A SCALFARI PIACE LETTA E I LETTORI LO “ESODANO”

Vittorio Macioce per "il Giornale"

Scalfari accusato dai suoi lettori di berlusconismo. Incredibile. Sembra un'onda d'urto,un colpo di ritorno, il demiurgo sconfessato dalla sue creature. È la bestemmia che arriva in alto, come nemesi e sacrilegio.

Il patriarca è solo, con la sua barba bianca e l'aria distaccata di chi si sente sempre più lontano da questo nuovo secolo. Ogni maledetta domenica lui continua a scrivere, con la stessa soddisfazione e il senso del dovere di un cardinale che contro la sua stessa natura si sforza di apparire pastore. Questa volta però Eugenio Scalfari, padre e fondatore di Re-pubblica , ha scavato un solco tra sé e i suoi fedeli, un confine di buon senso con il popolo di lettori che si è allevato.

Forse per la prima volta si è accorto che il suo quotidiano non è più veramente suo. Questa Repubblica è di Ezio Mauro. Chi la legge ha sposato la linea giacobina, l'indignazione, i girotondi, il disprezzo per l'altro, a cui si fatica a riconoscere la cittadinanza politica, come se fossero figli indegni e illegittimi della res publica .

Non che Barbapapà sia del tutto estraneo a questi sentimenti, il suo abito mentale da neo platonico con quattro quarti di aristocrazia intellettuale lo rendono scettico verso il suffraggio universale e antropologicamente distante da chi vota il Cavaliere. Scalfari è antiberlusconia-no per storia, interessi, dissidi, ferite e vendette.

Solo che rispetto a Mauro fatica a offrire ai suoi lettori tutto quello che vogliono. I suoi sermoni sono le concessioni che arrivano da un sovrano assoluto. Gli editoriali di Ezio Mauro sono lo specchio degli umori del lettore. Lo assecondano, spesso lo accarezzano, qualche volta lo indirizzano. Mauro finge di essere uno di loro. Scalfari è sopra di loro.

Accade così che nel lungo articolo di domenica il fondatore spenda tutta la sua autorevolezza per sostenere il nuovo governo di Enrico Letta. Il tono è evidente già dal titolo: «Un medico per l'Italia malata ». Scalfari sa che lì dentro ci sono anche i ministri del Pdl, ma preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno.

Ci sono tante donne. C'è Emma Bonino. Ci sono la Cancellieri e Saccomanni. Il risultato è migliore del previsto. Un benvenuto a Letta che fa impazzire i lettori, spiazzati, sgomenti, traditi. « Repubblica era un po' come l'ultimo avamposto. Abbiamo perso anche quello». «Vattene in pensione, vecchio». «Senza dignità ».E tanti,tanti a scrivere:«Non comprerò più questo giornale». Scalfari scavalcato, Scalfari ripudiato, Scalfari «licenziato».

 

MONTI-MAURO-SCALFARIEugenio Scalfari Mieli e Dalema clb25 scalfari gianni lettaMARCHIONNE EZIO MAURO resizer jsp ENRICO LETTA E GIORGIO NAPOLITANO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?