m. m il figlio del secolo luca marinelli

LE SERIE DEI GIUSTI - CHE BOMBA QUESTO “M – IL FIGLIO DEL SECOLO” CLAMOROSA SERIE IN OTTO PUNTATE TRATTA DAL PRIMO DEI TRE LIBRI DI ANTONIO SCURATI SULL’ASCESA DI MUSSOLINI E DEL FASCISMO IN ITALIA - NON SI FERMA SOLO ALLA RICOSTRUZIONE STORICA DEL PASSATO, MA TOCCA UN FASCISMO REALE E MAI COSÌ PRESENTE NEL PAESE E IN EUROPA, TOCCA IL BERLUSCONISMO GIÀ NEL TRUCCO DI M, TOCCA IL DILAGANTE TRUMPISMO (CON LA CADUTA DI TONO DELLA BATTUTA MAKE ITALIA GREAT AGAIN), TOCCA LA VOGLIA DI PRESIDENZIALISMO E DI FINIRLA CON ELEZIONI E DEMOCRAZIA. POTETE PENSARE QUELLO CHE VOLETE MA NON AVETE MAI VISTO NULLA DI SIMILE NEL NOSTRO SERIALE… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

luca marinelli m il figlio del secolo 5

Eia Eia Baccalà! Che bomba questo “M – Il figlio del secolo”, clamorosa serie in otto puntate che sbarca oggi su Sky, che andrebbero viste al cinema e non in tv, diretta da Joe Wright (“L’ora più buia”, “Anna Karenina”).

 

Fotografata da Seamus McGarvey (due nomination agli Oscar), prodotta da Lorenzo Mieli per Sky-Fremantle, sceneggiata da Davide Serino e Stefano Bises e tratta dal primo dei tre libri di Antonio Scurati sull’ascesa di Benito Mussolini e del fascismo in Italia, cioè dalla Fondazione dei Fasci di combattimenti a Milano nel 1919 all’omicidio di Giacomo Matteotti nel 1924, con un cast che vede Luca Marinelli come Mussolini, Barbara Chichiarelli come Margherita Sarfatti, Francesco Russo come Cesarino Rossi, una vera scoperta, ottimo anche per il biopic di Genny Sangiuliano, Benedetta Cimatti come Donna Rachele, Gaetano Bruno come Matteotti.

 

serie M - Il figlio del secolo

Una bomba in tutti i sensi. Soprattutto per la nostra fiction sempre così sofferente e fatta al risparmio con mille paure. A cominciare da quelle politiche di dar noia a qualcuno.  Perché non è certo una serie, se volete un film, che si fermi solo alla ricostruzione storica del passato, ma tocca un fascismo reale e mai così presente nel paese e in Europa (“Siamo ancora tra voi” dice all’inizio un Mussolini mai-morto), tocca il berlusconismo già nel trucco di M, tocca il dilagante trumpismo (con la caduta di tono della battuta Make Italia Great Again), tocca la voglia di presidenzialismo e di finirla con elezioni e democrazia.

luca marinelli m il figlio del secolo 1

 

Perché la messa in scena di Joe Wright, col continuo sfondare la quarta parete del suo protagonista, che ammicca, provoca, gioca col pubblico, mentre il video si riempie di repertori e effetti teatrali è bombastica, grottesca, pop, rock, piena di techno, le musiche che non ti lasciano mai sono di Tom Rowlands dei Chemical Brothers e amalgamano anche le canzoncine fasciste. Potete pensare quello che volete ma non avete mai visto nulla di simile nel nostro seriale.

 

serie M - Il figlio del secolo

E perché ogni episodio, ogni capitolo è pieno di morti ammazzati con eccessi di schizzi di sangue, di torture, di soprusi su gente inerme come in nessun film sul fascismo (“Novecento” escluso) mi sembra di aver mai visto. E ci riporta dritti alla brutalità odiosa dei tempi di “Vecchia guardia” di Blasetti, il film sulla nascita del fascismo più odiato dal regime, perché osava parlare di violenza e di temi che era meglio non toccare. Esattamente come vogliono oggi i responsabili della nuova cultura di destra del paese.

 

sesso in m. il figlio del secolo

Sì a D’Annunzio e Futurismo, no al fascismo dei primi anni. Troppo pericoloso, troppo un nervo scoperto. Inoltre porta dritto all’anti-fascismo, alla sconfitta, al Dopoguerra e all’odiato Nerealismo! Luca Marinelli fa di Mussolini una sorta di Penguin, di Al Capone alla De Niro, di Zingaro alla Jeeg, di Catenacci bracardiano che può anche toccare costantemente la commedia con il suo braccio destro Cesarino Rossi di Francesco Russi, può toccare la maniacalità sessuale berlusconiana con la Margherita Sarfatti di Barbara Chichiarelli (un filo troppo Melato-Vanoni, ma sexy e intelligente al punto giusto, può perfino rovesciare ogni volta genialmente azzardi e rovesci di fortuna a suo favore, ma rimane sempre un mostro senza cuore, senza amici, senza sentimenti che vuole solo arrivare al potere e prendersi tutto.

 

luca marinelli interpreta benito mussolini in m. il figlio del secolo 1

E che non riesci mai a salvare, a volte nemmeno nello sdoppiamento attoriale quando ti guarda in macchina. Non c’è il minimo spazio, insomma, malgrado spesso faccia ridere, per la commedia, che aveva modo di insinuarsi perfino in “Roma città aperta” (la padellata di Fabrizi, do you remember?) e spesso domina i film italiani del Dopoguerra sul fascismo per farteli digerire, da “Il federale” a “La marcia su Roma”.

