ROCK ‘N’ REEVES! – I DOGSTAR, LA BAND DELL’ATTORE KEANU REEVES, ARRIVANO IN ITALIA: L’11 LUGLIO A ROMA, IL 12 A BARI; IL 14 A PORDENONE E IL 15 A MILANO – IL GRUPPO SI È FORMATO NEL 1991, POI SI È SCIOLTO NEL 2002 (ALL’APICE DELLA FAMA DI REEVES) PER POI RIUNIRSI NEL 2020: “SIAMO FRATELLI. RIDIAMO, PIANGIAMO, CI LASCIAMO E TORNIAMO INSIEME. È IL NOSTRO SEGRETO” – NEL NUOVO ALBUM, LA STAR HOLLYWOODIANA HA COMPOSTO UN BRANO ANTI-TRUMPIANO, INTITOLATO “WHAT IS”: “IL RUOLO DELLA MUSICA È DARE VOCE ALLA GENTE E PER GLI ARTISTI È IMPORTANTE PRENDERE POSIZIONE” (PORTATE I SALI A DE GREGORI!)
Estratto dell’articolo di Maria Volpe per il "Corriere della Sera"
[…] I Dogstar (Keanu Reeves al basso, Robert Maidlhouse alla batteria, e dal ‘95 anche Bret Domrose, chitarra e voce) sono una band affiatata e giocosa: «Siamo fratelli. Ridiamo, piangiamo, ci lasciamo e torniamo insieme. È il nostro segreto» raccontano.
Ora sono impegnati in un tour, in giro per il mondo, con quattro tappe in Italia: 11 Luglio a Roma, 12 a Bari; 14 a Pordenone; 15 a Milano. Presenteranno il loro nuovo album «All in Now» e i loro brani passati.
Come sempre i riflettori sono accesi soprattutto su Keanu Reeves, attore di grande talento, noto soprattutto per i film Matrix e la saga di John Wick. […] E se il grande schermo lo gratifica e gli ha dato il successo, la musica è una sua grande passione che lo rende intimamente felice. Gli altri due componenti della band sanno che la «star» è lui, ci sono abituati e si fanno una risata, senza gelosie. Per loro esiste solo l’amicizia che li lega e la passione per il rock. […] Un amore solido, ma con qualche momento basso.
La band si è sciolta nel 2002 e si è poi riunita nel 2020, tornando a suonare dal vivo nel 2023. Ma cosa avete fatto in quei 18 anni lontani? «Musica, film, divertimento — rispondono quasi all’unisono —. Ci siamo visti tra noi e tre anni fa abbiamo deciso di ritrovarci e creare due album in tre anni». Aggiunge Reeves: «È stato bello ritrovarsi, sono molto felice per questo».
Nell’incontro con i Dogstar si parla solo di musica (richiesta esplicita della band) e i tre artisti spiegano che quest’ultimo album «rappresenta la continuità col passato, e che c’è una grande energia. Siamo eccitati da questa nuova musica e siamo felici di incontrare le persone in Italia». Sono davvero eccitati e inclusivi.
«Amiamo ogni genere di musica. Hip hop e trap di oggi? Siamo rocker, ma apprezziamo tutti i tipi di musica: l’importante è che ciascuno faccia quel che sente; ognuno esprime se stesso come vuole».
Sottolinea Reeves: «La musica ti sorprende, comunque e sempre».
Ma di una cosa sono tutti e tre convinti: l’intelligenza artificiale «può essere un’opportunità, magari in ambito medico, ma nell’arte no». Non solo non la usano, ma «sono spaventati dalla AI, perché ciò che conta nella musica sono le connessioni umane, il resto conta poco». Credono fortemente che il vero significato di suonare e cantare sia quello di «connettersi con le persone. Sotto la pioggia la gente resta lo stesso ai nostri concerti perché cerca il rapporto umano. E questa relazione è ciò che conta».
Conta tanto anche il ruolo sociale della musica. Nell’album c’è un brano, «What Is», che è di fatto un duro attacco a Donald Trump e la band lo rivendica: «Il ruolo della musica è dare voce alla gente e per gli artisti è importante cogliere quest’opportunità e prendere posizione».
[…] E poi c’è il capitolo ricordi, quando aprivano i concerti di Bon Jovi e David Bowie: «Esperienze folli, divertimento puro. Bowie fu molto cortese con noi. Un vero gentleman. Il mondo avrebbe bisogno di persone come lui». […]
keanu reeves dogstar 2
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