse dov' è il problema? Ci sposiamo! Ci sposammo, ma persi quel bambino». Però sono nati Vittoria (1986)e Mario (1992). «Siamo stati realmente insieme 18 anni e mezzo. Ho chiesto io la separazione».

 

rita rusic 16rita rusic 16

Qual è la vera ragione? «Nelle coppie le rotture avvengono perché uno dei due non crede più in quel progetto. Vittorio ha scelto i suoi vizi a discapito della sua famiglia, del suo lavoro». I suoi vizi? «Un crollo verticale il suo, si è giocato tutto, soprattutto gli affetti dei figli.

Certi vizi ti dominano e non li domini più: io, moglie e madre, ho cercato di aiutarlo a uscirne, ma non c' era più niente da recuperare. Eravamo tutti a pezzi».

 

VITTORIA CECCHI GORI E RITA RUSIC VITTORIA CECCHI GORI E RITA RUSIC

Pezzi che la ormai ex moglie cerca di rimettere insieme anche in seguito, quando Cecchi Gori finisce in galera. «Ho voluto essergli vicina, era il padre dei miei figli. Andavo a trovarlo a Regina Coeli, gli sono stata accanto anche quando subì un intervento, non volevo abbandonarlo. E lui, per tutta risposta, quando uscì dal carcere ringraziò Valeria Marini! Disse che dietro le sbarre gli erano mancati i cani! A Vittoria arrivò a dire: non sono morto, per vedere morta te, tua madre e tuo fratello».

Rita Rusic Rita Rusic

 

Dopo il matrimonio miliardario, il divorzio miliardario. «Per carità! Da lui prendo "0" euro!

Esistono atti pubblici, si può verificare. Neanche ai figli somme di denaro, né proprietà».

Nessun mantenimento? «No. Solo all' inizio un assegno per i figli, cessato nel 2007 con la scusa del suo fallimento. Solo in Italia è possibile una roba del genere, negli Stati Uniti lo avrebbero arrestato. Avrei dovuto intraprendere una causa penale contro di lui. Non me la sono sentita».

 

RITA RUSIC AL GAY VILLAGE CON I KARMA BRITA RUSIC AL GAY VILLAGE CON I KARMA B

Ed è emigrata: ora vive più a Miami che a Roma, «sì, era necessario perché nessuno mi è stato solidale: avevo confuso i rapporti di lavoro per vero affetto, ma non era così». Allude ad attori e registi frequentati quando era la signora Cecchi Gori? «Esatto. Leonardo Pieraccioni, per esempio, quando il mio ex marito gli intimò di chiudere i rapporti con me, non si è ribellato, ma ha detto ok, con Rita non ci parlo più. Anche altri si sono comportati da vigliacchi, mi contattavano di nascosto. Insomma mi ha fatto il vuoto intorno: era un uomo di potere, persino senatore della Repubblica... bella roba».

 

yp44 leonardo pieraccioni rita rusicyp44 leonardo pieraccioni rita rusic

La guerriera non si arrende e ricomincia da capo: «Con gente con cui non avevo mai lavorato prima: ho prodotto film di successo...». E adesso debutta come regista del film «I giorni del vento» che racconta storie di donne, d' amore e di guerra. «Si ispira a vicende realmente avvenute, è ambientato negli anni 1944-45 fra Trieste e l' Istria... sì, un po' dalle mie parti, c' è un po' di autobiografia». Perché il salto dall' altra parte? «Non mi bastava più fare solo il produttore, non provavo più entusiasmo».

 

cecchi gori rusic family OGGIcecchi gori rusic family OGGI

Ha ritrovato entusiasmo in un nuovo amore?

«Sono sola da un paio d' anni. Ho avuto delle relazioni dopo la separazione, per non precipitare in un buco profondo, ma non riuscivo a riformare una coppia, non mi fidavo più di nessuno.

Mi ero fidata di mio marito, che era stato un uomo tenero, per trasformarsi poi in un mostro di gelo». Nessun desiderio di formare una nuova famiglia? «Ai miei figli ho fatto da madre e da padre e sono sereni. Adesso rientro nel cinema da un' altra porta. I miei figli sono contenti se mi vedono contenta».

rita rusic  5rita rusic 5rusic001rusic001rita rusicrita rusicvittorio cecchi gorivittorio cecchi gorivittorio cecchi gori foto andrea arrigavittorio cecchi gori foto andrea arrigarita rusic  16rita rusic 16rita rusic  9rita rusic 9RITA RUSIC E RICARDO A MIAMIRITA RUSIC E RICARDO A MIAMIRITA RUSIC MIAMIRITA RUSIC MIAMIRITA RUSICRITA RUSICLUISA BECCARIA ERITA RUSIC LUISA BECCARIA ERITA RUSIC ELEONORA GIORGI E RITA RUSICI ELEONORA GIORGI E RITA RUSICI vittorio cecchi gori (2)vittorio cecchi gori (2)rita rusic  3rita rusic 3RITA RUSICRITA RUSICrita rusic  14rita rusic 14rusicrusicrita rusic  13rita rusic 13rita rusic  12rita rusic 12rita rusic a miamirita rusic a miamirita rusic  10rita rusic 10rita rusic  11rita rusic 11rita rusic  4rita rusic 4RITA RUSIC  VITTORIO CECCHI GORIRITA RUSIC VITTORIO CECCHI GORI

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...