hitler

ROMANZI, SAGGI, FILM: HITLER E’ VIVO PIÙ CHE MAI E ANCORA AFFASCINA IL PUBBLICO - NON C’È SOLO LA RISTAMPA IN GERMANIA DEL "MEIN KAMPF", CHE DOPO ESSERE STATO VIETATO PER 70 ANNI, E’ ANDATO A RUBA MA ANCHE LA PELLICOLA SATIRICA “LUI E’ TORNATO”: SI PARLA SEMPRE DEL FUHRER

HITLERHITLER

Angelo Bolaffi per “la Repubblica”

 

"Lui è tornato": e lui è Adolf Hitler. Non è solo il titolo provocatorio e grottesco di un bestseller letterario diventato commedia cinematografica, ma un fatto: la rinnovata attenzione per la figura del dittatore nazista. All' inizio di quest' anno, come si ricorderà, a cura dell' Istituto tedesco per la storia contemporanea è apparsa tra mille polemiche e non pochi dubbi l' edizione scientifica del Mein Kampf andata esaurita in pochissimi giorni.

 

ADOLF HITLER MEIN KAMPFADOLF HITLER MEIN KAMPF

E nelle scorse settimane sempre in Germania è stata pubblicata una monumentale ricerca sulla vita di Hitler: Das Itinerar, questo il titolo dell' opera in quattro volumi di ben 2.432 pagine scritta da Harald Sandner, ricostruisce passo dopo passo tutti gli episodi documentabili della sua biografia (compresi anche quelli più curiosi e sconosciuti, come la richiesta presentata all' ambasciata italiana di un autografo di Mussolini) dalla nascita nel 1889 a Braunau, allora Austria- Ungheria, fino al 30 aprile del 1945, giorno in cui si suicidò nel suo bunker di Berlino. Inevitabilmente questo ritorno di interesse per la persona di Hitler ha sollevato molti interrogativi legati al timore che possa nascondere una più o meno consapevole "banalizzazione del male".

 

il libro rosso di hitleril libro rosso di hitler

Una specie di inflazione della sua figura che, soprattutto sulle nuove generazioni, potrebbe avere come conseguenza una "normalizzazione" e relativizzazione della condanna del nazismo. Certo, in una Germania com'è quella di oggi, profondamente lacerata e messa in ansia dal fenomeno migratorio e di fronte, sia pure in settori (ancora) minoritari, all' emergere di pulsioni identitarie e idiosincrasie xenofobe, la cautela è d'obbligo.

hitler soffriva di anomali genitalihitler soffriva di anomali genitali

 

E tuttavia questa rinnovata presenza mediatica di Hitler non è affatto espressione di revisionismo storico. Né, come nel film Lui è tornato di David Wnendt, l'idea tra il comico e l' assurdo per altro filmicamente molto efficace di far ricomparire Hitler nella odierna Berlino capitale della Germania riunificata, rappresenta un'allarmante rottura di un tabù.

 

il fuhrer temeva di farsi vedere nudoil fuhrer temeva di farsi vedere nudo

Intanto perché c'è un precedente illustre: il film realizzato nel 1940 da Charlie Chaplin intitolato Il grande dittatore nel quale il monologo di Hitler nella scena del mappamondo è non solo un' icona cinematografica ma anche la denuncia politicamente lungimirante (in quell' anno era ancora in vigore il Patto tra Unione Sovietica di Stalin e Hitler) del pericolo planetario rappresentato dalla dittatura nazista.

 

LUI E' TORNATOLUI E' TORNATO

E poi: non è forse vero che un approccio ironico e il ricorso al linguaggio della satira possono favorire grazie alla funzione maieutica del sorriso la resa dei conti di un individuo o di un popolo col proprio passato? Infatti, a differenza di quanto accaduto in altri paesi (ad esempio in Austria e Giappone ma anche nella Russia di Putin che rivendica l' eredità del comunismo di Stalin) la Germania ha cercato (e continuamente cerca) di fare i conti col proprio passato.

LUI E' TORNATOLUI E' TORNATO

 

Negli anni dell' immediato dopoguerra, fino alla metà degli anni Sessanta, dominante nell' opinione pubblica tedesca era stato il "principio di rimozione" fondato su una vera e propria connivenza, spazzata via dalla rivolta studentesca del '67-'68. Una congiura omertosa raccontata dal recente film di Lars Kraume intitolato Lo Stato contro Fritz Bauer (lo stesso tema, anche se da una diversa angolatura, era stato affrontato in precedenza da Giulio Ricciarelli nel suo Il labirinto del silenzio): dirigente del movimento socialista ed ebreo, Fritz Bauer era stato costretto a emigrare.

 

LUI E' TORNATOLUI E' TORNATO

Alla fine della guerra, come Theodor Adorno, Max Horkheimer, Ernst Fraenkel o Richard Löwenthal, fu uno di quei "generosi remigranti", come li ha definiti Jürgen Habermas, che decisero di tornare in Germania. Diventato procuratore del tribunale a Francoforte, nonostante l' isolamento e il sospetto che lo circondavano e lo portarono poi al suicidio, gettò le basi per la ricostruzione di un sistema giuridico democratico e aiutò il Mossad a individuare e arrestare Adolf Eichmann.

LUI E' TORNATOLUI E' TORNATO

 

Per sempre all' ombra di Hitler? Il titolo di una importante raccolta di saggi pubblicata qualche anno fa dallo studioso Heinrich August Winkler solleva un interrogativo che forse ci aiuta a capire l' odierna, ossessiva presenza della figura di Hitler. La Germania e la coscienza europea sono condannate infatti, per un tempo ancora imprevedibile, a confrontarsi con quella "frattura della civiltà" (così lo storico ebreo tedesco Dan Diner) che è stato il nazismo, i cui delitti ancora attendono - nonostante le decine di migliaia di pagine scritte sul tema - di essere ricostruiti in tutta la loro terrificante dimensione.

ADOLF HITLER ADOLF HITLER

 

Ne è conferma KL: A History of the Nazi Concentration Camps, la monumentale indagine sul sistema nazista dei campi, oltre duemila pagine frutto di una ricerca durata dieci anni, dello storico tedesco (residente in Inghilterra) Nikolaus Wachsmann, apparsa l'anno scorso in inglese e proprio in questi giorni in Germania. Una discesa agli inferi in cui la documentazione raccolta è costituita per gran parte dalle testimonianze fino ad oggi sconosciute delle vittime.

 

Prende le mosse dal campo di Dachau, nei pressi di Monaco di Baviera, messo in funzione in modo ancora provvisorio e artigianale dopo la vittoria elettorale di Hitler nelle elezioni del 5 marzo 1933, per rinchiudervi gli oppositori politici, e si conclude sempre a Dachau con l'arrivo degli americani alla fine di aprile del 1945.

HITLERHITLER

 

Nel mezzo, il capitolo più buio della storia tedesca. Un capitolo che più viene studiato ed esaminato più ci appare incomprensibile: «Nonostante ci siano migliaia di letture possibili», il nazismo - ha affermato l'ex Cancelliere Helmut Schmidt - «è inspiegabile. Ed è proprio questo che mi opprime nel profondo dell' animo». Dunque Adolf Hitler nonostante il passare dei decenni resta un vero e proprio mistero, come genialmente intuito da Salvador Dalí che nel 1939 intitolò El enigma de Hitler un suo piccolo quadro oggi esposto al museo madrileno Reina Sofia.

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