fabrizio salini

CHI SARÀ IL DIRETTORE DEI TALK SHOW RAI? - SALINI PRIMA DI PRESENTARE IL PIANO VOLEVA DIMETTERSI, MA I SUOI DANTI CAUSA GRILLINI (CASALINO) HANNO PRESO TEMPO: NON HANNO UN NOME ALTERNATIVO. PER LORO CIANNAMEA NON E' LA FIGURA GIUSTA - TOLTI MOLTI POTERI AI DIRETTORI DI RETE PER DARE DELEGHE AI 9 (NOVE!) NUOVI DIRIGENTI - SARÀ CASARIN A DIRIGERE LA QUASI-MEGA TESTATA CHE INCLUDE TGR, RAINEWS E TELEVIDEO?

1. SALINI VOLEVA DIMETTERSI MA IL M5S NON HA NOMI SPENDIBILI

DAGONEWS

 

Prima della famigerata lettera al ''Corriere della Sera'', gigantesco pizzino a tutto l'arco costituzionale, l'amministratore delegato della Rai voleva dimettersi e ne aveva parlato con Casalino, ormai vero punto di riferimento del Movimento che ha totalmente preso il posto di Di Maio, che come dice la senatrice Nugnes, ''non regge'' più l'avere due ministeri e la guida del primo partito d'Italia.

FABRIZIO SALINI

 

Ma i grillini hanno traccheggiato e chiesto all'ad di restare al suo posto. Al momento non hanno un uomo da mettere al suo posto. Di sicuro non potrebbe essere un altro esterno, ma anche sugli interni non è che le cose siano semplici. Ciannamea, che era il nome gradito anche alla Lega, secondo Spadafora non sarebbe un uomo di potere, uno che si impone, che possa trattare con la giungla di interessi che provano quotidianamente a mettere le mani su viale Mazzini.

 

 

2. RAI PASSA IL PIANO SALINI MA È SPACCATURA NEL CDA

Mario Ajello per “il Messaggero

 

 

conte casalino 1

Un canale per sole donne. E Rai4 canale maschile. Sovranismo di genere? No, si tratta soltanto due capitoli curiosi del piano industriale della Rai. Che prevede un canale in inglese, la raccolta sotto un unico portale di tutti i siti web. E tanti altri cambiamenti: una «rivoluzione» la chiama l' amministratore delegato, Fabrizio Salini. Questo si vedrà, nel senso che è tutto ancora da verificare se la scossa, preparata da Salini e gestita anche dal presidente Foa con i suoi suggerimenti e le proposte di modifica, oltre che sul piano della riorganizzazione aziendale riuscirà a incidere davvero sulla scelta e sulla qualità dei programmi.

 

Una rivoluzione, insomma, anche del prodotto? L' obiettivo è questo e a questo servono le nove direzioni tematiche - compresa quella che si dovrà occupare dei talk show su cui la Lega ha già messo gli occhi - previste dal piano 2019-2020 votato ieri dal Cda. Con i voti contrari di Rita Borioni, in quota Pd, e di Riccardo Laganà, che spiega: «Non si percepisce il contributo dei dipendenti a questa riorganizzazione e non vedo la trasparenza».

MARCELLO FOA FABRIZIO SALINI 1

 

LEGA UBER ALLES

Le divisioni sono queste: intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti. Sul fronte informazione, il piano prevede di mantenere autonomi i brand di punta dell' informazione del servizio pubblico Rai (Tg1, Tg2 e Tg3) e di potenziare il polo all news con la creazione di una testata che integri Rainews, Rainews.it, Tgr e Televideo.

 

Chi andrà a dirigere questa corazzata, comprendente la testata regionale che è un esercito potente numericamente e politicamente? Già si parla del prescelto che sarebbe il lumbard Alessandro Casarin, visto che la Lega più dei 5 stelle che in questa fase - e l' incontro non smentito tra Salvini e Salini è un segno, ma anche Renzi da premier incontrava l' allora dg Campo Dall' Orto - è il player più attivo tra Viale Mazzini e Saxa Rubra.

 

Cambia l' assetto interno dell' azienda. Gli attuali direttori di rete, al momento responsabili di acquisti e produzioni dei loro canali, diventeranno dei semplici manager: avranno sopra di loro un Direttore della distribuzione e saranno sostanzialmente coordinatori dei rispettivi palinsesti che dovranno riempire non con qualcosa prodotto o acquistato da loro (perché non avranno più il budget necessario a produrre o acquistare alcunché) ma attingendo al grande bacino delle nuove 9 direzioni. Chi sarà chiamato a guidare queste divisioni avrà il potere decisionale e le risorse economiche per decidere cosa produrre e acquistare.

ALESSANDRO CASARIN

 

Sul versante dell' informazione, per il pubblico non cambia nulla: continuerà a trovare il Tg1, il Tg2 e il Tg3, i notiziari della TgR, il Televideo e il portale Rainews.it, con l' unica differenza che questi ultimi tre saranno integrati nella testata multimediale. I tiggì non si toccano, ecco: e non si tocca di fatto la presenza-invadenza nella politica dentro l' informazione Rai, che però - dicono al Settimo Piano di Viale Mazzini - è anche un modo per garantire il pluralismo tra tutte le aree politico-culturali del Paese. Anche se adesso il Pd - che prima faceva e disfaceva - non ha più mano libera perché è il turno dei giallo-verdi.

 

Quanto al denaro, il risparmio previsto da Salini si aggira intorno ai quaranta milioni di euro e 15 milioni di risparmio derivano dalla razionalizzazione dell' organico dei dirigenti. E gli investimenti? Per le iniziative strategiche s' intende mettere in campo a oltre 360 milioni di cui una sessantina di milioni di euro per lo sviluppo dell' offerta digitale; poco di meno per il canale in inglese e il canale istituzionale; 40 milioni di euro per i documentari; e una cifra vicina ai 200 milioni di euro per lo sviluppo e l' adeguamento dell' infrastruttura tecnologica e immobiliare. Per ora al Settimo Piano sono tutti, o quasi, contenti. Ma il corpaccione Rai, come tutti sanno, appena intravede un cambiamento, almeno tentato, scatena tutti gli anticorpi che ha.

 

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