 

luca marinelli interpreta benito mussolini in m. il figlio del secolo 3

Se c’è commedia è una black comedy legata all’orrore degli eccessi di violenza e di brutalità, alle battute sulla stupidità degli amici camerati, quella del De Bono di Maurizio Lombardi, o alla fisicità dei nemici, dal Re di Vincenzo Nemolato a Nitti, al tradimento continuo di tutto e di tutti. Ma quelle che circolano sono spesso battute più alla Fusco che alla Buttafuoco (“Gli arditi ardiscono non ordiscono”), mentre lascia avvolto in una sorta di rispetto, sarà contento Giordano Bruno Guerri, la figura di D’Annunzio, interpretato ancora una volta e benissimo da Paolo Pierobon, durante l’impresa di Fiume.

 

luca marinelli interpreta benito mussolini in m. il figlio del secolo 2

Si sa da tempo che, per la nuova narrazione della cultura di destra al potere (come pesa quella scritta sui titoli “Ministero della Cultura”, perbacco), si dovrebbe arrivare solo ai Futuristi qui ridicolizzati dal Duce (“Marinetti fammi una pugnetta!”) o al massimo al D’Annunzio superdotato (“Ma che si è messo lì, una melanzana?”), e non dovrebbe quindi esserci spazio per una lettura o rilettura del fascismo e, ovviamente, dell’antifascismo, del Dopoguerra e della cultura italiana “di sinistra” del Novecento.

 

sesso in m. il figlio del secolo

E allora una serie forte, fracassona, popolare, di grande potenzialità e visibilità internazionale, cattiva come questa che fa di Mussolini e delle Camicie Nere dei villain da film della Marvel, senza darci un buono al quale attaccarci, non può che essere un bel pugno nell’occhio della nuova cultura della destra di governo, ridotta ormai, ridicolizzato e escluso da se stesso Sangiuliano, ai forse non così allineati Giuli+Buttafuoco, coronato, come se non bastasse, dall’eterno ritorno dell’omicidio Matteotti e dalla presenza fantasmatica della vedova, interpretata da Elena Lietti, star delle serie Fremantle più avanzate.

 

luca marinelli interpreta benito mussolini in m. il figlio del secolo

Ora. E’ chiaro che non tutto torna nelle otte puntate dell’”M” di Joe Wright, e che la bella frenesia delle prime puntate un po’ si perde in quelle successive, con un M-Marinelli sempre più gonfio e ebbro di potere ma vanno riconosciute al regista e alla produzione una cura, una ricchezza, un’attenzione scenografica, visiva (gli effetti sono strepitosi) che non si trovano di solito nelle nostre serie. E la presenza di un regista internazionale adatto ai grandi racconti storici o alle teatralizzazioni estreme dei classici ha reso quel che vediamo qualcosa di esplosivo, come la bombetta che Mussolini e la Sarfatti continuano a far roteare sul tavolo. Bravi. In onda su Sky da oggi.

luca marinelli interpreta benito mussolini in m. il figlio del secololuca marinelli m il figlio del secolo 4 luca marinelli interpreta benito mussolini in m. il figlio del secolo m. il figlio del secolom il figlio del secolo 1luca marinelli interpreta benito mussolini in m. il figlio del secolo. sesso in m. il figlio del secolo 1m il figlio del secolo 2

 

Ultimi Dagoreport

meloni salvini giorgetti orcel giuseppe castagna hugues brasseur bpm

DAGOREPORT - COME SI DICE BANCO BPM IN FRANCESE? - SIETE PRONTI AL LANCIO DI RISO E CONFETTI? IL COLOSSO CRÉDIT AGRICOLE SI PREPARA A CONVOLARE A NOZZE CON LA BANCA CARA ALLA LEGA – IN BARBA AL SOVRANISMO SBANDIERATO DA SALVINI & GIORGETTI (L’OPS DI UNICREDIT FU LIQUIDATA A COLPI DI GOLDEN POWER PERCHÉ… “BANCA STRANIERA”), PER PORTARSI A CASA IL TERZO GRUPPO BANCARIO ITALIANO, I FRANCESI NON HANNO NEMMENO BISOGNO DI APRIRE IL PORTAFOGLI E IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA: CON UN PROGETTO DI “FUSIONE AMICHEVOLE” TRA BPM E CREDIT AGRICOLE ITALIA, LA BANCA GUIDATA (SI FA PER DIRE) DA GIUSEPPE CASTAGNA SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI: BASTA FA CREDERE CHE SIA BANCO BPM AD ACQUISIRE LA CONTROLLATA FRANCESE IN ITALIA ...

salvini ferrovie inchingolo strisciuglio trifone altieri

DAGOREPORT – ALBERTO DA GIUSSANO ALLE CIME DI RAPA: LA LEGA HA SBIANCHETTATO IL “SALVINI PREMIER” DAL SIMBOLO, MA IL CARROCCIO È RIMASTO ORIENTATO AL SUD! A CONFERMA DELL'ALTA ATTENZIONE DEL SEGRETARIO PER IL MEZZOGIORNO, BASTA DARE UN’OCCHIATA ALLE NOMINE – A FARLA DA PADRONE NELLA SPARTIZIONE DEGLI INCARICHI È LA COMPONENTE PUGLIESE: DA TRIFONE ALTIERI A STRISCIUGLIO - E AL NORD MUGUGNANO: SE CONTINUA COSÌ, SALVINI DOVRA' SPOSTARE LA SEDE DELLA LEGA DA VIA BELLERIO ALLA TRAFFICATA VIA SPARANO DI BARI… - VIDEO

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...