vita da carlo

LA ROMA DEI GIUSTI - "LO FAMO STRANO, LO FAMO SINDACO"- LA SERIE “VITA DA CARLO” PARTE PROPRIO DALLA VITA DI VERDONE ATTORE DI GRANDE SUCCESSO UN PO’ IN CRISI DI ISPIRAZIONE. COME È NELLA REALTÀ. DIVISO TRA L’ETERNA RICHIESTA DI RIFARE I PERSONAGGI CELEBRI, “FAMME FURIO, FAMME MIMMO”, E LA VOGLIA DI PROVARE UNA STRADA DIVERSA. MA CARLO TORNA SEMPRE AL COMICO, CIRCONDANDOSI DI PRESENZE VERE, TUTTI RILETTI IN CHIAVE COMICA E INTERPRETATI DA ATTORI. GLI UNICI PERSONAGGI VERI CHE FANNO SE STESSI SONO ROBERTO D’AGOSTINO, BRAVISSIMO E PERFINO MISURATO NEL RECITARE SE STESSO, ANCHE SE LA SCENOGRAFIA NON FA GIUSTIZIA ALLA VERA SCENOGRAFIA DEL SUO STUDIO E… - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

vita da carlo 8

“Lo famo strano?” - “Lo famo sindaco”. Confesso che già vedere il nuovo sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, assieme a Nicola Zingaretti, alla prima della serie di Carlo Verdone “Vita da Carlo” dove proprio Verdone rischia di diventare sindaco di Roma per desiderio di un simil Zingaretti era qualcosa di impagabile. Anche per una certa somiglianza fisica tra i due, anzi fra i tre. Un corto circuito che non poteva che far bene a una serie, la prima mai ideata e girata da Carlo Verdone, che firma la regia assieme al direttore della fotografia Arnaldo Catinari, che ha trovato nella platea romanissima dell’Auditorium una sorta di consacrazione assoluta di risate sincere.

 

vita da carlo 15

Costruito su un’idea di Nicola Guaglianone e Menotti sul set di “Benedetta follia”, sviluppato poi da Pasquale Plastino e due giovani sceneggiatori, prodotto da Aurelio De Laurentis per Amazon, la serie parte proprio dalla vita di Carlo Verdone oggi da attore di grande successo popolare un po’ in crisi di ispirazione. Come è nella realtà. Diviso cioè tra il cinema comico, l’eterna richiesta di pubblico e produttore di rifare i personaggi celebri di un tempo, famme Furio, famme Mimmo, e la voglia di provare una strada diversa. Ma inesorabilmente Carlo torna sempre al comico, anche mettendo in scena la sua vita. E circondandosi di presenze vere, la famiglia, il produttore, un amico, tutti rigorosamente riletti in chiave comica e interpretati da attori.

 

DAGO SUL SET VITA DA CARLO

C’è un Max Tortora meraviglioso come suo miglior amico con tanto di moglie sempre incazzata, Claudia Potenza, e quando insieme sappiamo che ci potremmo rimanere ore a vedere questa serie. C’è Stefano Ambrogi, che fu già coattissimo “Cozzaro nero” scoperto proprio da Carlo, come produttore ovviamente prepotente e coatto. Come gli demolisce il copione del film serio scritto dallo sceneggiatore depressa è un numero magistrale alla Mario Brega. C’è Monica Guerritore come l’ex-moglie, Caterina De Angelis, figlia di Margherita Buy, come sua figlia Maddalena, che si porta dietro un buffo fidanzato-accollo che non si schioda da casa sua nemmeno quando viene mollato da lei. C’è la grande Maria Paiato come vecchia cameriera ereditata dal padre. Poi la farmacista carina, Anita Caprioli, unico momento romantico della serie.

 

vita da carlo 16

Gli unici personaggi veri che fanno se stessi sono Roberto D’Agostino, bravissimo e perfino misurato nel recitare se stesso, anche se la scenografia non fa giustizia della vera scenografia del suo studio, e Antonello Venditti. Uno dei motori della storia è la richiesta del simil Zingaretti, presidente della Regione, di candidarsi a sindaco di Roma, richiesta non nata a caso visti i tanti sketch di Carlo su questo tema, fra comizi assurdi dove voleva “asfaltare il Tevere” (“e finalmente in questa città se score”) o faceva il democristiano (“sempre tesi…”), e che funziona perfettamente sia per i tempi, col nuovo sindaco al posto della pora Virginia, sia per il personaggio con tutto il suo amore per Roma e l’attenzione per i romani.

vita da carlo 12

 

Anche se qualche trovata l’ho trovato un po’ lunga o non del tutto riuscita, “Vita da Carlo”, rispetto anche agli ultimi film di Verdone, ha un grande ritmo, alla “metodo Kominsky”, mi sa che vedere qualche serie in tv ha fatto bene a tutti, sceneggiatori compresi, offre agli attori, penso a Max Tortora che fa ridere sempre quando è in coppia con Carlo, ma anche a Alessandro Haber, il modo di diventare prepotentemente parte del mondo di Verdone, anche se lui si limita a pochi sguardi. E lì, grazie anche alla generosità del protagonista, assistiamo a grandi numeri comici di coppia e non di coppia.

vita da carlo 11

 

Ma la cosa che mi ha stupito ancor di più, e in fondo non avrebbe dovuto stupirmi, è la massa incredibile di facce e faccioni romani che Carlo è riuscito a inserire nei suoi raccontini. Una galleria di caratteristi vecchi e nuovi, parte già usati, ma parte assolutamente inediti, che fanno la gioia del vecchio spettatore. Come l’autista rimbambito (ma chi è? Ma dove l’ha trovato?) al telefono dall’amante che va a sbattere mentre Carlo e Max Tortora avrebbero voluto andare allo stadio, i tanti che lo fermano per farsi i selfie, gag che funzionano incredibilmente sempre.

vita da carlo 2

 

Alla fine devo dire che queste quattro puntate che abbiamo visto dimostrano soprattutto la passione che Carlo mette nel suo mestiere, a cercare i volti, le battute giuste, a costruire spettacolo, insomma. Si ride, a volte, davvero con pochissimo. E dovendo costruire gag veloci, situazioni da sketch più che da film, c’è modo di tornare al Verdone che più amiamo. Finalmente.   

vita da carlo 14vita da carlo 1vita da carlo 5vita da carlo 7vita da carlo amazon vita da carlo amazon. vita da carlo amazon vita da carlo 3vita da carlo 4vita da carlo 6vita da carlo 10vita da carlo 17vita da carlo 13vita da carlo 9

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…