rose villain

“HO LETTO CHE SONO LÌ SOLO PERCHÉ SONO FIGA. MA IO SONO UNA BRAVA ARTISTA. ESSERE LIBERA DI MOSTRARMI SEXY NON DEVE SMINUIRE LE MIE DOTI ARTISTICHE” – ROSE VILLAIN RIVENDICA LE SUE QUALITA’ MUSICALI (MA QUALI?) A SCAPITO DELLA SUA GNOCCAGGINE (L’UNICO ARGOMENTO INOPPUGNABILE) – POI SE LA PRENDE CON QUEL POVERETTO DI UN SUO EX: “LE PERSONE CHE NON HANNO CREDUTO IN ME SONO STATE TANTE. AVEVO UN RAGAZZO, ANNI FA, CHE MI RIPETEVA: NON CE LA FARAI MAI. CHISSÀ COME STA ORA…” - VIDEO

 

Chiara Maffioletti per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

rose villain

Il disco è arrivato quasi da solo, in una notte insonne a New York. Sono le cinque e Rose Villain è sul divano, sola, con la chitarra in mano. A consegnare questa immagine è suo marito, che è anche il suo produttore musicale, Andrea Ferrara, in arte Sixpm, lei lo chiama Andy. Radio Vega , ultimo atto della trilogia della cantautrice, in uscita venerdì («e proprio quel giorno, ho saputo, la luna si tingerà di rosso»), è un disco scritto di getto: «Mi sono svegliata e avevo tutto chiaro nella mia testa».

 

(...)

 

Il riferimento, pare, è alla forte attenzione che c’è stata su molti altri aspetti: dalla sua vita privata alla sua bellezza. Anche all’ultimo Sanremo, dove ha presentato Fuorilegge : «Per me Sanremo è una opportunità incredibile, ma io l’ho fatto per la musica. Invece, ci si è concentrati molto sul resto. Posso essere esteticamente carina, mi piace anche la moda, ma il centro della mia vita è altro».

 

Una tassa, questa, che non è la sola a dover pagare. E ne è consapevole: «Le donne che rappano ultimamente sono molte di più, ma c’è sempre tanto lavoro da fare. E non solo nel rap. Il gender gap è reale, c’è stato anche a Sanremo. C’è un sacco di sottovalutazione delle artiste anche nel pop. Eppure mai come ora le donne possono spaccare. Sento che se diventiamo più strafottenti e magari anche un po’ arroganti, allora è fatta».

rose villain 45

 

I paletti restano molti: «Noto ad esempio che, quando voglio esprimermi sul sociale, far sentire la mia voce, c’è sempre chi mi dice: “Tu fai la cantante, canta”.

 

Forse anche per questo, sono sempre stata molto libera quando dovevo parlare di temi come l’ansia o la depressione mentre sono rimasta più delicata quando si parla di donne e patriarcato. Eppure posso dire che siamo in un mondo in cui non c’è donna che conosco che dica: amo il mio corpo, ne sono felice, o che non si sia lamentata del trattamento ricevuto da qualche uomo. Quindi perché non unirci tra noi?».

 

Specie in un’epoca in cui le donne, attraverso i social, sono raccontate in modo più che mai stereotipato: «I social hanno settato standard irrealistici, anche di vita, non solo di bellezza. Tutti tendiamo a mostrare la parte migliore. Io, in questo disco che è una sorta di mio diario segreto, sono felice di mostrare le mie insicurezze, anche fisiche.

 

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Dopodiché dovremmo imparare ad accettarci e gli uomini aiutarci, ascoltando quello che abbiamo da dire piuttosto che considerare il lato estetico prima di tutto». E quindi, cala l’accetta: «Ho letto: Rose Villain è lì solo perché è figa. Ma io sono una brava artista. Essere libera di mostrarmi sexy è un plus, non deve sminuire le mie doti artistiche».

 

Non è stato semplice arrivare a questa consapevolezza: «Le persone che non hanno creduto in me sono state tante.

 

Ma come si fa a credere a un sogno così grande? Non so quanti mi hanno detto: secondo me dovresti avere un piano B. Da un lato è chiaro che tanti sono intimiditi dalle donne ambiziose. Avevo un ragazzo, anni fa, che mi ripeteva: non ce la farai mai. Il tuo è il sogno di un milione di persone... chissà come sta ora».

 

Tutto, a suo avviso, è servito: «Ho preso tante porte in faccia, anche dalle etichette.

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Un sacco di gente che mi ha detto: no, questa cosa non funziona. Ma viva le porte in faccia, perché ti spingono a fare meglio. Io dicevo: farò gli stadi. Non li sto ancora facendo (da settembre, dopo alcune date estive, girerà l’Italia con il suo The Radio Trilogy Tour, per ora nei palazzetti, ndr .).

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