MISS, MIA AMARA, MISS - LO SMACCO DI CAIRO-MIRIGLIANI A MENTANA (CHE FU GIURATO A MISS ITALIA NEL 1996 E UNA MISS SE L’È PURE SPOSATA) È IL TENTATIVO DI RIANIMARE L’AUDITEL CON LA GNOCCA

Da Ilfattoquotidiano.it

Dopo settimane di indiscrezioni e polemiche arriva l'annuncio ufficiale: La7 trasmetterà da Jesolo la diretta della finale della 74esima edizione di Miss Italia il 27 ottobre alle 20.45. Con buona pace di un big della rete, il direttore del telegiornale Enrico Mentana che, appena sentita la voce di un possibile approdo del concorso di bellezza sull'emittente di Urbano Cairo, si era dichiarato decisamente contrario: "Miss Italia su La7? Anche no, grazie. L'identità di rete è una cosa seria", aveva scritto in un post su Facebook il 22 agosto scorso.

Concetto poi ribadito sul sito Dagospia: "Non ho posto veti; ho solo detto la mia sull'identità di La7 che insieme con tanti altri ho contribuito a formare in questi anni. Spetta all'editore e al direttore di rete decidere, senza snobismi, ma facendo l'interesse della ditta. Resta da capire però perché Miss Italia, oltre che dalle reti Rai, sia stata rifiutata da Canale 5, Italia 1 e Rete4: tutti autolesionisti?".

La domanda (retorica) fa scoppiare un putiferio: c'è chi contesta, chi ringrazia e chi, come la patron di Miss Italia, Patrizia Mirigliani, ricorre alla Conte dei conti.

Caso chiuso? Nemmeno per sogno. Anche perché, ricorda Libero il 24 agosto, il giornalista "ha preso parte, come giurato, a Miss Italia nel 1996 quando è stata eletta Denny Mendez. E una Miss se l'è persino sposata: Michela Rocco di Torrepadula (vincitrice nel 1987)".

Mentana non raccoglie la ‘puntura' del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro e, lo stesso giorno, puntualizza di nuovo su Facebook: "Snob, moralista, talebano, emulo della Boldrini: per aver semplicemente detto quel che è ovvio per tutti, che Miss Italia su La7 non c'entra nulla. Si noti che la manifestazione è stata rifiutata dopo 25 anni dalla Rai, e tutti zitti, ossequiosi e deferenti.

Poi è stata rifiutata anche da Mediaset, e ancora di più silenzio e muta approvazione. Ma se qualcuno su La7 fa notare che non è proprio congruo col progetto di canale costruito in questi anni ospitare (come scelta di rincalzo) una manifestazione rispettabile ma non certo affine ai gusti del pubblico stabile della rete, apriti cielo. Chiedetelo prima a Gubitosi e a Piersilvio, eroi della libertà d'agosto, perché hanno detto no a Miss Italia".

E in effetti, i primi a rifiutare gli onori, ma soprattutto gli oneri derivanti dalla trasmissione del concorso di bellezza, sono stati i dirigenti Rai che, il 14 aprile scorso, confermavano a ilfattoquotidiano.it la cancellazione dello show dai palinsesti autunnali già dallo scorso anno:

"Miss Italia costa troppo, quasi come il festival di Sanremo, ma non rende", spiegavano fonti interne a viale Mazzini. Calo verticale di ascolti e mancanza di sponsor, le ragioni principali del divorzio tra servizio pubblico e concorso di bellezza. Ma anche il cambiamento di mentalità rispetto all'immagine in tv del corpo della donna maturato nel corso degli anni, specie dal 2009 in poi, dopo la pubblicazione del documentario di Lorella Zanardo.

Un cambiamento di cui si fa portavoce la presidente della Camera Laura Boldrini: "Rallegriamoci per cancellazione di Miss Italia dalla programmazione Rai - aveva detto l'ex portavoce dell'Unhcr il 15 luglio scorso intervenendo a un convegno organizzato dalla Cgil alla Camera del Lavoro di Milano - Si tratta di una scelta moderna e civile. Spero che le ragazze italiane possano avere altre possibilità per farsi apprezzare che non quella di sfilare con un numero addosso".

"No comment", aveva risposto Patrizia Mirigliani invitando la presidente di Montecitorio a "non parlare prima di conoscere, visto che le ragazze di Miss Italia non sono né mute né svestite". Più duro Fiorello che aveva etichettato l'uscita della terza carica dello Stato come "snob e ipocrita".

Così i primi contatti per trovare un nuova rete erano stati attivati con Mediaset, ma poi la trattativa si era spostata su La7. Il progetto prevedeva, in un primo momento, di affidare la conduzione a Sergio Castellitto e Claudia Gerini, due nomi sfumati con l'interruzione delle trattative tra Miss Italia e La7 lo scorso 20 settembre. Poi la ripresa del dialogo, il rinvio della finale e la scelta definitiva di un tris di conduttori, formato dagli attori Massimo Ghini e Cesare Bocci, più Francesca Chillemi, vincitrice del concorso nel 2003.

Ma l'accordo raggiunto tra il concorso di bellezza e La7 per la trasmissione della finale non ha fatto cambiare idea a Enrico Mentana che su Facebook ha ribadito: "Su Miss Italia ho detto la mia, non ho cambiato idea, e sorrido a chi mi dice che ho perso: sempre meglio che fingere opportunisticamente che "in fondo non è poi male".

 

urbano cairo URBANO CAIRO ENRICO MENTANA GIANLUIGI PARAGONE E SALVO SOTTILE AL BAR Enrico Mentana Patrizia Mirigliani MISS ITALIA jpeg1cl45 danny mendez

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….